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Calcio regionale
03.09.20 - 16:430
Aggiornamento : 17:14

Il calcio regionale è ripartito e per ora il sistema 'regge'

Nessun contagio né tantomeno squadre in quarantena nella prima decina di giorni di attività. La Ftc: 'La gente, che sembra aver capito la situazione, ne aveva bisogno'

Una partenza positiva, ma guai ad abbassare la guardia. Si può riassumere così il pensiero della Federazione ticinese di calcio sull'inizio della stagione 2020/2021 del movimento pallonaro regionale, a cominciare dagli attivi (ad esempio in Seconda Lega sono già stati disputati due turni) fino ai Seniori (al via domani sera), passando per tutte le categorie Allievi. Una partenza coincisa con la ripresa delle competizioni dopo il lungo stop per la pandemia di Coronavirus (le ultime partite erano state giocate a inizio marzo), che ha portato alla cancellazione della passata stagione e dei relativi verdetti. Situazione questa che si ripeterebbe solo nel caso in cui non si riuscisse a giocare la metà delle partite in programma, mentre se al momento di un'eventuale interruzione (decisione di competenza del comitato centrale dell'Asf) si sarà disputato almeno il 50 per cento dei turni, i campionati (e le promozioni/relegazioni) sarebbero ritenuti validi (nel caso che le gare disputate per alcune squadre risultassero impari al momento dell’interruzione, decisivo sarebbe il quoziente punti/partite acquisito).

Per il momento però la paura di un nuovo stop è tenuta lontano da un inizio di stagione come detto relativamente positivo, anche (soprattutto) grazie al piano di protezione dell'Associazione svizzera di calcio adottato anche dalla Ftc, che prevede oltre alle ormai note misure di igiene personale, la raccolta dei dati delle persone presenti nel caso in cui le disposizioni per la distanza (minimo 1,5 m) non possono essere rispettate in modo permanente e non può essere richiesto l’uso delle mascherine protettive (obbligatorio se la distanza sociale non è garantita).

Per Silvano Beretta 'ripartire è stata la giusta decisione'

«Fino a oggi dalla ripartenza del campionato per fortuna non abbiamo segnalazioni di casi di positività al Covid, né tantomeno ci sono squadre in quarantena – ci spiega Silvano Beretta, membro di comitato nonché presidente della Sezione tecnica della Ftc –. Speriamo che si continui così, ma sono piuttosto fiducioso, perlomeno per quel che riguarda quanto possibile fare nel nostro contesto, nel quale si sta lavorando bene. Sono infatti già andato a vedere 4-5 partite e devo dire che sono rimasto positivamente sorpreso dal modo in cui le società applicano le disposizioni, dalla registrazione dei dati dei presenti (come la stessa Federazione ticinese ha invitato a fare mettendo anche a disposizione un modulo di autocertificazione, ndr) al resto delle disposizioni. Alcune società misurano pure la febbre all'entrata del terreno da gioco, compito questo non obbligatorio. La sensazione è che dirigenti e staff abbiano capito l'importanza di non andare in quarantena, sia per il club stesso ma in generale per il nostro calcio».

Sì perché in caso di impossibilità di una squadra di scendere in campo a causa della positività al Covid o della messa in quarantena di più giocatori – «decisione questa di competenza dell'Ufficio del medico cantonale», sottolinea Beretta – il "fastidio" non toccherebbe unicamente il club coinvolto... «Dato che per il momento la sconfitta a tavolino non è contemplata in caso di quarantena (da regolamento il rinvio "può essere richiesto se almeno 6 giocatori soffrono di malattie contagiose o, in aggiunta, sono posti ufficialmente in quarantena", ndr), le partite rimandate dovranno essere recuperate. Non a caso abbiamo già messo in guardi le società sulla possibilità che il girone di andata si prolunghi ben oltre l'ultimo weekend previsto e che la pausa invernale (al momento prevista dal 16 novembre a inizio marzo, ndr) si accorci».

Società che sono anche le prime responsabili di quel che succede al campo... «Per noi come Ftc, pur essendo presenti su più campi in ogni giornata, è impossibile controllare tutto, per cui la gestione delle partite e il rispetto delle disposizioni è in mano soprattutto ai dirigenti dei club. Senza dimenticare il lavoro delle autorità, ad esempio a una partita a cui ho presenziato la scorsa settimana è arrivata a effettuare un controllo anche una pattuglia della Polizia cantonale. L'arbitro invece ha già abbastanza cose a cui pensare, era inimmaginabile affidargli ulteriori compiti anche in questo ambito, decisamente non di sua competenza».

Di competenza della federcalcio ticinese era invece la decisione di riprendere o meno le attività e il primo, seppur ancora molto limitato, scorcio di stagione porta Beretta ad affermare che «sì, è stato giusto ripartire ed è stato giusto farlo con queste modalità. Anche perché dentro e attorno ai campi abbiamo notato un entusiasmo ancora maggiore rispetto agli anni passati, la gente aveva voglia e bisogno di fare un passo verso la normalità e il calcio ne fa parte».

Settembre mese del Fair Play

Con la ripartenza delle attività la Ftc torna anche a mettere l'accento sulle regole di comportamento nel mondo dello sport e in particolare il mese di settembre sarà dedicato a un progetto – rinviato lo scorso marzo – per sensibilizzare tutto il movimento regionale sul fair play che dovrebbe regnare sia in campo che fuori, nonché al reclutamento degli arbitri. "Il progetto proposto dalla Commissione Arbitri e sostenuto dal comitato della Ftc – si legge in una nota della stessa Federazione ticinese di calcio – verrà proposto su tutti i campi del Cantone e della Mesolcina e vedrà interessate tutte le categorie a partire dagli allievi D9 fino alla Seconda Lega. Tutti gli arbitri indosseranno un’apposita maglietta sulla quale verrà sensibilizzato il Fair Play dentro e fuori dal campo.
All’inizio della partita quale segnale di distensione verrà consegnato ai due capitani un sacchetto contenente un piccolo regalo e una documentazione inerente al reclutamento arbitri come pure dei volantini con tema il Fair Play da distribuire nelle successive partite a genitori e spettatori che si trovano a bordo campo. Il progetto non si fermerà qui ma tutte le società avranno la possibilità di organizzare, durante il campionato, se richiesto anche con la collaborazione della Commissione Arbitri della Ftc, il "Terzo Tempo Village", che inizia subito dopo la partita".

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