laRegione
un-palco-per-la-vita-e-tre-buoni-motivi-d-integrazione
Seid Ali
La recensione
18.11.21 - 20:17

‘Un palco per la vita’ e tre buoni motivi d’integrazione

Da un’idea di Davide Martinoni, tre intense storie di teatro e di umana e artistica solidarietà, lì da vedersi (meglio ancora se in tv o nelle scuole)

Seid, Miguel e Ludovico, tutti e tre alla ricerca di un posto nel mondo, in tempi diversi e modi diversi, in anni diversi e in età diverse. Lo trovano, quel posto, grazie al teatro: chi in modo assoluto e definitivo – l’adulto Miguel Cienfuegos, una volta lasciato il Cile di Pinochet negli anni 70, e il Teatro si chiama Paravento – chi in modo collaterale – il giovane Seid Ali, per il quale il teatro è parte di un più articolato processo d’integrazione partito dall’Eritrea, passato attraverso il Sahara e arrivato dalla Sicilia fino al Ticino – e chi limitatamente al tempo libero, l’adolescente Ludovico Franscini che deve trovarsi un posto sul palco e anche tra gli adulti.

Con William Shakespeare a mettere d’accordo tutti, i tre protagonisti e le relative compagnie che lo portano in scena, in ‘Un palco per la vita’ Davide Martinoni, giornalista, racconta tre storie d’integrazione affidando la macchina da presa a Lorenzo Pomari e Paolo Vandoni, per rendere al meglio quello che è allo stesso tempo il resoconto di uno spaccato della scena teatrale locale (con appendice milanese che ha visi e voci del Teatro dell’Elfo) e della locale, umana e artistica solidarietà.

Con le musiche affidate a Fabio ‘Mago’ Martino, il ritratto d’integrazione fortemente voluto e portato a termine in tre lunghi anni è un inno alla vita che non consente pietismi, complice anche la musica che non infierisce nemmeno quando potrebbe. La palma cilena in riva al lago di Locarno e il suo connazionale (Cienfuegos) con lei a farsi i selfie quando i selfie non c’erano ancora, è storia nella storia, simbolica e divertente, i cui dettagli lasciamo alla visione e all’ascolto di chi guarderà e ascolterà, meglio ancora se in tv o nelle scuole. E se la palma è storia nella storia, ‘Un palco per la vita’ è film nel film voluto da un uomo di parole che è anche uomo di cinema, rimasto nei pressi del ciak a dirigere un gran lavoro d’insieme, nel gran lavoro d’insieme che è il teatro.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Culture
Spettacoli
5 ore
È morto il batterista degli Yes Alan White
Lo annunciano su Twitter la famiglia e la band. White ha fatto parte del gruppo progressive rock britannico per quasi quarant’anni
La recensione
8 ore
La ‘Danger zone’ di Top Gun
Al netto di piccole, inevitabili sbavature, ‘Top Gun: Maverick’ è un sequel divertente e spettacolare. Anche la nostalgia per gli anni Ottanta è benvenuta
Musica
16 ore
Depeche Mode in lutto: è morto il tastierista Andy Fletcher
Fondatore insieme a Martin Gore e David Gahan della band synth pop britannica, aveva sessant’anni. L’annuncio sui canali ufficiali della band britannica
Sulla croisette
17 ore
Cannes, Elvis e gli altri
Quello di Luhrmann su Elvis Presley è un biopic non sempre convincente; straordinario è ‘Tori e Lokita’ dei fratelli Dardenne; delude Claire Denis
Arte
17 ore
Mario Comensoli, c’erano una volta gli uomini in blu
Per i cent’anni dell’artista, lo Spazio Officina ospita, dal 29 maggio al 24 luglio 2022, le opere dedicate agli immigrati italiani
Naufraghi.ch
18 ore
Il massimo di diversità nel minimo spazio
‘Un Occidente prigioniero’, due saggi di Milan Kundera appena riuniti in volume da Adelphi
Spettacoli
19 ore
È morto l’attore Ray Liotta
Recitò in ‘Quei bravi ragazzi’ di Scorsese e molti altri film. Prossimo alle nozze, sarebbe deceduto nel sonno nella Repubblica Dominicana
Musica
1 gior
Joya Marleen regina degli Swiss Music Awards
Tre candidature e tre riconoscimenti per la 19enne cantautrice di San Gallo. En plein (due su due) anche per Kunz. Tribute Award postumo a Endo Anaconda
Spettacoli
1 gior
Tyler ricasca nella droga, salta la tournée degli Aerosmith
Il frontman della popolare rock band ricoverato (volontariamente) in un centro di riabilitazione. Annullati i concerti di giugno e luglio
Danza contemporanea
2 gior
Michel Gagnon, vi racconto il ‘mio’ Lugano Dance Project
Il direttore del Lac lo ha voluto fortemente, da oggi fino al 29 maggio nella Lugano capitale della danza contemporanea
© Regiopress, All rights reserved