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29.09.21 - 05:30
Aggiornamento : 08:42

‘Per combattere il calo demografico creiamo un Mister demografia’

Su spunto del Plr prende forma una mozione: ‘Aperti a tutti, il tema riguarda l’intero cantone. La figura può essere di coordinamento e sintesi per tutti’

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Il calo demografico «è una delle sfide principali che abbiamo di fronte e che dobbiamo vincere», e anche il Plr, dopo Ppd e Ps, vuole essere della partita «in modo propositivo». Lo fa con una mozione, con primi firmatari il presidente Alessandro Speziali e la capogruppo Alessandra Gianella e aperta a tutte le forze in Gran Consiglio, che chiede di dotare il Ticino di un ‘Mister demografia’. Una figura cantonale, si legge nel testo, “che coordini e stimoli le azioni per far fronte al rallentamento demografico”. Per i liberali radicali “è opportuno un approccio attivo e intraprendente”, da sviluppare anche grazie a questo delegato che per il Plr deve avere obiettivi concreti e misurabili: “Monitoraggio dell’evoluzione della situazione demografica; coordinamento di un eventuale tavolo di lavoro sulla demografia; gestione dei rapporti col parlamento con lo scopo di monitorare la coerenza delle proposte e delle misure quali risposte alla crisi demografica, un aspetto importante per orientare l’azione politica; coordinamento e sensibilizzazione interdipartimentale delle possibili misure e della loro realizzazione; fungere da punto d’incontro e di contatto per tutte le forze politiche sul tema e da contatto, e coordinatore, con gli attori esterni alla politica”.

«Il calo demografico sta colpendo tutto il cantone – commenta alla ‘Regione’ Speziali –. Purtroppo è un’emergenza conosciuta da tempo nelle valli, per non parlare delle alte valli dove lo spopolamento sta diventando un fattore sempre più grave. Ma questo fenomeno sta cominciando a interessare anche le città, ed è più di un campanello d’allarme». Insomma, «è un problema di tutto il Paese» e per questo «la proposta di istituire questa figura l’abbiamo estesa a tutte le forze politiche. Ci sono già suggerimenti su come migliorare il testo, o su come porre accenti diversi… Noi siamo assolutamente aperti al dialogo e a delle modifiche, perché riteniamo pericoloso mettere una bandiera di partito su un tema che riguarda tutto il cantone».

‘Una proposta concreta che sarà uno stimolo per i prossimi passi’

Per Speziali questa sorta di delegato alla sfida demografica «può rappresentare un passo concreto per facilitare le prossime tappe del percorso e che può aiutarci a meglio individuarle e scoprire in quali ambiti siamo magari ancora un po’ manchevoli». Secondo il presidente del Plr «è importantissimo avere una bussola. Magari, inconsciamente, siamo già sulla strada giusta. Ma avere una persona che possa aiutarci a scoprirlo, sostenere e coadiuvare un Dipartimento quando vuole iniziare una certa politica, essere un riferimento per un privato che ha qualche spunto anche per la politica può aiutarci davvero». ‘Mister demografia’, afferma ancora Speziali, «potrebbe essere il radar che ci manca, un fornitore di idee e spunti». Questa persona «può essere identificata all’interno dell’Amministrazione cantonale», sottolinea il presidente liberale radicale: «Ci sono tante competenze che possono essere sfruttate e raggruppate. Molti collaboratori validi dispongono delle qualifiche per contribuire agli obiettivi che ci poniamo».

RIENTRO DEI CERVELLI

Raballo: ‘Ticino polo di ricerca e sviluppo’

di Simonetta Caratti

‘Back to Ticino’ è l’interessante slogan della campagna di reclutamento di ‘Accenture Interactive’, l’azienda (leader mondiale nella consulenza in materia di digitalizzazione, tecnologia, trasformazione aziendale), che si è da poco insediata a Lugano e punta a riportare nel cantone profili qualificati. «Siamo pragmatici, cerchiamo chi è andato via, svizzeri formati impiegati all’estero, lo facciamo perché lavorando spesso in collaborazione con l’Università della Svizzera italiana, la Supsi e le autorità cantonali vogliamo contribuire a costruire una realtà solida in Ticino», spiega il direttore Michele Raballo. Il Ticino sarà per Accenture – aggiunge – un importante polo di ricerca e sviluppo nei prossimi anni. «Assumere dipendenti elvetici ha dei vantaggi: sono professionisti che conoscono il territorio, sono ambasciatori che hanno una interessante rete professionale in Svizzera e all’estero». Accenture conta 500mila dipendenti nel mondo e ha diverse sedi in Svizzera. «Assumiamo e assumeremo usando soprattutto canali di reclutamento moderni e campagne social», dice Raballo senza volere dare cifre più precise. I dipendenti devono risiedere in Ticino. «Questa è una politica aziendale, dunque, di regola, niente frontalieri», precisa. Una chance in un cantone dove la fuga di cervelli sta diventando cronica. Se ne vanno in 800 l’anno. Anche giovani molto preparati che, partendo, indeboliscono il potenziale economico del cantone. Se ne vanno per trovare un posto di lavoro che corrisponda alle loro capacità e che sia ben remunerato. In quasi tre decenni sono oltre 9mila i giovani che hanno lasciato il Ticino per trasferirsi in altri cantoni o all’estero. Iniziative come quella di Accenture possono forse invertire questo trend. Quello della fuga dei cervelli è un fenomeno che, ci ha detto il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta nei giorni scorsi (cfr. edizione del 25 settembre) è “monitorato con attenzione”.

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