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Qatar 2022, lo spettacolo deve continuare

La Giso ha detto qualcosa di sinistra: ha invitato la federazione di calcio a disertare i Mondiali, in protesta contro le condizioni di lavoro inumane

A Doha nel frattempo è partito il conto alla rovescia
(Keystone)
4 dicembre 2021
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Nel film ‘Aprile’ Nanni Moretti invitava Massimo D’Alema a dire qualcosa di sinistra o, quantomeno, “qualcosa di civiltà”. Qualcosa di sinistra, che sicuramente sarebbe piaciuta a Moretti, l’ha detta la Giso, la Gioventù socialista svizzera, senza timore dell’impopolarità, all’indomani della qualificazione della nazionale rossocrociata ai mondiali del Qatar. I giovani socialisti, non nuovi a uscite provocatorie, hanno invitato la federazione di calcio a disertare la manifestazione per protestare contro le condizioni di lavoro inumane, che hanno contraddistinto la costruzione degli stadi, costate la vita a 6’500 operai. Per la Giso non dovremmo andare ai mondiali anche considerando la persecuzione di cui sono vittime, nell’emirato, gli omosessuali.

Possiamo immaginare che cosa succederebbe nel caso in cui la federazione, dopo la qualificazione, vissuta come un’epopea da un intero Paese, ritenesse ragionevoli le argomentazioni dei giovani socialisti e decidesse che la partecipazione alla Coppa del Mondo è immorale. Anche per la puzza di mega-tangente che l’emiro del Qatar avrebbe versato a Nicolas Sarkozy, per ringraziarlo dei buoni uffici dell’Eliseo nel contribuire a far ottenere i mondiali al suo staterello. Eppure, anche se quanto denunciato dalla Giso non fa una piega, il mondo dello sport, soprattutto quello professionistico, è sempre stato distante dalla cosiddetta società civile. E non saranno certo i calciatori inginocchiati contro il razzismo prima delle partite a modificare una mentalità che è immutata da decenni. Nel ’68 a nessuno venne in mente di disertare le Olimpiadi di Città del Messico, nonostante la sanguinosa repressione delle manifestazioni studentesche che le avevano precedute. Neppure la strage degli atleti israeliani ai giochi di Monaco del ’72 comportò reazioni del tipo “fermiamoci un attimo e riflettiamo”. No, lo spettacolo deve sempre continuare.

Troviamo tuttavia particolarmente grave quando, a voltarsi dall’altra parte, sono coloro da cui ci si attende una particolare sensibilità verso certe tematiche. La sinistra europea, compresa quella comunista, tanto per fare un esempio, consentì lo svolgimento dei mondiali di calcio in Argentina nel ’78, quando già si sapeva delle gravissime violazioni dei diritti umani compiute da Videla e dalla sua banda. E dire che, due anni prima, nel ’76, i comunisti italiani insorsero contro la spedizione nel Cile di Pinochet della squadra di Coppa Davis. Probabilmente, essendo il tennis molto meno popolare del calcio, anzi a quei tempi ancora considerato uno sport da ricchi, non temettero un’erosione di consensi per il loro boicottaggio. Insomma, dissero e fecero qualcosa di sinistra, sapendo di non prendere rischi. E dire che, ai tempi, quando le competizioni sportive non erano il business che muove i miliardi di oggi, sarebbe stato più semplice imporre un’etica diversa anche a mondiali e olimpiadi.

Forse anche la Giso, come nel caso dell’iniziativa 99%, dice cose di sinistra già consapevole che non saranno realizzabili. Ma la sinistra, vedi le posizioni contraddittorie del Ps sul Polo sportivo di Lugano, ormai dice e disdice.

E pure Nanni Moretti si è probabilmente stufato di occuparsene.

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