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06.10.22 - 21:58

Nasce la Comunità politica europea, c’è anche la Svizzera

L’incontro a Praga con 44 Paesi presenti. C’è anche la Turchia. Restano fuori solo Russia e Bielorussia

Ansa / Ats, a cura di Red.Estero
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Ignazio Cassis durante il panel da lui diretto (Keystone)

Nessuno sa ancora bene cosa sia, ma piace. Ed è già qualcosa. La Comunità Politica Europea - l’acronimo è da trovare: Cpe o CoPo sono buoni candidati - è ormai più di un’idea, quella avuta da Emmanuel Macron.

La presidenza ceca dell’Ue ha portato avanti l’idea e quando sono partiti gli inviti - ben 44 - tutti hanno risposto "presente". "Si tratta di costruire una ‘intimità strategica’ tra i Paesi europei, membri o meno dell’Ue", ha chiosato un raggiante Macron. Ma pure "lanciare un messaggio di unità".

Lo sfondo, naturalmente, è la guerra in Ucraina e le varie crisi - energetiche, alimentari, forse migratorie - ad essa legate. "Ci troviamo tutti qui per capire come costruire una nuova architettura di sicurezza in Europa", aggiunge l’alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell. "Lo si deve fare senza la Russia non perché non vogliamo la Russia ma perché Putin l’ha portata fuori dalla comunità europea".

Ovviamente sono suggestioni, ognuno porta le sue. Lo spettro d’altra parte è ampio. Oltre ai 27 membri dell’Unione Europea al Castello di Praga sfilano i Balcani occidentali, incluso il Kosovo; l’Ucraina, la Moldova e la Georgia, futuri (molto futuri) Paesi Ue; i caucasici Azerbaigian e Armenia; la Turchia; i nordici Islanda e Norvegia; il Liechtenstein; il Regno Unito. "L’intero continente europeo è qui tranne la Bielorussia e la Russia", nota il belga Alexander De Croo. E c’è anche la Svizzera.

Ora, non è che i forum d‘incontro in Europa manchino. C’è l’Osce e c’è il Consiglio d’Europa. C’è l’Ue, ovviamente. C’è la Nato. Eppure, in un tempo in cui i rapporti personali hanno sostituito le felpate diplomazie, serviva qualcosa in più. Il format della Cep (o CoPo) è dunque volutamente agile per permettere un dialogo ’liquido’. Prima una plenaria in cui ha preso la parola il padrone di casa Petr Fiala, seguito da Volodymyr Zelensky (in video da Kiev), il norvegese Jonas Gahr Støre, l’albanese Edi Rama (autore, si dice, di un intervento molto "potente e apprezzato") e la britannica Liz Truss. Proprio la nuova inquilina di Downing Street si era proposta di ospitare il prossimo summit, forse tra sei mesi, forse tra un anno, ma al momento i rumor danno in vantaggio la Moldavia. Perché si dovrebbe alternare un Paese Ue a uno non Ue.

Alla plenaria sono seguite le tavole rotonde parallele sui due temi del vertice: "Energia, clima e economia" e "Pace e sicurezza". La prima era co-presieduta dal presidente della Confederazione Ignazio Cassis e dal primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis: vi hanno partecipato il premier italiano Mario Draghi e i leader di Belgio, Bulgaria, Germania, Irlanda, Liechtenstein, Norvegia e Serbia.

"In un momento in cui l’intero continente si vede confrontato a grandi sfide, questa nuova piattaforma offre buone opportunità per uno scambio diretto e informale con altri Paesi europei", ha affermato Cassis, citato in una nota diffusa dal Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae). Quest’anno la Svizzera ha dimostrato, ospitando la "Ukraine Recovery Conference" a Lugano, "di voler contribuire a promuovere la pace, la stabilità e la democrazia in Europa", ha aggiunto il consigliere federale ticinese.

Il presidente della Confederazione ha sottolineato come questo incontro rappresenti un’opportunità per favorire il dialogo e la cooperazione in Europa. Ciò assume particolare importanza in un periodo in cui sono in atto scontri militari tra Stati del continente.

A margine del vertice, Cassis ha colto l’occasione per svolgere alcuni colloqui bilaterali. Si è in particolare intrattenuto più a lungo con il presidente francese Emmanuel Macron, con il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi e con i primi ministri di Belgio, Portogallo e Spagna.

In chiusura la cena di gala, immaginata come un ‘debriefing’ del lavoro svolto durante le tavole rotonde del pomeriggio. Allo stesso tempo, i capi di Stato e di Governo sono stati incoraggiati a organizzare bilaterali o incontri in altri formati.

Ecco allora che l’azero Ilham Alyiev e l’armeno Nikol Pashynian si sono stretti la mano davanti ai sorridenti Erdogan e Macron (’padrini’ dei rispettivi Paesi). Poi i due si sono immersi in un quadrilaterale con il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e lo stesso presidente francese. Un successo diplomatico su quel fronte sarebbe un buon viatico per la Comunità Politica. Come evolverà ora è da vedere, se avrà una struttura o meno. "Condividiamo lo stesso continente, abbiamo davanti le stesse sfide, abbiamo la possibilità di capire come migliorare la cooperazione", ha notato Michel. Non sarebbe poco.

I futuri incontri si terranno prevedibilmente a scadenza annuale o semestrale e saranno ospitati in alternanza da uno Stato membro dell’Ue e da uno non membro, ha ricordato il Dfae.

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