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08.07.21 - 05:20
Aggiornamento: 15:56

Lugano: boom di nuovi abitanti ma il saldo resta negativo

S’intravedono spiragli positivi nella piccola, ma ormai lunga già un lustro, crisi demografica della città. Forte impatto Covid sulle statistiche 2020.

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Un anno passato al setaccio

Un passo indietro lungo quasi un decennio. Sembrerebbe così, demograficamente parlando: al 31 dicembre 2020 Lugano contava 66'491 abitanti, 62'754 residenti permanenti. Tanti quanti più o meno ne aveva nel 2012, 591 meno del 2019. Dopo il picco del 2015, la città più grande del cantone ha iniziato pian piano a perdere popolazione. Un trend che non si è arrestato l'anno scorso, ma che anzi – complice la pandemia – ha pure un po' accelerato. Eppure, in questo calo che dura da ormai un lustro uno spiraglio per un'inversione di tendenza comincia a intravedersi. «Nel 2020 sono stati negativi sia il saldo naturale (la differenza tra nascite e decessi, ndr) sia quello migratorio (lo scarto fra arrivi e partenze, ndr), ma vediamo che gli arrivi sono aumentati molto di più rispetto alle partenze. Questo è indice del fatto che la città è attrattiva, considerato inoltre l'anno molto particolare che è stato il 2020» ci dicono dal servizio Statistica della Città, che ha realizzato la sesta edizione di ‘Lugano in cifre’.

La popolazione resta molto dinamica 

In effetti, le persone che da altri comuni, cantoni o Paesi si sono trasferiti a Lugano sono cresciute del 5,2% rispetto al 2019, mentre quelli che l'hanno lasciata sono aumentati dell'1%. In totale, considerato anche il movimento fra i quartieri, l'anno scorso si sono spostate circa 14'000 persone su un totale di 66'000 abitanti. «È tantissimo, un flusso molto ampio, non paragonabile a nessuna altra città ticinese». Il motivo? L'appeal che la città mantiene restando il polo economico del cantone, con un elevato numero di posti di lavoro. E in effetti, a differenza dei residenti, la tendenza degli occupati in città dal 2011 al 2018 è indicata come costantemente in crescita – da 52'600 a 57'100 persone –, sebbene manchino i dati dell'ultimo biennio di crisi. Ad accompagnare questo dinamismo, anche il marcato aumento delle transazioni immobiliari: le compravendite sono cresciute del 15,2% l'anno scorso.

Il Sindaco: ‘Un problema c'è’

«Sì, un problema c'è – ammette il sindaco Marco Borradori, da noi interpellato –. Credo che non si debba né allarmarsi troppo né ingigantirlo, ma allo stesso tempo prenderlo seriamente, fermarsi e fare delle valutazioni. C'è da dire che non si tratta di un trend che riguarda solo Lugano, anzi: da alcuni anni la popolazione è in diminuzione a livello cantonale e secondo le previsioni per il Ticino questa tendenza continuerà, a differenza del resto del Paese dove è invece prevista globalmente una crescita demografica. E questo è un peccato. È importante fare delle riflessioni, in particolar modo sui giovani che partono, spesso per formarsi, senza far ritorno o facendolo dopo molto tempo. Si perdono così ‘cervelli’ che potrebbero dare molto. C'è un problema legato all'attrattiva del cantone per i giovani, in particolare dal punto di vista del mercato del lavoro».

‘Lugano ha ancora una bella potenza di fuoco’

Una soluzione, per il sindaco, «non verrà trovata dall'oggi al domani». «Ma è importante che se ne parli, che si facciano ragionamenti, che si capiscano le cause e si invoglino i giovani a restare a vivere e lavorare in Ticino e a Lugano. Si tratta di un tema che dovrebbe essere in cima alle agende sia del Cantone sia dei principali centri urbani e sarebbe opportuno riuscire ad agire assieme». E Borradori resta ottimista: «Malgrado le avversità, mi sembra che tutto sommato Lugano abbia ancora una bella ‘potenza di fuoco’. Ce lo suggeriscono anche il positivo Consuntivo 2020 e la conferma del rating di Moody's. Questo vuol dire che ci sono delle buone potenzialità».

