laRegione
il-mendrisiotto-e-basso-ceresio-e-i-santi-in-paradiso
Spina nel fianco (Ti-Press)
laR
 
13.11.21 - 05:30

Il Mendrisiotto e Basso Ceresio e i santi in paradiso

La regione rischia di abdicare al proprio futuro davanti al progetto della terza corsia dinamica tra Lugano e Mendrisio

Il contenuto di questo articolo è riservato agli abbonati.
Per visualizzarlo esegui il login

In politica a quanto pare serve ancora avere dei ‘santi in paradiso’. Il riferimento, va da sé, è a quegli agganci assai poco celestiali – per la serie ‘scherza con i fanti e lascia stare i santi’ –, ma molto terreni che sanno aprire le porte giuste ai piani alti delle istituzioni. Ebbene il Mendrisiotto sembra proprio esserne privo (oggi più di ieri) visto come sta andando con il progetto PoLuMe, il piano per potenziare la tratta autostradale tra Lugano e Mendrisio. Per creare una terza corsia dinamica – convertendo quella di emergenza – con poteri anti-ingorgo, con il corredo di gallerie da ampliare e nuovi svincoli – a Grancia e Melano – da costruire, si è disposti a spendere quasi due miliardi di franchi – peraltro ancora da stanziare formalmente –: una cifra imponente, nulla da dire. Ma non sempre è solo una questione di investimenti. Non consola neppure sapere che dopo il raddoppio del Gottardo – con i costi siamo lì – questa sarà la più grande opera messa in cantiere dalla Confederazione in territorio ticinese. Il punto non è questo.

Una regione ha bisogno anche di essere ascoltata e capita; e in questo caso non è successo. Non per nulla cresce il numero di persone che nel Mendrisiotto e Basso Ceresio sarebbero pronte a rinunciare all’opera e all’investimento, in altre parole al ‘regalo’ calato dall’alto. Soprattutto perché questo ha il sapore di un ‘dono’ avvelenato. Il sacrificio territoriale che comporta intervenire sull’asse dell’A2 appare a molti spropositato a fronte della promessa di ridurre il carico di traffico sulle strade cantonale e locali. Ha un bel dire il sindaco di Melano Daniele Maffei che davanti all’Ufficio federale delle strade (Ustra) si è “fatto buon viso a cattivo gioco”. E che a ben vedere PoLuMe è ascrivibile alla categoria “progetto ambientale”. In tutta onestà l’impressione che si ricava scorrendo il dossier è tutt’altra. Mettere l’aggettivo “ambientale” – ovvero ‘proprio di un determinato ambiente’, Treccani alla mano – accanto ai piani per potenziare un’autostrada, moltiplicando le corsie – a Melano c’è chi ne ha contate undici – e costringendo a demolire delle abitazioni e a spostare un cimitero (quello di Maroggia), suona per lo meno stonato.

Come si è fatto capire mercoledì sera nell’aula consiliare di Melano – con il legislativo in seduta straordinaria –, ci si aspettava più coraggio e che le autorità locali riuscissero a strappare qualcosa di più e di meglio da Cantone e Confederazione. Ci sarebbero volute le conoscenze giuste in alto loco (si legga anche a Palazzo federale) da portare al tavolo di sasso di un grotto, si è fatto capire quasi candidamente e con un po’ di rassegnazione dallo scranno del Municipio. Come dire che è così che in certe parti del Ticino si portano a casa progetti e fondi per realizzarli. A dirla tutta con il PoLuMe pure il Cantone non ha aiutato la regione a spuntare condizioni migliori. Lo stesso direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali – per sua stessa ammissione all’esecutivo – non se l’è sentita di alzare la posta: era “politicamente non opportuno” in questo frangente, ha motivato.

Il Mendrisiotto e Basso Ceresio rischia, insomma, di essere ‘immolato’ sull’altare di altri dossier (tipo il collegamento A2-A13 nel Sopraceneri). Qualcuno direbbe: ‘È la politica bellezza’. Eppoi, si ammicca, in contropartita ci sono sempre il prosieguo verso sud del tracciato autostradale in galleria e AlpTransit: realtà o miraggi? Chi vivrà, vedrà. Qui e adesso c’è già chi (purtroppo) alza le mani.

Leggi anche:

Terza corsia: ‘In cambio dateci una A2 in galleria’

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
basso ceresio mendrisiotto polume terza corsia a2
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Opinioni
Commento
4 ore
L’impegnativa eredità di Giovanni Falcone
A trent’anni dalla strage che uccise, tra gli altri, anche il magistrato simbolo della lotta alla mafia
il commento
5 ore
Putin e l’arma della grande fame
Bloccare il grano e le navi che lo trasportano, affamando l’Ucraina e le nazioni sottosviluppate. Così Mosca prova a far svoltare la guerra in suo favore
Commento
2 gior
Viaggio nell’arena (flatulente) della Rai
La decisione del direttore generale della tv di Stato italiana di separare i talk show dall’informazione ha sollevato una mezza rivolta
L’ANALISI
2 gior
Non è la panacea, ma proviamoci
La Sfl ha approvato il nuovo format della Super League: 12 squadre e playoff
Commento
3 gior
Il disagio psichico e il circo Barnum dei social
Un tempo erano donne barbute e nani ad attrarre la gente nei circhi, oggi il disagio psichico esposto impietosamente attira i click degli utenti del web
Commento
3 gior
Schröder, poltrone come matrioske
I tedeschi gli chiedono di mollare i suoi incarichi russi e lui ne fa spuntare altri. Il vizio tropical-mediterraneo della sedia incollata non ha confini
Commento
4 gior
L’eterno declino degli Usa
La strage razzista di Buffalo è l’ennesimo, tragico sintomo di un Paese diviso, le cui fratture interne sono speculari alla potenza militare
Commento
4 gior
Il Vescovo di Lugano e il vasetto (vuoto) di marmellata
Il prete del Mendrisiotto, fermato ubriaco e con precedenti accuse di molestie, ci porta a riflettere sul binomio superato di misericordia e giustizia
Commento
5 gior
TiSin, la Lega e l’arte della fuga
I granconsiglieri Aldi e Bignasca abbandonano il sindacato giallo che ha cercato di aggirare la legge sul salario minimo. Eppure molti minimizzavano
Commento
6 gior
Matignon: trent’anni dopo, una donna
Donna, autorevole, di sinistra e di sensibilità ambientale: Élisabeth Borne è la nuova prima ministra francese
© Regiopress, All rights reserved