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09.03.22 - 08:30
Aggiornamento: 17:19

Lugano, meno politica nelle società partecipate

Pronta la bozza per regolare le nomine nei Cda dei rappresentanti della Città. Agli archivi (forse) il manuale Cencelli e largo ai profili competenti

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Ti-Press/Archivio
A inizio legislatura il rinnovo dei rappresentanti cittadini nelle Ail aveva causato qualche mal di pancia

«Fare chiarezza sui requisiti e le competenze richieste ai rappresentanti della Città nelle proprie società anonime (le cosiddette partecipate)». Karin Valenzano Rossi, titolare del Dicastero Sicurezza e spazi urbani di Lugano ci aggiorna su un tema sul tavolo di Palazzo civico da una decina di anni, quello relativo alle nomine nei Consigli di amministrazione (Cda) di aziende cittadine. A parole, pare un esercizio semplice e dovuto, nei fatti, giungere a una soluzione non si è rivelato una passeggiata. La municipale ha ereditato il tema, anche perché l’introduzione di una regolamentazione è stato un cavallo di battaglia del Plr (la prima mozione risale al 2012 e recava la firma di Giordano Macchi): «Siamo in dirittura d’arrivo. L’idea è di portare fra qualche settimana il documento in Municipio, poi in Consiglio comunale». La regolamentazione non riguarda gli enti di diritto pubblico. Questo tema verrà affrontato in un secondo momento.

L’attuale chiave di riparto è da rivedere

«L’obiettivo sta per essere raggiunto, bisognerà vedere se la bozza di regolamento raccoglierà l’adesione di tutto il Municipio e soprattutto come verrà recepito il documento dal Consiglio comunale di Lugano», annuncia Valenzano Rossi. La questione delle nomine nei Cda delle partecipate è da sempre gestita in maniera disordinata, c’è parecchia confusione. Di fatto, vige la ripartizione politica che tuttavia non sta scritta da nessuna parte, ma viene ampiamente riconosciuta e applicata da tutte (o quasi) le formazioni politiche. La chiave di riparto politica è stabilita in base ai seggi ottenuti dai partiti in Consiglio comunale alle ultime elezioni comunali. La ripartizione non tiene in alcun modo conto dei profili delle persone nominate e rientra nella vecchia mentalità di gestire la politica e le aziende pubbliche e para-pubbliche. Un esempio eloquente di quanto il tema sia delicato la si è avuta nella seduta di Consiglio comunale del luglio scorso quando, per giungere al rinnovo dei sette membri del Cda delle Ail Sa, azienda detenuta al 100% dalla Città, si è dovuto procedere al voto segreto. E il risultato ha creato qualche mal di pancia.

Più ordine per una soluzione uniforme

La municipale Valenzano Rossi conferma che ora c’è molta confusione: «Proprio per questo motivo, abbiamo cercato di mettere ordine cercando una soluzione uniforme, che recepisca i principi evocati dalla mozione e dei rapporti commissionali allestiti ormai qualche anno fa. Vogliamo garantire un funzionamento appropriato delle partecipate, in linea con i principi della dottrina più aggiornata della Corporate Governance applicata nelle aziende e nelle società anonime. La priorità deve essere messa sulle competenze necessarie alle diverse partecipate e su un’adeguata composizione dei Cda. Non è detto che non si possano trovare profili adeguati e le competenze richieste anche in una persona che rappresenta un’area politica. Il fatto di mettere questi criteri di competenza spingerà se del caso i partiti ad andare a cercare persone idonee. Ci siamo inoltre ispirati a modelli che esistono in Svizzera interna per una soluzione coerente per tutte le partecipate, visto che oggi, per alcune società, la nomina nei Cda spetta al Municipio, per altre, tocca al Consiglio comunale».

Previsti anche criteri di genere

La bozza di regolamento, come detto è quasi pronta. «Contiene i criteri di competenza (non soltanto partitici, ndr) che devono essere posti per la composizione dei Consigli di amministrazione delle società partecipate. Nelle nomine, per regolamento, in futuro non conterà soltanto l’appartenenza partitica, ma dovranno prevalere il profilo del candidato, le sue competenze e formazioni. La bozza punta a fare chiarezza anche sulle modalità di istruzione e sul coordinamento delle informazioni da riferire al Municipio e allo stesso Cda. Il regolamento prevede inoltre di ridurre al minimo la partecipazione nei Cda di esponenti attivi nel Consiglio comunale, nel Municipio e nell’Amministrazione cittadina. Tale possibilità verrà ancora data ai membri dell’esecutivo e al personale della Città, in particolare quando c’è una necessità operativa legata al funzionamento di un dicastero», spiega Valenzano Rossi, che annuncia anche un’altra novità: l’introduzione di criteri di genere, non solo quote rosa e previsioni rispetto alla remunerazione.

La questione saltuariamente balza agli onori delle cronache. Era emersa, con strascichi polemici, quando esisteva ancora la Lugano Airport Sa (Lasa).

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