Confine

Covid, variante Delta non predominante

Sono 81 i casi di versione indiana del coronavirus individuati in Lombardia negli ultimi due mesi

(Archivio Ti-Press)
15 giugno 2021
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Dopo il focolaio emerso in una palestra di Città Studi a Milano (12 i casi accertati), in Lombardia tornano a preoccupare le varianti al Covid. Nessun allarme rosso, ma molta attenzione, soprattutto alla nuova variante ‘Delta’', che sta impensierendo soprattutto la Gran Bretagna ma anche altri paesi dell’Unione Europea. Ottantuno i casi di variante indiana relativi a residenti in Lombardia dove a maggio sono risultati l’1,2 per cento delle 5’841 genotipizzazioni effettuate, mentre a giugno sono risultati l’1,1% del totale, sino a oggi esaminato, di 786 genotipizzazioni. Numeri che certificano una tendenza in rialzo e portano il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale di Milano a dire: “Dobbiamo fare più tracciamenti e genotipizzazioni: se lo facciamo ora riusciremo a evitare il peggio”.

Sul tema della variante indiana è intervenuta Letizia Moratti, vice presidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia: “La cosiddetta variante indiana (Delta) è temibile, però non preoccupa particolarmente perché abbiamo a disposizione i vaccini. Analisi inglesi confermano infatti che la copertura vaccinale ha una ottima efficacia anche contro questa variante. Se si è vaccinati, anche la variante indiana, come tutte le altre, dovrebbe essere sotto controllo. Da dicembre a oggi abbiamo effettuato 16’638 genotipizzazioni e abbiamo riscontrato che la variante inglese (Alpha) con il 68% è, a oggi, quella prevalente in Lombardia seguita da quella indiana (Delta) all’1,2%, la brasiliana (Gamma) all’1,1% e dalla sudafricana (Beta) allo 0,3 per cento”.

Sul tema si è espresso anche il presidente Fontana: “I primi due casi si sono verificati in aprile, a maggio c’è stato un incremento e a giugno abbiamo registrato una sostanziale stabilità. Complessivamente abbiamo avuto 81 casi di variante indiana. Tutti i casi sono attentamente seguiti. La situazione è sotto controllo. Dovremo monitorarla costantemente, controllare che non si verifichino nuovi focolai. Dalle valutazioni scientifiche risulta essere una variante sensibile al vaccino, ma sembra avere una maggior diffusione. Cercheremo di essere particolarmente attenti”.

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