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Oliver Stone
24.06.22 - 15:55
Aggiornamento: 16:42
di V.P.

Stone su Haggis: ‘Se incontri una donna meglio essere in tre’

Sulle più recenti accuse al collega di violenza sessuale, Oliver Stone contro il #MeToo: ‘Non vogliamo un altro caso alla Amanda Knox’

La notizia è di qualche giorno fa. Paul Haggis, regista e produttore cinematografico canadese due volte Premio Oscar, si trova nell’occhio del ciclone con un’altra accusa di violenza sessuale. Domenica 19 giugno, una 28enne inglese ha riportato alla polizia italiana che sarebbe stata costretta ad avere ripetuti rapporti sessuali con Haggis per tre giorni in un B & B di Ostuni, in Puglia, dove il regista si trovava per l’Allora Fest, festival che si chiuderà il prossimo 26 giugno. La presunta vittima sarebbe poi stata scortata dal regista all’aeroporto dove, in "evidente stato di shock e precarie condizioni fisiche e psicologiche", sarebbe stata assistita dal personale di Aeroporti di Puglia e dalla polizia di frontiera. La donna è stata poi portata all’ospedale Perrino di Brindisi, dove è stata formalizzata la denuncia.

Oliver Stone, anch’egli a Ostuni in occasione dell’Allora Fest – dove proietterà il suo nuovo film ‘Bush’ –, dice la sua a Repubblica sull’arresto di Haggis: "So che è in corso un’indagine approfondita, nessuno vuole un caso alla Amanda Knox. La verità è che con l’era #MeToo è aumentata la sensibilità sull’argomento, qualunque accusa su qualunque cosa. Ora è difficile per un uomo e una donna parlare in un ambiente intimo, privato, non sai mai cosa può seguirne. Meglio essere sempre in tre". Il produttore continua: "È la nuova censura: omettere. I media tradizionali non cercano la verità".


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Paul Haggis

I fatti

Haggis si trovava in Puglia per girare uno spot promozionale in quanto uno dei protagonisti all’Allora Fest. Attualmente si trova agli arresti domiciliari in un albergo della ‘Città bianca’, ha respinto le accuse e si è proclamato innocente. Il regista afferma che i rapporti con la donna siano stati tutti consenzienti e che sarebbe stata addirittura lei a raggiungerlo in Puglia. A confermarlo, avrebbe sul proprio telefono delle conversazioni su WhatsApp.

Wilma Gilli, il Giudice per le inchieste preliminari (Gip), afferma che Haggis deve restare ai domiciliari in quanto "le modalità del fatto sono sintomatiche di assoluta incapacità dell’indagato di controllare i propri istinti e di desistere dai propri propositi, in un convegno di prevaricazione e dominanza". Il Gip ha dunque emesso nei confronti del regista un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per violenza sessuale. Michele Laforgia, avvocato difensore di Haggis, sostiene che il suo assistito "ha avuto con questa donna rapporti totalmente consensuali, nel corso dei tre giorni trascorsi insieme ad Ostuni". E aggiunge: "Abbiamo chiarito, anche contrariamente a quello che si ipotizza nelle imputazioni, che non c’è nessuna lesione e nessun segno di violenza".

I bigliettini

"Caro Paul, grazie per il tuo invito improvviso, ho apprezzato la tua gentilezza e ospitalità ad Ostuni, ho amato l’arte. Ho passato del tempo meraviglioso in tua compagnia, mi manca il tuo toccarmi e le tue carezze, speriamo di vederci prossimamente in Francia o a Londra o alle Mauritius... l’uccello della felicità si posa sulla spalla di chi sa attendere". Questo il testo di un bigliettino lasciato ad Haggis da parte della 28enne, poco prima di denunciarlo. Secondo quanto detto dalla presunta vittima, nei tre giorni trascorsi con Haggis, la donna avrebbe confessato gli abusi a un medico, a una farmacista e a diversi amici. La donna, nell’arco dei tre giorni passati insieme al cineasta, si sarebbe allontanata da lui dopo ogni abuso subito, ma è sempre tornata con la speranza d’iniziare una relazione seria. Gli abusi sarebbero stati descritti su ulteriori bigliettini consegnati al medico che l’ha visitata per la prima volta, messaggi poi cestinati – dice la donna – per paura che Haggis li leggesse.

Altre donne lo accusano

Questa non è la prima accusa ai danni di Haggis, che alle spalle ha già altre cinque denunce per violenze sessuali e aggressioni. Negli Stati Uniti è tutt’oggi in corso, dal 2017, una causa civile ai danni dell’addetta stampa Haleigh Breest. La donna ha dichiarato di essere stata stuprata dopo una ‘prima’ del regista nel 2013. Dal 2018 hanno alzato la voce altre quattro donne, dichiarando di essere anch’esse vittime di molestie e aggressioni sessuali. Il regista ha negato le accuse, affermando che il rapporto avuto con l’addetta stampa era consenziente e, anzi, ha tentato di citare in causa Breest stessa per diffamazione e perché avrebbe tentato di estorcergli 9 milioni di dollari. La mozione è stata respinta dal giudice.

L’anno scorso, Haggis ha dichiarato di essere vicino alla bancarotta – dovuta alle difficoltà riscontrate nel trovare ingaggi, proprio a causa delle accuse – e di non riuscire più a coprire le spese legali dovute a questo caso, che sarebbero arrivate a quasi due milioni di dollari.


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Bill Cosby

In quel di Hollywood...

Haggis è solo una goccia nel mare delle denunce sessuali contro i grandi di Hollywood: molti altri registi, produttori e autori sono stati accusati sull’onda del #MeToo, movimento femminista contro le molestie e le violenze sessuali, volto a dimostrarne la diffusione soprattutto sul posto di lavoro. Un esempio da poco al centro dell’attenzione è l’attore Ezra Miller, arrestato alle Hawaii per una serie di episodi di condotta disordinata e violenta e, sempre alle Hawaii, accusato di molestie ai danni di due minori. Altro episodio estremamente seguito è stato quello di Johnny Depp e Amber Heard, che si sono scontrati in tribunale per ben sei settimane. Depp, vincitore del processo, ha denunciato l’ex moglie per diffamazione dopo che lei l’aveva accusato di violenza domestica. Kevin Spacey ha appena iniziato il processo in cui viene accusato da tre uomini, al tempo dei fatti ancora minorenni, di abusi sessuali. Il primo ad accusarlo, Anthony Rapp, suo collega e all’epoca (1996) 14enne. Anche Harvey Weinstein, attualmente in carcere in California, fa parte di questo triste elenco. Si aggiunge Bill Cosby con il nuovo processo a Los Angeles, appena iniziato, nel quale è accusato di violenze sessuali accadute circa 50 anni fa. È di due giorni fa la condanna per aggressione sessuale ai danni di una minorenne.

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