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18.01.21 - 15:44
Aggiornamento: 19:07

Il Consiglio di Stato chiede a Berna misure alle frontiere

Il Governo ticinese si dice preoccupato per la variante inglese del virus, e chiede controlli sistematici alle frontiere e la chiusura dei valichi minori

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(Ti-Press)

Controlli sistematici alle frontiere e chiusura dei valichi minori con delle fasce orarie di eccezione in particolare per i valichi maggiormente utilizzati dai lavoratori del settore sanitario. È quanto chiesto dal Consiglio di Stato in una lettera al Consiglio Federale in cui si esprime preoccupazione per la situazione di frontiera con l'Italia, in particolare per il fatto che il flusso transfrontaliero è legato solo parzialmente a motivazioni lavorative. Il recente decreto governativo italiano, al pari dei precedenti infatti, esclude i lavoratori transfrontalieri dalle restrizioni ai movimenti in entrata e uscita dalle ezone "rosse" e "arancioni" e in generale al divieto generale di spostamento fra regioni, nonchè dall'obbligo di tampone negativo al rientro. 

 

A preoccupare le autorità cantonale, pur in un quadro di miglioramenti dei dati epidemiologici del Cantone, è la situazione legata alla presenza accertata della "variante inglese" del virus, che ha comportato il blocco delle visite in case anziani, ospedali e istituti per disabili, e che nella giornata di ieri ha visto porre in quarantena tutti gli allievi e i docenti della scuola media di Morbio Inferiore dopo che nell’istituto sono stati constatati 13 casi di positività, almeno due dei quali riconducibili alla «variante inglese». A seguito di tali decisioni il Consiglio di Stato ha tempestivamente deciso di introdurre il divieto di attività sportive con contatto fisico e quelle svolte in spazi chiusi di bambini e giovani fino al compimento dei 16 anni in tutto il Mendrisiotto.

L'attuale assenza di controlli sistematici, scrive il Consiglio di Stato a Berna, rischia infatti di ridurre l’effetto delle misure restrittive e gli sforzi profusi nella campagna di vaccinazione.

Secondo il Consiglio di Stato, oltre ai controlli sistematici alle frontiere e alla chiusura dei valichi minori, sarebbe inoltre auspicabile sottoporre sistematicamente a test rapidi i viaggiatori che rientrano in Svizzera da viaggi all’estero, in particolare da aree a rischio, anche europee.

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