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Il ministro dell'educazione ha deciso altrimenti (Ti-Press)
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13.05.20 - 20:140

Maturità, peccato gettare la spugna!

Fra il tutto e il niente, insomma, ci pare tuttora che fosse meglio offrire comunque qualcosa. Del resto i privatisti che fanno? Esami perlomeno parziali!

Peccato gettare la spugna rinunciando del tutto agli esami di maturità! Tentare di implementare perlomeno un piano B sarebbe stato un bel segnale da parte della scuola pubblica. Diciamo ‘perlomeno tentare’, perché nessuno può escludere che all’ultimo si debba compiere un repentino dietrofront. Chi può infatti dire se la maledetta/benedetta curva rialzerà, o meno, la testa da qui a fine giugno? Di questo ce ne rendiamo tutti conto. Ma l’ostinazione a non mollare tutta la presa, lo ripetiamo, sarebba stata un gesto di forza apprezzato. Fra l'altro, di palestre, mense, centri espositivi e altri spazi sufficientemente ampi per tenere gli esami scritti in sicurezza non ne mancano.

Il ministro dell’educazione, Manuele Bertoli, ha però deciso altrimenti, rifacendosi in primis al principio di responsabilità. Un principio che in questo momento privilegia la salvaguardia della salute rispetto alla celebrazione del 'rito' dell'esame (scritto). Che dire? Che il virus in tanti ambiti ci ha obbligati a fare anche le cose che facevamo prima in modo anche diverso. Fantasia obbligata, o no? Non sarebbe quindi stato possibile - lo chiediamo nuovamente – ideare un piano alternativo per concludere il percorso liceale senza strappi? Magari puntando su una soluzione di compromesso, per comunque chiudere l'esperienza di quattro anni con una valutazione finale d'esame e non finire a coda di pesce?

Probabilmente la risposta dipende anche - ma allora lo si dica - dal fatto che la scuola pubblica, presa in contropiede, non ha potuto allenare debitamente gli studenti agli esami finali nei difficili mesi vissuti. La pandemia è finita come un bastone fra le ruote di una bicicletta lanciata sull’ultima tappa verso l'agognata vetta. Vero, purtroppo. Ma gli esami di maturità non li si prepara solo con l'inizio di una certa (fra molte virgolette) nuova normalità. Sono un appuntamento serio che ha certamente alle spalle un percorso lungo valutabile. Fra il tutto e il niente, insomma, ci pare tuttora che fosse meglio offrire comunque qualcosa. Del resto i privatisti che fanno? Esami perlomeno parziali.

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