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02.06.21 - 12:34

Vaccini, non c’è conflitto generazionale

La priorità ai più anziani non viene meno con l’apertura della campagna di immunizzazione ai giovanissimi

di Generoso Chiaradonna
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Archivio Ti-Press

Questa settimana gli over 16 riceveranno le prime dosi di vaccino Moderna o Pfizer. Di fatto la campagna di immunizzazione anti Covid, fornitori permettendo, è entrata nel rush finale e comprende ormai tutta la popolazione adulta che lo desidera. Ci si chiede se questo potrebbe causare delle interferenze, nel sistema di prenotazione, tra la fascia di età più grande e i giovanissimi appena arrivati. Tra gli over 45 che si sono iscritti due o tre settimane fa ancora in attesa di un appuntamento e i nuovi che hanno già ricevuto la conferma del loro primo appuntamento in tempo record. Un rischio che Ryan Pedevilla, capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, esclude. «Le categorie di priorità non sono state cambiate. Gli over 65 e i malati cronici avranno sempre la priorità massima rispetto agli altri, così come gli over 50 rispetto ai più giovani. E questo per un motivo semplice visto: la vaccinazione, secondo le autorità sanitarie, è l’unico strumento efficace per evitare decorsi gravi e ospedalizzazioni», spiega Pedevilla. «Quindi se un ottantenne che non avesse ancora ricevuto il vaccino e volesse iscriversi, riceverebbe conferma di un appuntamento in tempi brevi», aggiunge. 

Chi invece indipendentemente dall’età, al momento della prenotazione online ha – diciamo così – giocato su più tavoli scegliendo tutti i centri vaccinali, ha aumentato la probabilità di ottenere rapidamente un appuntamento? «No, perché il sistema tiene conto delle priorità di cui parlavo prima. Noi invitiamo a iscriversi a un solo centro per volta e a quello in particolare che in quel momento ha una lista di attesa più breve. Sul sito www.ti.ch/vaccinazione permettiamo a ognuno di fare la propria valutazione tra prossimità e celerità», continua Pedevilla il quale precisa che attualmente è Mendrisio ad avere meno attesa. Dall’8 giugno, infine, sarà attivo anche il centro di Biasca. «Ma le priorità per classi di età vengono replicate per ogni sito», aggiunge ancora. «Anzi, se ci si iscrive su più centri si generano numeri fittizi che creano problemi di organizzazione. A ogni modo, al momento della conferma le altre richieste vengono annullate».

Il centro di Giubiasco sembra quello più gettonato al momento, tanto che chi è in lista di attesa per la prima dose ha ricevuto la possibilità di iscriversi parallelamente anche altrove. In totale attualmente risultano in coda circa 35 mila persone, di cui oltre 11 mila solo a Giubiasco che è l’unico che inocula il preparato Pfizer/BioNTech. Gli altri cinque iniettano Moderna. Forse è questo a creare ‘l’ingorgo di Giubiasco’. «Ci siamo più volte interrogati su questo aspetto e non esiste una risposta unica. Ci sono delle peculiarità, come la facilità di parcheggio, o il fatto che è stato il primo centro ad aprire. Quindi c’è una sorta di fidelizzazione data anche dal passaparola e dell’esperienza di chi ci è passato prima», risponde Pedevilla. «La stessa situazione la stiamo vivendo a Tesserete, altro centro molto gettonato». L’altro aspetto è dato dalla materia prima. «Pfizer fa consegne settimanali regolari, ma inferiori a Moderna. Quindi delle sedici linee presenti a Giubiasco ne sono solo otto a pieno regime. Se infine si tiene conto del fatto che le prime dosi di un prodotto ne ipotecano altrettante per il secondo appuntamento, si deve fare i conti anche con questo nella gestione logistica dei centri», prosegue Pedevilla. Questo per Giubiasco. La stessa cosa si replica negli altri centri con Moderna.

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