laRegione
laR
 
29.04.21 - 05:30
Aggiornamento: 26.03.22 - 14:51

La matita spezzata: sentenza all’ex funzionario Dss

Quando denunciare una violenza sessuale diventa un percorso straziante

la-matita-spezzata-sentenza-all-ex-funzionario-dss
Depositphotos

Una matita fatta in mille pezzi in un’aula di tribunale. A ridurla così una giovane donna, distrutta, lei, dagli abusi psicologici e fisici di un uomo, un ex funzionario del Dss, che doveva essere una persona di riferimento, la voce dei giovani in Ticino. E invece no, condannato in primo grado per coazione sessuale, in appello è stata riconosciuta anche la violenza carnale. Ne è risultata una pena a 18 mesi di carcere. Sospesi. A cui si aggiungono il risarcimento per il torto morale e il versamento di parte delle spese procedurali.

Una sentenza che dà un po’ di speranza, che mostra che la sensibilità c’è. Una sentenza che però non poteva essere più dura perché, secondo la Corte di appello e revisione penale, sono passati molti anni dai fatti e l’autore non ha interessato la giustizia penale per un "prolungato lasso di tempo". Ma rimane una sentenza blanda se si pensa alla vita spezzata di una ragazza, all’epoca dei fatti, poco più che diciottenne. Un’età dove il carattere si forma e spesso sono presenti insicurezza e smarrimento. Non che sia meno grave uno stupro inflitto a persone più grandi, ma durante l’adolescenza gli strumenti per affrontare la vita sono ancora in fase di affilamento.

Quanta sofferenza, quanto buio, quanta rabbia ha provato la vittima in questi anni? Solo lei lo sa. Di certo doversi trovare faccia a faccia, ancora, con il proprio carnefice è lacerante. Ancora di più dover sentire le parole dell’avvocato che sminuiscono le sue accuse. Prova a sopportarle, scuote la testa, abbassa lo sguardo per non mostrare le lacrime e stringe forte quei pezzetti di matita.

Questa è la storia di una donna che ha deciso di andare fino in fondo, con tutto il dolore ulteriore che ne è scaturito. Dover descrivere, ancora e ancora, i fatti di natura intima subiti. Non viene messo in dubbio il diritto dell’accusato di difendersi, ma la giurisprudenza – e lo vediamo bene in questo caso – permette a un uomo di stuprare una donna e non andare in carcere. Questo perché è successo tanti anni fa. Ed ecco qui l’impasse. Il tempo. Quanto è il limite accettabile per denunciare uno stupro? Secondo alcuni bisogna andare in ospedale o in polizia subito dopo, perché altrimenti non si è credibili. Uno fra questi è Beppe Grillo, noto comico italiano diventato capo politico, il cui figlio è indagato per violenza sessuale: "Una persona che viene stuprata alla mattina, al pomeriggio va in kitesurf e dopo 8 giorni fa la denuncia... è strano!". Indignazione generale, programmi televisivi che mandano in loop un Grillo furioso, commentatori di ogni genere. Da lì i social e l’hashtag #ilgiornodopo lanciato da una vittima di stupro con l’intento di raccogliere le testimonianze di donne che raccontano cosa hanno fatto il giorno dopo la violenza. "Il giorno dopo ho dato un esame", "il giorno dopo l’ho abbracciato"... Ognuno reagisce a modo suo, c’è chi si sente in colpa, chi si vergogna, chi per difesa preferisce non fare nulla.

La verità è che il sistema giuridico non invoglia a denunciare. Si ha paura, paura di non essere creduti, di dover dimostrare di aver opposto resistenza e rivivere qualcosa che si vuole solo dimenticare, che fa sentire sporchi. Ogni stupro, ogni violenza o coazione sessuale dovrebbe poter essere denunciata e perseguita quando la vittima è pronta a parlare. Diritto all’oblio? Prescrizione dei reati? È vero, esistono. Ma siamo così sicuri che abbiano ragion d’essere per crimini che toccano così nel profondo e che spesso necessitano di anni per essere elaborati dalla vittima?

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Opinioni
IL COMMENTO
1 gior
Basso Mendrisiotto, il coraggio di osare
Mentre le istituzioni comunali tentennano, a rompere gli indugi sull’aggregazione è un gruppo di cittadini di Balerna
IL COMMENTO
2 gior
La scintilla e la prateria
Le proteste in Cina rivelano il malcontento per le opprimenti politiche ‘zero Covid’ imposte dal governo, e investono la figura di Xi Jinping
il commento
3 gior
Quel generale senza volto
Arriva l’inverno, con tutti i sottintesi e il peso storico che ha per la Russia, soprattutto durante una guerra
IL COMMENTO
5 gior
Diplomazia in scacco in una guerra che si incancrenisce
Con l’inverno alle porte, non si vede la fine del conflitto in Ucraina. Sia Putin che Zelensky non hanno alcun interesse a sedersi al tavolo negoziale
IL COMMENTO
6 gior
L’amore non è un colpo di pistola
Non lo deve essere nemmeno l’informazione quando affronta il fenomeno della violenza sulle donne (contro cui ricorre oggi la Giornata internazionale)
IL COMMENTO
1 sett
Il centro(sinistra) di Mirante e il pragmatismo che serve al Ps
L’addio dell’economista non stupisce nessuno, ma mette i socialisti davanti al rischio di perdere consensi ed eletti in Gran Consiglio. E la destra ride
IL COMMENTO
1 sett
La realtà artefatta del Qatar
Tracciamo un bilancio dell’inizio del Mondiale dopo i primi tre giorni di partite
IL COMMENTO
1 sett
I guai di Letta (e del Pd)
La spaccatura sulla candidatura di Letizia Moratti alla Regione Lombardia ha fatto partire un nuovo giro di contestazioni contro il segretario del Pd
IL COMMENTO
1 sett
Non perdere una guerra senza vincere la pace
In Ucraina si parla di piccolissimi spiragli per un tavolo negoziale magari favorito dal ‘generale inverno’. In realtà, nulla sembra meno probabile
IL COMMENTO
1 sett
Il partito delle donne e quello degli uomini
Successione di Maurer e Sommaruga: il Ps ha affrontato la questione femminile di petto, l’Udc ha perso un’altra occasione.
© Regiopress, All rights reserved