Impatto del Covid: farmaceutico e culturale sempre bene

Tornando all'opuscolo, la novità «più significativa – ci dicono dal Servizio statistica – riguarda la versione web (sul sito www.statistica.lugano.ch, ndr): c'è una nuova sezione, relativa alle attività economiche. Ci sono analisi più dettagliate rispetto alla versione cartacea. Ad esempio si può vedere una panoramica di tutte le attività quartiere per quartiere e poi all'interno dei rioni stessi, e l'evoluzione nel corso degli anni». A tal proposito, nell'anno della pandemia il numero totale delle attività economiche è leggermente calato (-0,3%) rispetto alla cifra record del 2019 e in generale i due settori più in salute si confermano essere il farmaceutico e biomedico (+7,5%) e quello culturale (+3,3%). Male l'energetico (-7,1%) e il bancario (-5,8%), mentre sono cresciuti di numero i commerci al dettaglio (+2,2%), gli alberghi e la ristorazione (anche +2,2%). Risultati, quest'ultimi, dovuti verosimilmente anche alla pandemia e alla conseguente chiusura delle frontiere.

Numeri record per l'aiuto sociale

Ma l'impatto del Covid in generale è riscontrabile in quasi tutti gli ambiti statistici. A partire dalla maggior mortalità, fino all'aumento delle richieste di aiuto sociale. Dopo la flessione del 2019, nel 2020 si è toccato il massimo storico di beneficiari di assistenza sociale (1'471, 113 in più) e le partecipazioni comunali alle relative spese hanno superato il tetto dei sei milioni di franchi. Forte (+20,7%) crescita anche delle domande di aiuto nei campi coperti dal Regolamento sulle prestazioni comunali in ambito sociale. La parte del leone la fanno i contributi per salute e cure odontoiatriche (24,6%), per gli alloggi (26,4%) ed eventi straordinari e bisogni puntuali (34,8%).

Reati diminuiti fra il 21 e il 30%

Sempre a causa della pandemia sono nettamente diminuiti i reati al Codice penale (-21,2%, unica eccezione le falsità in documenti), quelli alla Legge sugli stupefacenti (-27,9%, tranne i reati per possesso di droga) e quelli alla Legge sugli stranieri (-29,9%, anche qui con un'eccezione: inganno all'autorità). Il Covid ha poi contribuito a rafforzare un'altra tendenza in atto già da anni: la diminuzione degli incidenti. Nel 2010 erano stati 1'012, nel 2019 589 e nel 2020 482. Singolare quindi che in questo contesto il 2020 sia stato l'anno con più incidenti mortali (3, contro gli 0 dei due anni precedenti) dell'ultimo decennio. Inevitabile il crollo dei visitatori dei musei (-60,2%), come pure di teatri e concerti (-50,5%) e strutture sportive (-3,5%). Quest'ultimo dato, invero, è influenzato in positivo da un sorprendente +21,5% registrato dalla piscina di Carona, in netta controtendenza rispetto agli altri lidi cittadini.

Boom del riciclaggio dei rifiuti

Ma il difficile 2020 ha portato anche qualche aspetto positivo. Uno su tutti: il significativo (+19%) aumento del tasso di riciclaggio, che ha raggiunto il valore record del 43,2%. Un balzo spiegabile con l'introduzione all'inizio dello scorso anno della tassa sul sacco, ragione verosimilmente alla base anche della cospicua diminuzione dei rifiuti solidi urbani. Infine, ciliegina sulla torta: il reddito medio a Lugano è aumentato: si è passati da 53'100 franchi a 54'500, dal 2019 al 2020 (su dati fiscali rispettivamente del 2016 e del 2017). Meno abitanti ma più ricchi quindi, ma c'è anche il rovescio della medaglia: continua ad approfondirsi il divario fra il quartiere più ricco (Castagnola a 100'200 franchi) e quello meno abbiente (Certara, 31'000 franchi).

Leggi anche:

'Senza Covid Lugano avrebbe chiuso i conti con + 20 milioni'

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