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02.04.21 - 10:37
Aggiornamento: 26.03.22 - 14:43

Giovani colpiti dalle restrizioni: ‘Ho perso l’entusiasmo’

Parlano i ragazzi e le ragazze, che spiegano quali sono le difficoltà principali che stanno vivendo con la pandemia e il loro modo di stare insieme

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Abbiamo parlato di giovani, ma loro come vedono le restrizioni legate al Covid? Come stanno vivendo questo periodo? «Io mi sento giù di morale – ci racconta Raffaella*, 17 anni –. Ho perso la voglia di fare molte cose che prima mi entusiasmavano. Una volta che si tornerà alla normalità ci metterò certamente del tempo a riprendere tutto quello che facevo, come pure la passione, lo slancio». Dello stesso avviso anche Serena*, 17 anni: «Questa situazione rimarrà dentro di me. Certe abitudini che avevano prima non saranno più le stesse».

Quali sono le attività che mancano maggiormente in questa situazione di restrizioni? «Personalmente posso fare a meno dei grandi eventi, ma ho molta nostalgia dell’atmosfera dei bar», afferma Chiara*, 20 anni. «Io non vedo l’ora di poter andare in vacanza, visitare luoghi nuovi – dice Cristina*, 16 anni –. Vorrei poter stare vicino alle persone senza dover pensare a mille precauzioni».

E invece adesso i weekend come sono cambiati? «Non si esce, si sta a casa. Già di solito non c’è molto da fare, adesso è ancora peggio», racconta Raffaella. «Ti passa la voglia», le fa eco Claudio*, 17 anni. C’è chi invece ha scelto d’incontrarsi sempre con le stesse persone, un po’ come se fossero membri della famiglia: «Le due amiche con cui passo il tempo libero vanno a scuola nei Grigioni e devono fare il test ogni settimana, inoltre io generalmente indosso la mascherina con le altre persone», spiega Cristina. Insomma, si fa quel che si può per mantenere un minimo di contatti sociali. «A me pesa molto la chiusura dei ristoranti e dei fast food», aggiunge Robin*, 18 anni. «Non sai mai dove sederti e ti ritrovi sempre a mangiare per strada». Fino a poco fa non erano d’aiuto le temperature: «Si rischiava di prendere freddo a consumare per strada la cena», ricorda Ana*, 16 anni.

Momenti difficili che però vengono anche capiti: «So che si tratta di disposizioni imposte per il bene comune. Sono quasi sempre riuscita a rispettare le regole», dice Raffaella. Come però si è visto con i disordini alla foce di Lugano, c’è anche chi si ribella. «Secondo me l’elemento che ha portato alla violenza contro i poliziotti è un segnale che adesso la situazione è difficile per i giovani. È stato un modo per protestare. Questo, però non giustifica certi atteggiamenti», dice Robin. *Nomi di fantasia

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