Confine

Confine, aumentano gli incontri ravvicinati con i cinghiali

Prefettura e Polizia provinciale hanno concordato un intervento immediato nei quartieri di Monte Olimpino e Garzola e nell'area di Cernobbio

Un cinghiale ritratto nei boschi del Mendrisiotto (archivio Ti-Press)
15 febbraio 2021
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Effetto Covid sui cinghiali a Como. Sono sempre più numerosi i branchi di ungulati che, spinti dalla fame e dal freddo, sono arrivati ad avventurarsi nella periferia del capoluogo. Una spiegazione arriva anche dal fatto che, fra le misure restrittive per contenere la diffusione del coronavirus, è stata la sospensione della caccia programmata nel Parco Spina Verde, che dal Penz si estende sino a Baradello. È quanto sostenuto dal comandante della Polizia provinciale nel corso di una riunione in Prefettura a Como dal prefetto Andrea Polichetti che ha raccolto il grido di allarme di automobilisti e residenti, che più volte in questi giorni hanno avuto contatti ravvicinati con gli ungulati.

Nel corso della riunione il prefetto lariano ha concordato con la Polizia Provinciale un immediato intervento nei quartieri di Monte Olimpino e Garzola oltre che nell'area di Cernobbio dove sono stati ripetutamente avvistati interi branchi banchettare nelle aiuole stradali e negli orti. Dall’inizio di febbraio a oggi, sono stati prelevati una ventina di capi, sia attraverso l’abbattimento diretto in ore notturne che tramite l’uso di apposite trappole.  Sono stati programmati nuovi abbattimenti a breve, anche con l'aiuto delle guardie venatorie provinciali, mentre nel Parco della Spina Verde verranno installate delle trappole per provvedere alla loro cattura. 

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