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08.09.21 - 19:13
Aggiornamento: 19:29

Venezia 78: il cinema, la finzione, la storia

Il vero horror ‘Halloween Kills’ e in concorso il coinvolgente ‘Freaks Out’ di Mainetti e il putiniano ‘Kapitan Volkonogov Bezhal’ di Merkulova e Chupov

di Ugo Brusaporco
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Pietro Castellitto, Franz Rogowski, Aurora Giovinazzo, Claudio Santamaria, Giancarlo Martini e in primo piano il regista Gabriele Mainetti (Keystone)

Una buona giornata di cinema alla Mostra veneziana con un sanguinante Halloween come contorno mentre un fresco venticello percorre la laguna. In concorso il coinvolgente ‘Freaks Out’ di Gabriele Mainetti e il putiniano ‘Kapitan Volkonogov Bezhal’ (Il Capitano Volkonogov è scappato) di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov. Il primo ambientato fantasiosamente nella Roma del 1943, il secondo nell'Unione Sovietica del 1938, il primo ai tempi dei primi bombardamenti degli alleati e del tragico rastrellamento degli ebrei da parte di fascisti italiani e nazisti, il secondo al tempo delle grandi purghe staliniane. Il primo è un film che fantastica sui tragici avvenimenti, il secondo cerca una soluzione religiosa, cristiana ai problemi del protagonista. Partiamo da qui, perché ‘Kapitan Volkonogov Bezhal’ è uno dei primi film del mondo cristiano di oggi che si affaccia per determinare una priorità cristologica sulle altre religioni. Il protagonista infatti, il capitano del servizio di sicurezza nazionale Fedor Volkonogov (un intenso Yuriy Borisov), trova nel riscatto morale e nella fede il senso da dare alla sua vita. Ma andiamo con ordine: il film si apre in una casa popolare dove Fedor vive; una vedova va da lui a lamentarsi perché un inquilino violento continua a violentarla, lui va dall'uomo e lo costringe a ripensare al suo comportamento, si reca poi in ufficio proprio nel momento in cui il suo capo si suicida gettandosi dalla finestra e scopre che tutti i suoi compagni di lavoro sono indagati senza motivo. Decide subito di fuggire portando con sé un fascicolo contenente i dati di persone incarcerate, interrogate e uccise anche se erano innocenti per il folle pensiero che fossero nemici della patria. Incontra poi il fantasma di un suo collega che lo invita a chiedere perdono per il male che ha fatto partecipando a quei delitti assurdi, spiegandogli che solo avendone ottenuto almeno uno non andrebbe nel penoso inferno in cui il fantasma vive ma in un pietoso paradiso. Fedor ha quasi un centinaio di schede e decide di raccontare la verità ai familiari, un compito penoso che lo porta a conoscere un vero purgatorio umano con le reazioni di chi ha perso un figlio, un marito, una madre, un padre, un amico, l'amante, con l'unica colpa di essere straniero, o di avere pensieri liberi, o di aver guardato male qualcuno. Una intera umanità si affaccia nel suo pellegrinare, sempre inseguito da un capo della polizia crudele, e finalmente trova una persona che gli permette di mettere fine alla fuga, suicidandosi come il suo primo capo. Autopunizione totale, libera dalla paura di essere catturato, ora la sua anima è libera. Dicevamo film del nuovo corso putiniano, attento alle problematiche decisive tra storia e religione: il cristianesimo alza la testa dalla Russia, l'islamismo scopre che esiste un nemico, più forte delle armi.

Su un altro terreno, pur fantastico, si muove ‘Freaks Out’ di Gabriele Mainetti; il film nasce da una coproduzione tra Belgio e Italia e da una sceneggiatura firmata dallo stesso regista insieme a Nicola Guaglianone. Di rilievo il lavoro alla fotografia di Michele D’Attanasio, interessanti le scenografie di Massimiliano Sturiale ed efficaci i costumi di Mary Montalto. Il film narra, con gran fantasia e vivace umorismo, di quattro “fenomeni da baraccone”: Matilde che brucia chi la tocca (una bravissima Aurora Giovinazzo), il giovane Cencio che espelle dal suo corpo vari tipi di insetti (un interessante Pietro Castellitto), Fulvio forzuto più peloso di un pastore bergamasco (un truccatissimo e irriconoscibile Claudio Santamaria) e il nano Mario capace di diventare calamita (un intenso Giancarlo Martini) che vivono come fratelli nell’emozionante circo del vecchio Israel (un commuovente Giorgio Tirabassi). A causa della guerra e delle leggi razziali il circo si trova a dover migrare e il capocomico Israel, dopo aver raccolto i risparmi suoi e della compagnia, va a Roma per organizzare un viaggio verso gli Usa, ma viene catturato dai nazifascisti e messo insieme alle vittime dei rastrellamenti romani. La compagnia ignara parte alla sua ricerca ma mentre i tre uomini decidono di presentarsi a un circo tedesco guidato dal paranoico nazista Franz, anche lui un fenomeno avendo sei dita per mano (uno straordinario Franz Rogowski, oggi uno dei più importanti attori europei), Matilde non si fida e dopo aver rischiato di essere stuprata da due soldati tedeschi ignari del suo potere, si ritrova in un campo di partigiani mutilati e con loro scopre che Israel, che per lei è come un padre, è prigioniero. Intanto gli altri tre fanno la conoscenza della follia di Franz e si ritrovano imprigionati e torturati, Matilde volendoli salvare fa scoprire a Franz il suo potente potere, anche le lampadine si accendono se la toccano, il pazzo tedesco la vuole portare a Berlino per vincere la guerra, anche se con i suoi poteri di leggere nel futuro ha già coscienza della sconfitta del nazismo e del suicidio di Hitler. I quattro sono condannati all’incenerimento in un forno, ma Matilde usa i suoi poteri per salvarsi insieme ai compagni e con loro parte a cavallo a inseguire il treno che porta Israel e gli ebrei verso il campo di sterminio. Con i suoi poteri Franz vede dove fermeranno il treno e lì avverrà lo scontro finale: epico, all’ultimo sangue e che solo Matilde può decidere. Ben girato, lo spettacolo è stupendo, fantasia piena di continue e perfette citazioni storiche, piena di attualità, con l’incapacità generale di non accettare il diverso, l'altro, che viene messa in risalto. Un film da vedere.

Fuori concorso il sanguinante horror ‘Halloween Kills’ firmato da David Gordon Green, si perde presto il conto dei morti, vittime sempre della folle violenza di un criminale mascherato che fuggito di prigione ritorna nel paese dove in Halloween lontani aveva iniziato la sua tragica carriera di assassino e per tutti sarà terrore. Il film scorre veloce mentre il male invade tutta la storia, per i patiti del genere un bel tuffo nella paura, da evitare per chi soffre di cuore o ha gli incubi facili. Questo è vero horror.

 

 

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