Luganese

Aggregazione Tresa, Astano resta in sala d'attesa

Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa preferiscono aspettare che si costituisca il nuovo Comune prima di coinvolgere eventualmente il villaggio vicino

Astano (Ti-Press)
11 marzo 2020
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«Sì, ci siamo rimasti male. Avevamo ricevuto delle promesse, delle rassicurazioni, e poi questa lettera». Cerca di darci una risposta diplomatica, ma è amareggiata Brigitte Cella. La sindaca di Astano, come il resto del Municipio, ha ricevuto nei giorni scorsi una doccia fredda dai propri vicini: Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa hanno velatamente detto di non voler avviare il progetto aggregativo con Astano. O almeno, non ancora: si chiede di aspettare perlomeno la formazione del nuovo Comune Tresa.

Marchesi: 'Lanciare un nuovo progetto ora è sbagliato'

«Siamo molto dispiaciuti - ammette Cella -. Abbiamo lavorato tanto per questo e ci era stato promesso, se avessimo chiesto e ottenuto l'approvazione della popolazione, di fare un'istanza comune. E ora è arrivato questo no, seppur non categorico». «Lanciare oggi un nuovo progetto aggregativo non avendo ancora costituito il nuovo Comune è sbagliato per due motivi - osserva invece Piero Marchesi, sindaco di Monteggio e presidente del Gruppo di lavoro -. Rischieremmo di distogliere la concentrazione dal molto lavoro che c'è attualmente da fare, secondariamente è una questione di legittimazione. Riteniamo che i quattro Esecutivi attuali non siano legittimati a lanciare un nuovo progetto aggregativo. Per questo preferiamo aspettare».

Il nuovo comune nascerà a ottobre

I quattro comuni daranno vita il prossimo ottobre a una nuova entità: Tresa. L'aggregazione è stata accettata alle urne dai cittadini di Croglio, Monteggio e Ponte Tresa, mentre a Sessa hanno prevalso per un soffio i no. Poco male: dopo un'ingente mobilitazione popolare con relativa petizione, anche Sessa è riuscito a rimanere nel progetto voluto dai quattro Esecutivi. L'avvallo definitivo è arrivato poi dal Gran Consiglio e il prossimo autunno si andrà alle urne per eleggere i rappresentanti del nuovo Comune. Intanto, Astano rimaneva a guardare. Non solo: il piccolo villaggio malcantonese sta facendo i conti con una grave crisi finanziaria. Il capitale proprio del Comune si è infatti eroso progressivamente, ma interamente. Dopo che l'Assemblea comunale ha rifiutato per tre volte l'aumento del moltiplicatore d'imposta al 110%, il Municipio l'anno scorso l'ha fissato al 100%. Un'operazione rifiutata però dal Consiglio di Stato (Cds) - il Comune non avrebbe rispettato la Legge organica comunale -, che ha imposto così il moltiplicatore al 130%: unico caso in Ticino. Una cifra (per altro inferiore al moltiplicatore aritmetico del 160%, che avrebbe permesso più celermente di risanare i conti) che ha scatenato il malcontento, fra ricorsi e petizioni.

Astano verso la gerenza politica

Dalle parti del laghetto la crisi è diventata anche politica: per le prossime elezioni comunali del 5 aprile, in cancelleria non sono state depositate candidature per il Municipio. Anche una seconda chiamata è andata recentemente a vuoto e a questo punto è altamente probabile che il Cds proponga un intervento di vigilanza: si prospetta quindi una gerenza. Nel frattempo, lo sguardo di Astano si è rivolto verso i confinanti, che stanno preparando il matrimonio. Dopo un'ulteriore Assemblea comunale a dicembre, dov'è stato accolto all'unanimità il messaggio municipale per l'aggregazione, dopo le feste natalizie il Comune ha ufficialmente inoltrato la propria istanza ai quattro vicini. Che hanno tuttavia risposto picche. 

'I quattro Municipi attuali non sono legittimati'

«La particolare situazione di difficoltà di Astano ha tutta la nostra solidarietà - premette Marchesi -. Però è altrettanto evidente che oggi il compito dei quattro Municipi è quello di preparare il Comune di Tresa, affinché dal 18 ottobre sia regolarmente operativo. Stiamo lavorando da ormai un anno perché sia funzionale e possa garantire al meglio i servizi per i cittadini». I quattro Municipi non sarebbero in realtà contrari all'unione con Astano, «ma con un'importante premessa: è necessario che il Cantone dia le dovute garanzie di copertura dei debiti di Astano e garantisca una neutralità finanziaria di una loro eventuale aggregazione». In ogni caso, «la nuova entità non c'è ancora e prendere una decisione oggi, che chiaramente dovrà ancora passare dal vaglio del popolo in tutti i casi, sarebbe sicuramente inopportuno». 

Cella: 'Avrebbero potuto dircelo già l'anno scorso'

«Avrebbero potuto dircelo già l'anno scorso - sostiene dal canto suo Cella -. Era stato trovato un accordo di massima... Cerchiamo qualcuno che possa darci una mano, da soli non possiamo sopravvivere: la nostra salvezza è esclusivamente un'aggregazione». E quel qualcuno, in questa fase è il Cantone. «Abbiamo chiesto ad Astano di inoltrare comunque l'istanza - spiega il capo della Sezione enti locali, Marzio Della Santa -, perché crediamo che così ci siano le premesse affinché il Cds dia gli strumenti necessari per sostenere finanziariamente il Comune e per iniziare a prepararsi a uno scenario aggregativo». E per il vuoto politico? «La gerenza a questo punto è inevitabile. Stiamo cercando di preparare un pacchetto che possa tranquilizzare la cittadinanza e che dia delle prospettive, nell'attesa dell'unica soluzione che potrà risolvere i loro problemi». 

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