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25.01.21 - 17:30

L'eterno Tom Brady a caccia del settimo anello

A 43 anni ha portato Tampa Bay al Super Bowl (nello stadio di casa). Sull'altro fronte troverà Patrick Mahomes (25 anni), campione in carica con Kansas City

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Tampa Bay sarà la prima squadra, in 55 edizioni del Super Bowl, a disputare la finalissima della stagione Nfl nel suo stadio. Un diritto acquisito grazie alla vittoria nella finale di Conference (Nfc) a Green Bay (26-31), la terza in trasferta in questi playoff. Il 7 febbraio al Raymond James Stadium, i Buccaneers affronteranno i campioni in carica dei Kansas City Chiefs, vittoriosi nella finale della Afc contro Buffalo (38-24). Di fronte si ritroveranno Tom Brady (43 anni) e Patrick Mahomes (25): il vecchio che resiste al nuovo che avanza.

Chi pensava che l’eliminazione dello scorso anno nel wild card, con quel “pick six” che aveva segnato l’ultima azione di Brady con la maglia di New England, potesse rappresentare il capolinea della formidabile carriera del quarterback californiano, ha preso una cantonata colossale. Emigrato al sole della Florida, Brady ha trovato nuovi stimoli e in stagione ha piazzato 4’633 yarde per 40 touchdown e 12 intercetti. Nella sua 14ª finale di Conference non è stato perfetto (73,8 di rating contro il 102.2 della regular season), con 230 yarde , tre td e altrettanti intercetti, ma è stato essenziale nei terzi down (9 su 14) e sembra che la sua presenza serva da collante per il resto della squadra. Contro i Packers, la vittoria se l’è conquistata in primo luogo la difesa che ha limitato Aaron Jones a 27 yarde di corsa (67 in totale per i Packs) e ha raccolto cinque sack con Barrett e Pierre-Paul. Aaron Rodgers ha faticato tremendamente a trovare ricevitori liberi per l’ottima copertura della secondaria dei Bucs e, ciò nonostante, ha avuto una serata statisticamente migliore di Brady (33 su 48 per 346 yarde, tre td, un intercetto e un rating di 101.6). Alla fine, Green Bay paga anche la mancanza di aggressività di coach Matt LaFleur che a 2’ dal termine e con la palla a poche yarde dalla end zone avversaria, ha preferito un field goal a un quarto down che avrebbe potuto portare la sfida in parità (con una trasformazione da due punti). Tornato in possesso dell’ovale, Tom Brady ha congelato la partita, per regalarsi la decima apparizione al Super Bowl, durante la quale cercherà di conquistarsi il settimo anello. Un altro dato statistico a esaltazione della sua grandezza? Nella sua interminabile carriera, TB12 ha ottenuto 33 vittorie ai playoff, esattamente come Aaron Rodgers (11), Brett Favre (13) e Bart Starr (9) – tutte leggende di Green Bay – messi assieme.

Si poteva pensare che la rottura del binomio con coach Bill Belichick avrebbe influito negativamente sulle prestazioni di Brady, il quale ha invece trovato un’ottima intesa con Bruce Arians, allenatore dei Bucs. Cambiare aria, insomma, gli ha giovato e chissà che non abbia lo stesso effetto su Rodgers (37 anni) che potrebbe lasciare Green Bay dopo che i Packers nel draft 2020 hanno selezionato al primo turno il quarterback Jordan Love… «Sono molte le persone incerte sul loro futuro», ha commentato con tono sibillino a fine gara. Resta il fatto che uno dei più forti interpreti del ruolo di quarterback ha accumulato domenica la quarta sconfitta in cinque finali di Conference.

Mahomes la mente, Kelce e Hill il braccio armato

Ma veniamo all’altra semifinale. Patrick Mahomes è diventato il più giovane quarterback a raggiungere per due volte di fila la finalissima. Dopo un’ultima parte di regular season durante la quale Kansas City aveva palesato qualche limite, molti erano propensi a concedere a Buffalo i favori del pronostico. Invece, nei playoff la squadra si è ripresa e domenica ha spazzato via i Bills, rivelazione della stagione. Nel 1994, l’ultima volta nella quale le due squadre si erano affrontate al medesimo stadio della competizione, i Bills, guidati da Jim Kelly, avevano conquistato l’accesso al loro quarto Super Bowl consecutivo, per altro perso come i primi tre. Questa volta, le cose sono andate diversamente: Josh Allen e compagni sono stati in partita soltanto nel primo quarto (9-0), poi sono stati travolti da un attacco inarrestabile orchestrato da Mahomes (325 yarde, tre td) e sublimato dalle prestazioni di Trevor Kelce (13 ricezioni su 15 per 118 yarde) e Tyreek Hill (9 su 11 per 172 yarde) che hanno letteralmente fatto a pezzi i Buffalo, ben più di quanto dica il risultato finale.

Questa volta, l’attacco ha fatto qualcosa di più che vendere i biglietti, ma la difesa non è stata da meno. Decisiva, in particolar modo, nella red zone (le venti yarde difensive), dove, pur essendo statisticamente la peggiore della Nfl, ha sistematicamente fermato l’attacco di Josh Allen, concedendogli soltanto tre field goal. Inoltre, ha messo a segno quattro sack ai danni di Allen, per una perdita complessiva di 53 yarde, lo ha intercettato una volta e ha limitato i Bills a un misero 5 su 14 nei cruciali terzi down. Ma, ancora più indicativo dell’ottima prestazione di reparto, ha saputo far ciò che in stagione non era riuscito a nessuno: cancellare dal campo Stefon Diggs, miglior ricevitore della Lega (127 ricezioni su 166 tentativi, 1’535 yarde e 8 td), limitato a 77 yarde in 6 ricezioni, la metà delle quali a risultato ormai acquisito (12 yarde all’attivo alla pausa). E se la scarsa aggressività di LaFleur ha tarpato le ali a Green Bay, a maggior ragione può essere criticato il tecnico dei Bills, Sean McDermott che subito prima della pausa (21-9 il risultato) ha mandato in campo lo special team per il field goal con l’ovale sulla linea delle due yarde di Kansas City e si è ripetuto nel terzo quarto dalle otto yarde (sul 24-12). Contro l’attacco più forte della Lega, un atteggiamento conservatore rivelatosi un harakiri.

Due parole, infine, sugli allenatori. In una Nfl che sta sempre più affidandosi a tecnici molto giovani (Sean McVay 34 anni, Zac Taylor 37, Joe Judge 38, Matt LaFleur 40, Kevin Stefanski 38, Brian Flores 39) a giocare la partita a scacchi del Super Bowl numero 55 (il secondo pe Tampa, il quarto per Kansas City) saranno due veterani: Andy Ried (62) e Bruce Arians (67).

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