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Ti–Press
Ticino
13.04.21 - 19:170

In Ticino 878 morti in più rispetto ai cinque anni precedenti

Un'analisi dell'Ustat mostra che il Ticino è la regione svizzera con il maggiore incremento del tasso di decessi

C’era da aspettarselo, anche se non si possono azzardare correlazioni dirette con la pandemia di coronavirus. Un dato su tutti: 878 morti in più che portano il totale dei decessi avvenuti l’anno scorso in Ticino a 4’058. Su questi dati provvisori (quelli definitivi arriveranno a giugno) l’Ufficio cantonale di statistica (Ustat) ha elaborato un’analisi curata da Matteo Borioli. «Non avendo a disposizione il dato sulle cause di morte, non posso trarre delle conclusioni precise – dice Borioli –. Ma è chiaro che le relazioni ci sono». Infatti, si legge nello studio, “questa situazione è molto probabilmente riconducibile in modo diretto o indiretto alla pandemia di Covid–19”. Quali le cause indirette, allora? «Anche se questa informazione non è presente nei nostri dati, potrebbero essere rappresentate da persone con patologie particolari, che hanno rimandato le visite mediche a causa della situazione pandemica, portando poi a un peggioramento della salute e poi al decesso», illustra Borioli. 

Per confrontare tra loro periodi e numeri di abitanti differenti, viene usato nell’analisi il cosiddetto metodo degli Z–score. Ovvero una standardizzazione delle variabili prese in esame in modo che si possa dare una lettura la più precisa possibile. Più essi sono elevati, più i dati osservati si discostano dalla media complessiva del periodo in esame (in questo caso gli anni tra il 2015 e il 2020). Riguardo alla mortalità, “dal 2015 a oggi vi sono numerosi momenti in cui gli Z–score mostrano dei ‘picchi’, ad esempio quelli delle settimane invernali e riconducibili verosimilmente agli effetti delle influenze stagionali – si legge nello studio –, ma quanto registrato nel corso del 2020 non è mai stato osservato in precedenza”. «La scorsa primavera ci sono stati dei veri e propri apici di sovramortalità, con una rapida crescita e decrescita. Mentre in autunno e in inverno abbiamo assistito a un incremento con periodi prolungati di sovramortalità», spiega il collaboratore scientifico dell’Ustat. Picchi che coincidono, rispettivamente, con la prima e la seconda ondata di Covid–19. Nell’ultima sono stati registrati numeri alti di decessi per un periodo maggiore rispetto a quella primaverile. 

Dall’analisi, inoltre, risulta che il Ticino è la grande regione svizzera che presenta il maggiore incremento del tasso di mortalità standardizzato rispetto al resto del paese. “Nel giro di un anno si è dunque tornati a una situazione di venti anni fa”, viene illustrato nell’analisi. Oltre al Ticino anche la regione del Lemano è stata fortemente colpita. Queste due località hanno infatti visto crescere notevolmente in primavera il tasso di mortalità tra i grandi anziani. Fenomeno che si è replicato in autunno in tutte le altre zone prese in esame.

“Se dal punto di vista del genere la percentuale di uomini e donne deceduti in Ticino nel 2020 è pressoché simile a quella osservata negli ultimi cinque anni, non si può affermare altrettanto della situazione secondo l’età”, si legge. Durante le due ondate i dati sono elevati per le due classi d’età più anziane (ultraottantenni e le persone fra i 65 e i 79 anni), ma si notano anche dei picchi tra le classi d’età più giovani. Quello della ventesima settimana dell’anno, tra i 40–64enni, “è dovuto a un numero di decessi quasi doppio rispetto alla media dei cinque anni precedenti (rispettivamente 13 e 7 decessi), mentre quello della 33esima settimana, tra i 20–39enni, è la conseguenza di tre decessi osservati nel 2020 contro un valore medio di 0,4 nel quinquennio precedente”.

Ma dove sono avvenuti questi decessi? Nella primavera 2020 sono i distretti di Bellinzona, Riviera e Mendrisio a presentare i dati più alti rispetto ai cinque anni precedenti, mentre in autunno sono quelli di Vallemaggia, Locarno e Lugano a subire un maggiore tasso di mortalità rispetto al passato. “Tra un distretto e l’altro vi sono differenze anche nella durata dei periodi con Z–score elevati”, si legge. Ma con i dati disponibili “è difficile esprimersi sulle ragioni di questi andamenti”.

Tornando alla questione Covid, quando sarà possibile conoscere esattamente le cause di morte delle persone in Svizzera durante il 2020? «Normalmente queste informazioni vengono fornite due anni dopo i dati sui decessi. Forse, vista la situazione particolare, questa volta giungeranno in anticipo», dice Borioli. L’Ufficio del medico cantonale però fornisce giornalmente il numero di morti legati al coronavirus, perché non basarsi su questi elementi? «Non ho potuto usare questi dati perché i criteri di raccolta non sono gli stessi della fonte sulla quale mi sono basato per l’analisi, che fornisce informazioni su tutti i decessi indipendentemente dalle cause», spiega il collaboratore scientifico.

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