Luganese

Un incendio al campo scout, dieci ragazzi luganesi in salvo

Inchiesta della Polizia vallesana su due tende che hanno preso fuoco il 26 luglio al campo federale del Goms. Il portavoce: ‘Rischio calcolato’

Tende al campo federale di Goms
(Keystone)
14 ottobre 2022
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Si torna a parlare del campo scout federale (Mova) svoltosi con successo questa estate, fra luglio e agosto, a Goms nell’alto Vallese. La notizia è legata a un incendio notturno che avrebbe messo in pericolo una decina di adolescenti iscritti a una sezione scout del Luganese, stando a nostre informazioni. Sulla vicenda, mai trapelata sui media finora e riportata da ‘Tio’, è stata aperta un’inchiesta da parte della Polizia cantonale vallesana che fra le varie ipotesi non esclude il dolo.

Usciti in pochi secondi e nessun ferito

L’allarme è scattato nel settore est alle due e mezza di notte di martedì 26 luglio, quasi all’inizio delle due settimane che hanno visto coinvolti 30’000 giovani in quella che è stata una cittadella dello scoutismo elvetico. Samuele Barenco – nel privato comandante dei Pompieri di Bellinzona e una lunga militanza nello scautismo ticinese – era, fra le altre cose, anche il portavoce del Mova in caso di crisi: «Una tenda in cui dormivano quattro-cinque giovani provenienti dal Luganese ha preso improvvisamente fuoco – spiega alla ‘Regione’ – coinvolgendo in brevissimo tempo anche quella accanto, occupata da altri quattro-cinque giovani della medesima sezione. La dinamica: qualcuno degli occupanti si accorge del fuoco, allerta gli amici e tutti riescono a mettersi in salvo in pochi secondi. Nessuno è rimasto ferito e grazie al materiale sostitutivo messo subito a disposizione dall’organizzazione e dalle famiglie, che hanno raggiunto il Vallese per sincerarsi delle condizioni dei figli, questi hanno normalmente continuato la loro permanenza sino alla fine del campo». Da notare che proprio quella notte «la sezione coinvolta e quelle vicine hanno svolto un ottimo primo lavoro di contenimento delle fiamme; pochi istanti dopo, ha quindi raggiunto il luogo il corpo pompieri del campo che era di picchetto e che ha concluso con successo l’opera di spegnimento».

Bivacchi vietati per siccità

L’apposito servizio di supporto psicologico, formato per gli scout di lingua italiana da esperti del Care Team Ticino, «ha quindi assistito i ragazzi e le ragazze che hanno richiesto un sostegno di questo tipo». Da notare che all’interno del campo vigeva il divieto di accendere bivacchi nel rispetto del divieto generale diramato dalle autorità vallesane considerato il lungo periodo di siccità. Anche per questo motivo gli inquirenti non escludono, insieme a eventuali cause accidentali, che l’incendio possa essere stato generato da un gesto doloso. Rogo che ha comunque causato danni (fra tende, vestiario tecnico, sacchi a pelo e materiale vario) pari a circa 18mila franchi.

‘Era stato messo in conto’

«Eventi di questo tipo fanno parte del cosiddetto ‘rischio calcolato’», sottolinea Barenco: «Come nella vita di tutti i giorni, anche in un campo scout, piccolo o grande che sia, l’incendio è un’eventualità che bisogna mettere in conto. Nel caso specifico del Campo federale, la Direzione nell’ambito dell’analisi dei rischi svolta in modo professionale aveva predisposto tutto il possibile sia per ridurre quello di un possibile incendio, sia per assicurare un’adeguata prontezza d’intervento con un proprio corpo pompieri di picchetto 24 ore su 24 e dotato di veicoli tecnici, sia tramite una successiva presa a carico».

La mancata comunicazione ai media

La domanda s’impone ed è lo stesso Barenco a porsela, perché rappresenta un punto non secondario della vicenda: perché non comunicarlo ai media? «Considerato il numero di 30’000 partecipanti – risponde – la Direzione del campo si attendeva che qualcosa del genere potesse accadere. Purtroppo è successo. La gestione dell’urgenza e del post evento ha funzionato a dovere, senza particolari problemi. Un evento che abbiamo classificato come ‘normale’, sebbene per i diretti interessati e per le loro famiglie abbia comprensibilmente un’altra connotazione a livello di gravità. Ma le famiglie, subito informate, coinvolte e messe in contatto con i figli, non hanno sollevato dei problemi. Da qui il profilo adottato a livello comunicativo. Ovviamente spetterà ora alla polizia vallesana, giunta sul posto per i rilievi del caso, stabilire la possibile causa; al momento non abbiamo ricevuto da parte sua nessuna comunicazione in merito».

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