laRegione
laR
 
08.09.21 - 05:30

Personaggi pubblici e quei grotteschi pruriti da tastiera

Ci si interroga dopo il caso dei due consiglieri comunali di Lugano venuti alle 'parole' via social e alle 'mani' a causa di una lite familiare

personaggi-pubblici-e-quei-grotteschi-pruriti-da-tastiera
Dietro a uno schermo (Ti-Press)

Un battibecco, probabilmente una situazione familiare tesa che si ripercuoteva da anni, animi accessi e nessuna speranza di dialogo. Ha del grottesco, ma soprattutto del triste, la vicenda approdata in questi ultimi giorni anche sul nostro giornale. Cioè la lite, finita al Pronto soccorso, fra due consiglieri comunali di Lugano, peraltro parenti (sono cognati, l'uno ha sposato la sorella dell'altro). Al di là del caso specifico, il fatto porta a domandarsi quale sia la molla che arma la mano di chi, attraverso una tastiera, ha quale unico obiettivo quello di sfogare rabbie e delusioni, ritorsioni e ricatti, facendo spesso nomi e cognomi, anche di minorenni, magari gli stessi figli, e indicando domicili privati e frequentazioni. Poi, magari, sono gli stessi che in un'aula inneggiano alla privacy...

Tempo fa a girare nelle case, e anche nelle redazioni, erano le lettere anonime, utilizzate quali piccioni viaggiatori per far sapere qualcosa che non si sapeva (ancora) o non si sarebbe dovuto (mai) sapere. In questi casi ci si prendeva almeno la briga di curare la calligrafia e la grammatica, giusto per non passare per il pazzo del villaggio di turno. Oggi pare che la facilità di poter 'postare' un commento, anche pesante, una critica, un giudizio negativo, abbia superato di gran lunga una certa decenza e misura, senza parlare della giusta coniugazione dei verbi... Ne troviamo a iosa nei diversi social. E se sono già un brutto spettacolo quando provengono dal signor Rossi o dalla signorina Bianchi, oltrepassano la convenienza se dall'altra parte dello schermo ci sono, magari sorridenti con la loro foto profilo e il logo del partito, esponenti della politica comunale o più in genere personaggi 'pubblici'. Perché mettere online la propria vita, con le sue ombre e i suoi ostacoli, in questo modo? A quale scopo? Lo sfogo nella rete pare abbia sempre più preso il posto del dialogo e del confronto, non si ha più voglia di parlarsi e di guardarsi negli occhi. Facebook e Instagram sono pronti a raccogliere frustrazioni e rospi in gola, come un tempo il prete in confessione, ma almeno lì i 'peccati' rimanevano tali, tanto da ricevere in cambio anche un'assoluzione.

Nel 2021 nessuno invece è più 'colpevole' e puntare il dito contro l'altro o l'altra, seppur virtualmente parlando, solleva molti da esami di coscienza o irritanti, ma comunque necessarie, introspezioni. 'Mi ha picchiato lui', 'ha cominciato prima lei', 'lui è un cretino', 'è lei che ha sbagliato'. Così lo scrivono, lo rileggono e per questo gli sembra pure vero! Poi tutto finisce lì, nella memoria di un hard-disk, dimenticando che numerosi l'hanno letto e altrettanti ne hanno riso o compatito. Ricoprire una carica pubblica, rappresentare la comunità nei diversi suoi ambiti (dal Comune alla sicurezza, dalla sanità alla scuola) non può non significare 'dare l'esempio', non solo con le parole, utilizzate spesso solo a scopi elettorali e propagandistici, ma soprattutto con i fatti che nulla hanno a che vedere con i 'pruriti' personali, così da arrivare a dirsi intelligentemente e lucidamente, come qualche anno cantavano due rapper, "vorrei... ma non posto".   

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Opinioni
Commento
1 gior
L’arte della supercazzola, dal Mascetti a TiSin
L’associazione padronale Ticino Manufacturing si sfila dalle sue stesse oscenità, con un comunicato piuttosto surreale
Commento
1 gior
Ueli Maurer, lo statista riluttante
Da artefice dell’ascesa dell’Udc a consigliere federale e rispettato ‘tesoriere’. Il suo ritiro chiude un cambio generazionale nel primo partito svizzero.
Commento
2 gior
Quando la bomba scoppia in mano all’artificiere
Tutti i non sentito dire dei piani alti dell’amministrazione cantonale: dall’ex funzionario del Dss al direttore di scuola media
Commento
3 gior
La rivoluzione contro il velo
Le donne in piazza con coraggio dopo la morte di Mahsa Amini, colpevole di avere un hijab messo male. Il regime però ha risposto con il pugno duro
Commento
4 gior
Cassa malati, sogno (o chimera) di un pomeriggio autunnale
L’annuncio dei premi 2023 è senz’altro un brutto risveglio. Abbondano le motivazioni che spiegano la stangata, mancano le soluzioni
Commento
5 gior
Con la candidatura di Marchesi, a destra parte la bagarre
Se il presidente Udc verrà eletto in governo, sarà a scapito di un seggio leghista. La Lega dovrà difendersi anche dagli ‘amici’, che però corrono veloce
Commento
5 gior
L’era del tofu merluzzato
Gli italiani disposti a provare qualsiasi cosa pur di vedere un cambiamento. Ma il cambiamento, finché ci saranno Casini e i suoi emuli, pare impossibile
Commento
6 gior
Un’onda nera sull’Italia
L’analisi di Aldo Sofia dopo il voto che ha visto trionfare Giorgia Meloni
Commento
6 gior
Dal ‘sì’ ad Avs 21 segnali chiari alla politica
No a un ulteriore aumento dell’età di pensionamento, no a riforme a scapito delle donne meno abbienti, avanti con quella del secondo pilastro
Commento
1 sett
Zanchi, Bossalini, la malerba e la capacità di rimanere zen
Nella battaglia politica che si combatte attorno al Corpo di polizia di Locarno, la fretta è cattiva consigliera per capodicastero e comandante
© Regiopress, All rights reserved