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01.12.21 - 20:20
Ats, a cura de laRegione

Netflix e affini, solo in Svizzera si paga così tanto

La Confederazione è una miniera d‘oro per il servizi di streaming. Lo segnala, sulla base di confronti, il periodico K-Tipp (che suggerisce ’aggiramenti’)

Per Netflix e gli altri servizi di streaming la Svizzera è una miniera d’oro: in nessun altro paese si paga così tanto per un’identica offerta. Lo segnala, sulla base di un confronto, il periodico K-Tipp, che suggerisce però anche il modo per aggirare il “sovrapprezzo elvetico” imposto, come in altri campi, dalle multinazionali.

Le piattaforme internet che offrono film, serie televisive e altri contenuti a pagamento sono sempre più popolari in Svizzera, ricorda la rivista consumeristica nel suo numero in edicola oggi. Stando all’organizzazione settoriale Interessengemeinschaft Elektronische Medien, nel solo 2020 Netflix ha guadagnato 600mila nuovi clienti. L’abbonamento di base per accedere ai servizi della società statunitense costa 11,90 franchi in Svizzera, contro gli 8,55 franchi vigenti in Germania, Italia e Austria. Ancora più marcata è la differenza per l’abbonamento premium familiare, che permette la contemporanea visione di filmati su quattro dispositivi: si pagano 24,90 franchi nella Confederazione, 19,25 nei paesi limitrofi, 16,70 negli Usa e 13,60 in Polonia. Il sovrapprezzo imposto agli svizzeri rispetto agli altri europei è quindi di almeno il 30%. Il discorso è analogo anche per le offerte dei concorrenti Disney+ e Prime Video (Amazon), come pure per le piattaforme musicali come Spotify o Apple Music. A volte alcuni singoli paesi sono più cari (è il caso della Danimarca), ma gli abitanti dei 26 cantoni elvetici sono sempre chiamati alla cassa in modo più massiccio di tedeschi, francesi, italiani e austriaci, per non parlare per esempio di polacchi o croati.

Ma perché gli svizzeri devono pagare di più? Contattati da K-Tipp, Apple e Disney non hanno risposto, Netflix ha scritto che le sue tariffe di abbonamento sono “specifiche a seconda del paese” e Amazon spiega che “la politica dei prezzi si basa, tra l’altro, sul livello generale dei prezzi per territorio e sul confronto dei prezzi con le offerte concorrenti”. In parole povere - riassumono i giornalisti della testata zurighese - le aziende sfruttano il potere d’acquisto in Svizzera. E se la concorrenza ha prezzi alti, anche le altre ditte chiedono di più. “Abbiamo aumentato i prezzi in vari paesi negli ultimi anni", afferma Spotify. "E continueremo a farlo quando avrà senso in base a fattori locali e regionali”.

K-Tipp fornisce anche indicazioni su come ricorrere ai servizi pagando di meno, ricorrendo a una rete virtuale privata (VPN): in tal modo è per esempio possibile accedere a Netflix alle condizioni locali del Brasile, versando cioè 4,30 franchi per la versione di base. Di recente la rivista informatica tedesca Computerbild ha anche pubblicato un test per sapere quali servizi VPN si prestano meglio per l’attività in questione. K-Tipp ricorda peraltro anche come esista una vasta offerta gratuita di film, serie e documentari pure sulle piattaforme delle televisioni pubbliche. Un accesso agevole attraverso computer più avvenire su Playsuisse.ch, mentre per gli smartphone esiste l’applicazione Play Suisse. Offerte simili esistono anche all’estero.

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