laRegione
16.08.22 - 21:10
Aggiornamento: 17.08.22 - 19:25

Che basta un colpo di vento e il festival di Arzo prende il volo

Da giovedì 18 a domenica 21 agosto, ad Arzo e nella ‘flilale’ Meride, torna il Festival internazionale della narrazione, edizione 22 (come l’anno...)

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‘E le macchine restano a casa’

Alla Filanda di Mendrisio la conferenza stampa di presentazione inizia con una fake news: «Ad Arzo e Meride non ci sono posteggi». Marco Mona, presidente del festival di cui si parla, rincarando la dose, cita l’artista Giancarlo Bissi per dire anche che mai come quest’anno la manifestazione è "un veicolo a propulsione poetica". Ad Arzo e nella «filiale» Meride, in realtà, i parcheggi esistono ancora, ma l’edizione diffusa 2021 del festival ha portato i membri del Comitato a una riflessione sulla mobilità. Il risultato: gli spettatori potranno accedere a tutti gli eventi in programma utilizzando gratuitamente i mezzi pubblici, sfruttando una convenzione estesa a tutto il territorio cantonale. «E le macchine restano a casa» (Mona).

Preambolo poetico-eco-pratico, quello appena evaso, per parlare del Festival internazionale di narrazione di Arzo, che dopo avere annullato l’edizione 2020 e reinventato quella del 2021, torna a pieno regime da giovedì 18 a domenica 21 agosto, con un claim – ‘Che basta un colpo di vento per’, preso in prestito da Antonio Catalano – e una coincidenza in più: l’interruzione per Covid-19 ha fatto sì che la 22esima edizione cada nel 2022, buona idea per chi volesse fondare un festival (tutti sanno a quale edizione siamo). «Anche questa edizione sarà in parte diffusa», spiega Amanda Ostinelli, «rispettando la programmazione standard e col ritorno agli ‘assembramenti’ nei serali e preserali ad Arzo, paese che ha ospitato il festival per tanti anni». Il contenuto, per tipologia, non varia: spettacoli, incontri, momenti musicali e altro ancora, per bambini, giovani e adulti.

Big Data, ’ndrangheta, Genova

A questo proposito. Nel programma per gli adulti, illustrato da Natalia Lepori, spicca la presenza di Laura Curino, ed è un ritorno. A lei è affidata l’apertura del Festival giovedì 18 agosto alle 21.30 ad Arzo con ‘Big Data B&B’, spettacolo con il quale – insieme a Beatrice Marzorati – Curino porta in scena la complessità dello sviluppo scientifico, un progetto nato dalla collaborazione della stessa con un pool di docenti del META network del Politecnico di Milano, gruppo di lavoro calato sugli effetti delle tecnologie per scoprirne errori e mancanze. Lo spettacolo di Curino avrà un’appendice venerdì 19 agosto alle 18.30 nell’incontro aperto al pubblico nella Corte dei Miracoli, con le attrici in dialogo con Robert Carpani, studiosa e docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Venerdì 19 agosto alle ore 21.30, sempre ad Arzo, ecco ‘Ionica’, lavoro di Alessandro Sesti e Alfonso Russi che dà voce ad Andrea Dominijanni, testimone di giustizia calabrese chenel 2014 denunciò la ’ndrangheta e da allora vive sotto scorta. «Nell’anno in cui ha frequentato il suo testimone – spiega Lepori – Sesti ha vissuto la sua condizione, è entrato nella dinamica del vivere sotto scorta», cosa che rende ancor più credibile la narrazione. Sabato 20 agosto alle 21.30, sempre ad Arzo, un’altra pagina dolente d’Italia con ‘Topi’, il G8 di Genova visto della compagnia Usine Baug, per la prima volta al festival. «Lo definirei un pugno nello stomaco» dice Lepori di quest’opera giovane (i protagonisti non hanno l’età per aver vissuto quei giorni) che si divide tra l’accurata ricerca storica e la metafora: «Perché quel sogno faceva così paura da essere soffocato con la violenza? Dov’è finito quel sogno, e dove sono finiti i ‘Topi’ in questione? Domenica 21 agosto alle 16, la Corte dei Miracoli ospiterà la compagnia, in dialogo con Angelica Lepori, sociologa e parlamentare Mps, presente a Genova in quei giorni del 2001.

Oltre le parole

Tra i ritorni al festival c’è anche quello di Nicole & Martin, ‘quelli della tenda bianca’: «La nostra idea di teatro itinerante è nata più di vent’anni fa», racconta Nicole alla Filanda. «Volevamo raccontare al pubblico come accadeva un tempo, quando arrivavano i saltimbanchi e più che le parole parlavano la musica, il canto, le acrobazie». Ai loro spettacoli «gli adulti dicono di essere lì per portare i figli, ma poi s’incantano come loro»; il loro teatro «si chiama teatro perché non ci sono gli animali e dunque non possiamo chiamarlo circo, ma usiamo anche le arti del circo».

La programmazione per bambini e ragazzi ha anche i nomi della Compagnia Grande Giro, di Roberto Capaldo, della Compagnia Piccolo Canto, dei Giullari di Gulliver e del Gruppo Confabula. C’è anche un cantastorie, Luca Chieregato. I laboratori per bimbi e bimbe sono affidati a Lavinia Pedrini; Baracca-Testoni proporrà ‘I colori dell’acqua’, lo spettacolo per la fascia d’età 1-4 anni.

E tutto il resto

Sabato 20 agosto alle 14, la Corte dei Miracoli ospita l’incontro in cui confluisce ‘Narrare senza stereotipi’, progetto che vuole coinvolgere artisti, educatori, insegnanti e famiglie sul che cosa si racconta all’infanzia, su quali siano gli stereotipi che le narrazioni veicolano e se si è in grado di riconoscerli. In dialogo saranno Cecilia Caleo, Rossella di Benedetto, Irene Serini e i Maniaci d’Amore, compagnia presente al festival con uno spettacolo che mette a nudo il pensiero maschilista. Per tutto quanto non entra in questa pagina si può andare su www.festivaldinarrazione.ch (per arrivarci non serve l’auto...)

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