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Qualche preoccupazione c'è (Ti-Press)
Mendrisiotto
 
31.05.21 - 20:130
Aggiornamento : 20:39

Uffici postali: entro il 2022 trasformazione compiuta

Per alcune sedi, come Genestrerio e Rancate, non si trova però una alternativa e il Municipio di Mendrisio si attiva. E Syndicom è preoccupato

I piani della Posta sono chiari: tempo un anno o giù di lì e il Ticino non avrà più gli stessi uffici postali (non tutti almeno) d'un tempo. Nessuno sin qui a livello istituzionale è riuscito a farle cambiare idea, al massimo ha rallentato il processo, appellandosi all'istanza superiore (come nel caso del Municipio di Balerna, andato, senza successo, al Tribunale amministrativo federale). Infatti, sono ormai quattro anni che anche la Città di Mendrisio ha aperto le trattative con il Gigante giallo, perché sa che, a breve, altre due sedi - Genestrerio e Rancate - saranno destinate a cambiare pelle. Come altre sono finite, in effetti, tra le 'filiali in verifica'. Il punto è che, ad oggi, non si è trovata una alternativa concreta. O meglio, non si è individuato in modo certo un partner disposto a mantenere in vita una Agenzia postale. Tant'è che il Municipio ha deciso di coinvolgere le Commissioni di Quartiere. L'intento? Chiedere loro di "esprimere il proprio parere su quali sono le migliori soluzioni per ciascun Quartiere". Il quadro che l'autorità comunale dipinge al gruppo di consiglieri comunali del Plr che, l'aprile scorso, l'ha interrogata proprio sul destino dei due servizi alla popolazione non è incoraggiante.

'La trattativa non è ancora conclusa'

E non è che l'esecutivo di Mendrisio non ci abbia provato a dialogare con la Posta. Da quando, nel giugno 2017, è stata recapitata ai Municipi la mappa della rete postale orizzonte 2020, si ricorda ai consiglieri, ci si è subito attivati, firmando con altre compagini del Mendrisiotto una missiva indirizzata al Consiglio di Stato. Obiettivo, mettere 'un freno allo smantellamento degli uffici postali'. Da quel momento ci si è seduti al tavolo per avviare una trattativa "lunga e non ancora conclusa" con i rappresentanti del Gigante giallo. "Al ritmo di circa sei incontri e/o scambi di corrispondenza ogni anno - conferma l'autorità locale -, si è tentato di rallentare ulteriori chiusure sul territorio comunale e, nel caso non fosse possibile, di trovare soluzioni alternative". Il risultato? "Purtroppo - si fa sapere -, finora gli interventi condotti da Comuni, Cantoni e parlamentari non hanno prodotto significativi cambiamenti di strategia presso la Posta".

Genestrerio e Rancate: caso sospeso

Ecco che il problema di identificare una via d'uscita per Genestrerio e Rancate rimane. Considerando le due opzioni prospettate, al momento, chiarisce il Municipio, "malgrado numerose ricerche, nel Quartiere di Genestrerio non è stato possibile trovare un partner" privato per poter contare su una agenzia postale. Mentre a Rancate ci si appiglia a "una speranza di collaborazione con un commercio". Quindi, occorre immaginare una scappatoia. Come è il caso del servizio a domicilio, già operativo da anni in tre Quartieri (Besazio, Salorino-Somazzo e Tremona); un sistema, si annota, che "sembra soddisfare la popolazione". In ogni caso, l'esecutivo sta ragionando altresì su una altra opportunità: assicurare un 'punto di servizio postale' dentro una struttura comunale. Modalità già in uso a Capolago, ma che limita a qualche ora quotidiana l'apertura.

In effetti, corrobora Marco Scossa, il portavoce della Posta da noi interpellato, ad oggi per Genestrerio e Rancate «non sono ancora noti modalità, termini e tempistica, oggetto appunto di dialogo con le neo elette autorità comunali». In ogni caso, ribadisce, «confermo la nostra volontà di procedere alla loro trasformazione in forme alternative, nello specifico in filiali in partenariato». Filiali simili a quelle attivate a Mendrisio Borgo, Meride e, appunto, Capolago (attore il Comune stesso).

Le 'filiali garantite'? 'Nessuna analisi prevista'

Nel documento vergato a suo tempo dal Gigante giallo, però, si era affissa un'altra etichetta, quella di 'filiale garantita fino al 2020', su dieci uffici postali del Distretto, tra cui Mendrisio stazione, Arzo e Ligornetto. Siamo nel 2021, cosa ci si deve aspettare? «Per quanto riguarda le filiali definite come 'garantite sino al 2020' nell’ambito del precedente periodo strategico 2017-2020 - ci risponde Scossa -, confermiamo come non si siano mai svolte, e del resto non siano attualmente previste, analisi al riguardo».

I piani, comunque, alla Posta sono già stati stabiliti, anche per il futuro. «Con la nuova strategia 'Posta di domani', la Posta - spiega a 'laRegione' il portavoce - intende stabilizzare la propria rete di filiali gestite in proprio e aprirle alle aziende di servizi e agli enti pubblici. L’intenzione è quella di portare a termine le trasformazioni già programmate in base alla strategia precedente, cosa che durerà fino al 2022. Successivamente - annota ancora -, la rete sarà composta dalle previste 800 filiali circa. Non possiamo tuttavia escludere che anche dal 2022 possano avvenire trasformazioni mirate, ad esempio a seguito di una decisione della PostCom, su richiesta di un Comune o di un potenziale partner o in circostanze particolari (come contratti di locazione in scadenza, elevata necessità di risanamento, calo notevole dell’affluenza)».

E guardando oltre? «Anche in futuro la Posta investirà nella qualità delle filiali in partenariato e continuerà ad ampliare la propria rete, ad esempio con punti di contatto per l’impostazione dei pacchi agli sportelli automatici e prestazioni a domicilio. Per il 2024 la Posta prevede di avere oltre 5mila punti di accesso». Un numero ben al di là di quello odierno.

Syndicom: 'Situazione paradossale'

Sul fronte opposto, quello sindacale, invece, la preoccupazione è sempre la stessa. Anche perché ai 48 uffici postali già destinati a essere chiusi (o comunque convertiti) in Ticino se ne sono aggiunti altri cinque. Cinquina nella quale, viene da pensare, si iscrive pure Coldrerio, in prima battuta inserito tra le 'filiali garantite'. «Sappiamo che la rete postale sta cambiando strategia - esplicita Marco Forte, responsabile regionale Syndicom - e punta ad aumentare i servizi all'interno degli uffici postali, collaborando con assicurazioni, enti comunali e statali, al fine di accrescere le entrate e non solo di ridurre i costi. Un approccio diverso rispetto al passato. C'è, però, un aspetto che ci lascia perplessi. Anzi, direi che la situazione è paradossale. Da una parte, infatti, si rafforzano gli uffici e ci si concentra sul loro sviluppo, dall'altra si continua a chiudere, ridimensionando l'offerta». Uno scenario che alimenta le preoccupazioni. «Se scompaiono i servizi non vi è possibilità di occupazione per il personale all'interno della Posta. E parliamo del servizio pubblico», rilancia Forte. Insomma, la Posta ha gli occhi puntati addosso.

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