laRegione
brunori-sas-targa-tenco-alla-nuda-e-cruda-verita
Pek
Culture
22.06.17 - 15:330
Aggiornamento : 15.12.17 - 17:12

Brunori Sas, Targa Tenco alla nuda e cruda Verità

Nella primavera italiana dei Festival musicali delle compagnie telefoniche, durante i quali si certificano vendite e simpatia, arriva puntuale come ogni anno il riconoscimento di una giuria specializzata e non della contabilità. Si chiama Targa Tenco ed è, in un certo senso, l’equivalente dei Razzie Award, se per equivalente s’intende il fatto che i suddetti premi si assegnano entrambi nella stessa località di ben più rinomate kermesse. Il Razzie fa da contraltare alla Notte degli Oscar (a Los Angeles) e le Targhe al più noto Festival di Sanremo (dove, lo dice il nome). Ma se il Razzie premia il peggior film dell’anno con un lampone incollato su di un nastro Super8 dipinto d’oro (valore complessivo del trofeo: meno di 5 dollari), il Club Tenco sceglie il meglio della musica italiana, consegnando una targa il cui valore, come manufatto, non è dato sapere. Non è dato sapere nemmeno cosa succederebbe se la giuria del Tenco giudicasse anche il Festival dei Fiori. E non abbiamo nessuna intenzione di chiedercelo. 

Complice il video di Giacomo Triglia, complice un disco (“A casa tutto bene”) che finalmente suona come un disco (non più scarno per dogma), complice soprattutto il suo autore, al quale si deve il brano, molto altro e il perché di questo articolo, Brunori Sas ha vinto con “La verità” la Targa Tenco per la miglior canzone dell’anno. L’artista, come presumibilmente si fa con i Telegatti, la metterà in salotto di fianco a quella vinta nel 2010 come interprete emergente. Sperando di non vederlo mai sulla poltrona del vocal coach a giudicare talentuosi adolescenti pieni di sé, brindiamo oggi allo splendido disagio creato dall’ascolto di quella canzone, esperienza umana da ripetere con parsimonia, per preservarla dall’usura, e sempre urlando sull’inciso (in particolare in auto).

Brindiamo all’artista vero come la verità e al suo prendersi gioco della spocchia del cantautore sul piedistallo, figura un tempo bisognosa di riverenza da bancario (ora estinta, per credibilità) o da parroco del paese (immutata nel tempo). Brindiamo anche al Brunori che sulle pagine del Sole 24 Ore si è scritto un gustoso reportage chiamato “In Italia tutto bene”, nel quale risparmia al giornalista le domande giuste per tirargli fuori il meglio, tirandoselo fuori da sé. Dentro quel selfie fatto di pensieri c’è anche un po’ del Brunori svizzero, che tempo fa benediceva il ritardo all’appuntamento con la stampa alla Rsi e si augurava almeno un problema tecnico durante l’esibizione serale, tanto per sfatare il mito che in Svizzera funziona tutto. Brindiamo, dunque, in attesa che finalmente qualcuno – il Brunori – ce lo riporti qui, a suonare. 

TOP NEWS Culture
Culture
18 ore
Fellini e la letteratura al Boschetto Parco Ciani
Sabato 26 settembre, giornata per il centenario della nascita del grande regista organizzata dall'Istituto di studi italiani e dalla Città di Lugano.
Culture
18 ore
Forrest Gump è orfano: addio allo scrittore Winston Groom
Dall'iconico romanzo, sei premi Oscar. L'autore del personaggio reso immortale da Tom Hanks è morto in Alabama all'età di 77 anni.
Arte
22 ore
‘What’s New?’ e Josephsohn, al Masi si torna a vedere l’arte
Il nuovo allestimento della Collezione Olgiati e le sculture dell’artista svizzero Hans Josephsohn completano l'offerta del Museo d’arte della Svizzera italiana
Libri
23 ore
Le 'Incursioni nella contemporaneità' di Roberto Falconi
Edito da Salvioni, il volume abbraccia le recensioni 2014-2019. Lunedì 21 settembre al Liceo di Bellinzona, ospite Jean-Jacques Marchand
Scienze
1 gior
La Terra ha la febbre: è l'estate più calda mai registrata
Il periodo tra giugno e agosto 2020 ha superato le stagioni torride del 2019 e del 2016. Lo fanno notare i climatologi statunitensi
Musica
1 gior
Jimi Hendrix, a 50 anni dalla morte il mito sfida il futuro
L'ultima notte, e un mistero che resta aperto. La tecnica mostruosa, i contratti capestro e l'avvicinamento al jazz. In quattro anni rivoluzionò la musica.
Cinema
1 gior
Jiří Menzel: per fare un film serve un 'cane bianco che abbaia'
Un ricordo del 'regista cecoslovacco della Nová Vlná', scomparso nella sua Praga. Il vuoto incolmabile di un autore onesto nel suo dire Cinema.
Spettacoli
2 gior
Emigrazione e radici: 'Trilogia di Belgrado' al Teatro Foce
Venerdì 18 e sabato 19 settembre, il testo di Biljana Srbljanovic nella versione del Centro Artistico Mat, con la regia di Mirko D'Urso.
Società
2 gior
Harry compie gli anni, ma la famiglia reale 'cancella' Meghan
Il messaggio della regina, diffuso dall'account di Buckingham Palace, mostra il solo principe in primo piano mentre sorride alla nonna Elisabetta II.
Spettacoli
2 gior
‘Edelweiss Revolution’, non è mai troppo tardi per lottare
La rivoluzione di alcuni “reduci” del Sessantotto nel convincente finto documentario Fred Baillif
© Regiopress, All rights reserved

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile