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07.01.22 - 10:33
Aggiornamento: 15:58

In Ticino vaccini ai bambini fra 5 e 11 anni dal 10 gennaio

Le vaccinazioni saranno effettuate tramite gli studi pediatrici o su appuntamento al centro di Giubiasco

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Ti-Press

La vaccinazione dei bambini fra i 5 e gli 11 anni inizia, nel cantone Ticino, lunedì 10 gennaio. Lo comunica il Dss sul sito ti.ch/vaccinazione.

Le modalità di accesso alla vaccinazione saranno due:

  • tramite gli studi pediatrici, 35 in tutto, che hanno aderito alla campagna di vaccinazione, il cui elenco è pubblicato sul sito ti.ch/vaccinazione. A differenza della vaccinazione per gli adolescenti, in questo caso ogni pediatra vaccinerà solo i suoi pazienti: si potrà prendere appuntamento telefonicamente come per qualsiasi visita.
  • su appuntamento al Centro cantonale di Giubiasco in giornate dedicate esclusivamente ai bambini (le prime: domenica 16 gennaio e domenica 23 gennaio). Le iscrizioni per gli appuntamenti sono aperte da lunedì 10 gennaio sulla piattaforma cantonale online.

Swissmedic ha recentemente omologato la versione pediatrica del vaccino Pfizer, che è un vaccino diverso da quello usato per gli adulti: con il vaccino per adulti non è possibile vaccinare i bambini dai 5 agli 11 anni, e viceversa. La vaccinazione di base consiste in due dosi a distanza di almeno tre settimane.

La vaccinazione è raccomandata prioritariamente ai bambini con gravi problemi di salute a causa di una malattia cronica. Il secondo gruppo di priorità è costituito dai bambini che vivono in casa con persone che nonostante la vaccinazione non sono adeguatamente protette, ad esempio persone con immunodeficienze. È tuttavia possibile vaccinare comunque i bambini se i genitori lo desiderano, con un’eccezione molto importante per i bambini che hanno già fatto la malattia, per i quali, a meno che non rientrino dei due casi di priorità, la vaccinazione non è raccomandata. Se i genitori vogliono comunque vaccinare il bambino, sarà il pediatra a valutare se è possibile, passati almeno 4 mesi dalla guarigione.

La conferenza stampa

Merlani: «Dopo essere stato “il primo della classe” per tutta l’estate, ora con la variante Omicron siamo il cantone con l’incidenza più elevata in tutta la Svizzera».

Nel nostro Cantone, ha spiegato il medico cantonale, il basso tasso di ospedalizzazione è dovuto anche al fatto che, al momento, solo il 10% circa dei test positivi riguarda persone oltre i 60 anni di età. I casi, però, stanno salendo in modo mai visto prima, si è passati in poche settimane da 200 a 2’000 casi al giorno, ciò che ha avuto conseguenze enormi sul sistema di tracciamento e di test, causando ritardi nella comunicazione. Stanno aumentando anche le ospedalizzazioni ma al momento è difficile trarre conseguenze sulla minor gravità dei decorsi dovuti alla variante Omicron: fortunatamente la crescita non è proporzionale a quella dei contagi, ma va tenuta d’occhio. I ricoverati in terapia intensiva hanno avuto un’evoluzione in crescita ma, fortunatamente, piuttosto lenta. In Ticino meno della metà delle persone ricoverate è vaccinata. Su 11 persone in terapia intensiva, solo 2 sono vaccinate.

Zanini: «La campagna di vaccinazione procede come pianificato: 3/4 della popolazione hanno ricevuto almeno una dose». La campagna vaccinale, ci si chiede in questi giorni, è servita a qualcosa? «La gente, di fronte ai contagi fra le persone vaccinate, si chiede comprensibilmente se il vaccino davvero funzioni, considerato che abbiamo dovuto anche anticipare la somministrazione del richiamo». Per cercare di dare una risposta a questa importante domanda, bisogna guardare i dati delle ospedalizzazioni, calcolando il ritardo di circa una settimana rispetto alla diagnosi, dove la settimana di Natale riguarda soprattutto la variante Delta e la settimana di Capodanno invece l’inizio della diffusione della variante Omicron.

Riguardo lo stato vaccinale, non bisogna guardare tanto i numeri assoluti, quanto gli insiemi da cui provengono: il grafico sottostante mostra la prevalenza di non vaccinati fra i ricoverati in tutte le fasce di età.

Nelle settimane di Natale e Capodanno, chi non è vaccinato ha avuto un rischio 15/20 volte superiore di finire in ospedale rispetto ai vaccinati. Se non avessimo avuto la vaccinazione, sottolinea Zanini, il numero di persone ricoverate sarebbe stato almeno 5 volte superiore, con 3’716 persone anziché 708 nella settimana di Natale e 3’150 anziché 577 nella settimana di capodanno. «Il vaccino ci sta aiutando molto» conclude il farmacista cantonale.

Riguardo la variante Omicron, il quadro potrebbe essere confermato o essere addirittura migliore, ma le prossime due settimane saranno cruciali per fare previsioni sul medio-lungo termine.

Vaccinazioni, positività, quarantena e vaccini all’estero: cosa fare

Chi ha l’appuntamento per il richiamo ma è positivo deve disdire l’appuntamento, in quanto la malattia vale come richiamo. È importante disdire in questo caso gli appuntamenti per poterli riassegnare a chi fa richiesta. Chi invece ha l’appuntamento ma è in quarantena, può mantenerlo se la data cade dopo la fine della quarantena, se invece è durante la quarantena esso va rinviato. Chi non ha potuto prendere appuntamento perché vaccinato da meno di 4 mesi e nel frattempo è positivo, dovrà attendere 4 mesi dall’avvenuta guarigione.

Chi ha fatto la vaccinazione con il vaccino Janssen, a breve potrà fare il richiamo con una dose ad almeno due mesi di distanza, in alternativa è possibile fare il richiamo con Moderna o Pfizer a distanza di 4 mesi. Chi si è vaccinato all’estero con Astrazeneca, può ottenere il richiamo con Moderna o Pfizer dopo 4 mesi ma occorre fare domanda al farmacista cantonale. Chi si è vaccinato con un vaccino non omologato in Svizzera dopo 4 mesi può ottenere un richiamo con Pfizer o Moderna ma dietro richiesta medica.

Riguardo alla polemica sull’uso della mascherina anche alle scuole elementari, il medico cantonale ribatte che, in mancanza di vaccinazioni, rimane l’unico presidio a disposizione per quella fascia di età: «Meglio che i bambini vadano a scuola con la mascherina, che chiudere la scuola una settimana dopo. Il rischio causato dal Covid è sicuramente più alto di possibili danni causati dalla mascherina».

Il video integrale della conferenza stampa

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