Ticino

‘Più aiuti per gestire (e prevenire) il disagio giovanile’

Interrogazione del deputato di Avanti con Ticino & Lavoro Giovanni Albertini fotografa la situazione e pone una serie di quesiti al Consiglio di Stato

Proposte
(Ti-Press)
21 febbraio 2024
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Disagio giovanile, gli aiuti pubblici per affrontarlo vanno potenziati. Lo sostiene il deputato di Avanti con Ticino & Lavoro Giovanni Albertini, che con un’interrogazione pone una raffica di domande al Consiglio di Stato. Non senza aver descritto prima la situazione in Ticino, citando anche gli enti che si occupano del problema.

Pro Juventute, scrive Albertini, “ha recentemente manifestato grande preoccupazione, visto che le consultazioni per pensieri suicidi tra i giovani sono aumentate del 26% nel 2023: la linea telefonica di supporto 147 è in contatto in media con nove bambini e adolescenti al giorno, mentre nel 2019 i casi erano tre al giorno”. Le consultazioni tramite la hotline “mostrano spesso che i giovani devono aspettare per ottenere un posto in terapia”.

A chi rivolgersi

In Ticino, evidenzia il parlamentare, ci sono giovani che si trovano in difficoltà “a causa di problemi famigliari, mancanza di un posto di lavoro, problemi economici, disagio esistenziale e sofferenza psicologica”. In questi casi “si possono chiedere aiuti a persone adulte di riferimento, ai servizi scolastici, ai servizi sociali o a servizi specialistici esistenti sul territorio”.

E chi può fornire aiuto a un giovane in difficoltà? Per i minorenni, rammenta Albertini, “il servizio competente è l’Ufficio dell’aiuto e della protezione (Uap), che ha sedi nei principali capoluoghi distrettuali: in caso di disagio esistenziale, è possibile rivolgersi ai Servizi medico-psicologici cantonali”. I maggiorenni “possono rivolgersi all’operatore sociale del Comune di domicilio (quando presente) o, in caso di disagio esistenziale, ai Servizi psico-sociali cantonali”. Il progetto Mentoring, gestito da Pro Juventute con il riconoscimento del Dipartimento sanità e socialità “è attivo su tutto il territorio, offre ai ragazzi di età compresa fra i 15 e i 25 anni ascolto, incoraggiamento e sostegno in un momento di temporanea difficoltà”. Telefonando al numero 147 o tramite il sito www.147.ch “è possibile ottenere una consulenza anonima”. Inoltre, l’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani (Dipartimento sanità e socialità) “è a disposizione per qualsiasi consulenza riguardante il benessere dei giovani”.

‘Quali sono le strategie?’

Ciò premesso, il deputato di Avanti con Ticino & Lavoro solleva una serie di quesiti all’indirizzo del governo. Anzitutto, come valuta la possibilità di un potenziamento “immediato” dei servizi di consulenza iniziale per bambini e adolescenti. E poi: “Visto il continuo aumento del disagio giovanile, il Consiglio di Stato intende investire e promuovere una maggiore sensibilizzazione nei confronti di servizi come il 147? Ha intenzione di sviluppare un’assistenza di tipo psichiatrico e psicoterapeutico mirata per aiutare e sostenere i giovani in difficoltà?”. Al governo Albertini chiede anche quali strategie intenda adottare per prevenire il disagio giovanile e sostenere maggiormente i giovani considerato pure “il netto aumento delle richieste di aiuto”. E se intende sostenere “maggiormente” gli operatori di prossimità e i centri giovanili gestiti dai Comuni.

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