Arte

L'accadere del mondo a Monte Carasso, con il World Press Photo

L'ex Convento ospita fino al prossimo 5 ottobre la mostra del premio internazionale di fotogiornalismo

Manal, 11 anni, Giordania, fotografata da © Alessio Mamo, secondo premio, categoria Volti
15 settembre 2018
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A ben osservare, i suoi occhi non sembrano quelli di una ragazzina. Lo sguardo espressivo e acquoso, benché nascosto, di Manal, reso ancora più potente dal bianco e nero, guarda oltre la composizione. Manal è una ragazzina di 11 anni ritratta in Giordania dal fotografo italiano Alessio Mamo, vincitore del 2° premio nella categoria Volti del World Press Photo (WPPh) 18. Vittima dell’esplosione di un missile a Kirkuk (Iraq) nel 2017, Manal è sottoposta a intervento chirurgico grazie al programma di Medici Senza Frontiere. Questa è una delle 134 incisive fotografie della consueta e significativa mostra ospitata dall’Antico Convento di Monte Carasso (dal 15 settembre al 5 ottobre 2018), grazie alla preziosa collaborazione con l’annuale premio internazionale.


L’allestimento è potente e incisivo e mostra il meglio del fotogiornalismo internazionale, cui quest’anno si è aggiunta la categoria Ambiente, che racconta attraverso scatti emblematici gli effetti delle azioni umane sulla natura. Una mostra bella ed efficace che permette di vivere «l’esperienza della contemporaneità, della simultaneità dell’accadere del mondo», come ha chiosato il curatore, nonché reporter Gianluca Grossi. L’esposizione permette altresì di mettere in relazione le fotografie scattate in un anno in diverse parti del mondo, riflettendo sugli eventi che si succedono; siano essi interconnessi o no.

(Giorni e d'apertura: lu-ve, 14-18; sa-do, 11-18)


La casa del fotogiornalismo della Svizzera italiana


«Questa è la mia ultima esposizione a Spazio Reale». Quasi sottovoce, Grossi ha annunciato la sua partenza all’estero per nuovi progetti (un libro e un documentario sono in via di realizzazione) lasciando incerte le sorti dello spazio, che da sette anni apre finestre sul fotogiornalismo internazionale.


Dal canto suo, Ivan Guidotti (direttore dell’Ente autonomo Carasc) alla domanda sul futuro del progetto – funzionante e importante, poiché dà spazio alla ottava arte, non scontato nella Svizzera italiana – ha risposto che a livello istituzionale si stanno facendo le debite valutazioni, affinché non si lasci un vuoto culturale. Speriamo.

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