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17.11.20 - 11:55
Aggiornamento: 16:26

Lugano, arrivano dall'Albania, spacciano e accettano la pena

In aula un altro giovane reclutato da chi detiene le redini del traffico. Rito abbreviato, condanna sospesa ed espulsione per 7 anni dalla Svizzera

di Guido Grilli
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TI-PRESS
La giudice Francesca Verda Chiocchetti

Un copione già visto e che nelle ultime settimane ha conosciuto più casi, tutti simili e altri sfileranno in aula prossimamente. Giovani albanesi che arrivano in Ticino, reclutati da chi detiene le redini del traffico. E, una volta arrestati, ammettono tutto, beneficiando sovente del processo con rito abbreviato e accettano la pena, che prevede la loro espulsione. 

Abbandonano la formazione professionale e scelgono di spacciare

L'ultimo caso è stato giudicato stamane davanti alla Corte delle assise correzionali di Lugano, presieduta dalla giudice Francesca Verda Chiocchetti. Protagonista, un apprendista 19enne albanese che ha accettato di lasciare la formazione e di giungere in Ticino a spacciare droga: in soli quattro mesi, dal 1. maggio al 1. luglio scorsi, ha venduto 300 grammi di cocaina a Lugano, in correità con un connazionale, dal quale aveva ricevuto ospitalità nel suo appartamento. Appartamento divenuto una base logistica per altre vendite di decine di grammi di cocaina. Il 19enne 'pagava' l'affitto in forma di dosi, che il proprietario dell'appartamento tratteneva per il proprio consumo personale. Una volta arrestato, lo scorso 1. luglio, il 19enne ha ammesso tutto, guadagnandosi così un processo con rito abbreviato, in cui la pena è già scritta sull'atto d'accusa. Nel suo caso: 2 anni di detenzione posti al beneficio della sospensione condizionale per un periodo di prova di 3 anni ed espulsione effettiva dalla Svizzera per 7 anni. La proposta di pena, formulata dal pp Zaccaria Akbas, titolare dell'inchiesta, è stata accolta e ritenuta adeguata dalla Corte, che l'ha confermata. 

Più inchieste sono aperte al Ministero pubblico su questo filone di giovani e scaltri spacciatori, che si muovono abilmente con i social network e ottengono facilmente ospitalità in appartamenti in affitto, non solo da connazionali ma anche da ticinesi consumatori di cocaina che, in cambio di dosi, accettano di correre il rischio, infrangendo la legge. Intanto, i trafficanti che detengono le redini dello spaccio e che reclutano i giovani spacciatori sono - per ora - latitanti. Le indagini, anche a livello internazionale, proseguono. 

 

 

 

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