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03.04.19 - 14:51
Aggiornamento: 17:37

Tresa, sì all'aggregazione con o senza Sessa

Licenziato il messaggio sul progetto che interessa Croglio, Monteggio e Ponte Tresa. Starà al Gran consiglio decidere cosa fare del quarto Comune.

di @laRegione
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Dando seguito a quanto preannunciato lo scorso 6 febbraio, il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio governativo che propone al Gran Consiglio la costituzione del nuovo Comune di Tresa formato da Croglio, Monteggio e Ponte Tresa, che in votazione consultiva avevano accolto il progetto aggregativo, senza includere Sessa, dove avevano prevalso i voti negativi. Il Governo ha preso atto della petizione promossa da 272 cittadini del Comune di Sessa confermando tuttavia lo scenario aggregativo che esclude l’ente locale. “il Consiglio di Stato auspica che della petizione venga tenuto debitamente conto durante la discussione parlamentare” si legge in un comunicato.

Nella votazione consultiva del 25 novembre 2018 la cittadinanza di Croglio, Monteggio e Ponte Tresa ha sottoscritto l’aggregazione di Tresa (rispettivamente col 51,4%, 55,4% e 61,5% di sì), mentre quella di Sessa l’ha respinta (52,7% di no). Il voto complessivo del comprensorio è risultato favorevole all’aggregazione in ragione del 53,7%. Dopo la votazione, il Dipartimento delle istituzioni ha incontrato dapprima la Commissione di studio, che ha espresso disponibilità a proseguire il progetto con tutti i comuni, valutando peraltro ipotizzabile un’aggregazione limitata ai soli favorevoli, e poi il Municipio di Sessa, che - a maggioranza - ha confermato il proprio sostegno all’aggregazione completa anche dopo il voto. In seguito è stata organizzata una serata pubblica destinata alla popolazione di Sessa dalla quale è emersa la sostanziale conferma delle posizioni, in particolare quella del fronte organizzato dei contrari. “Ponderati tutti gli elementi, a inizio febbraio 2019 il Consiglio di Stato ha annunciato che avrebbe proposto al Gran Consiglio l’aggregazione dei tre comuni che hanno approvato il progetto e l’abbandono per Sessa, considerata in particolare la volontà espressa dai cittadini di Sessa in formale votazione e ritenuto che l’aggregazione oggi rappresenta per questo comune piuttosto un’opportunità che una necessità. La riduzione del comprensorio aggregativo da quattro a tre comuni proposta dal messaggio è conforme alle condizioni previste dalla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni (LAggr), in particolare in quanto è conforme al Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), forma un’entità territoriale coerente e non si discosta in modo sostanziale dal progetto messo in votazione”.

La petizione sostiene quindi l’aggregazione di Sessa in via coattaè stata sottoscritta da 272 cittadini aventi diritto di voto nel comune (firme vidimate dalla cancelleria) sui 495 iscritti in catalogo, ovvero la maggioranza assoluta. Tuttavia ±“Il Consiglio di Stato mantiene una linea restrittiva in materia di aggregazioni coatte, il che non significa ancora che questa via sia del tutto improponibile o insostenibile rispetto alle condizioni di legge e alla giurisprudenza del Tribunale federale. Quest’ultimo riserva infatti un certo margine di apprezzamento sulle di aggregazioni in via coatta, lasciando uno spazio di giudizio prettamente politico all’Autorità cantonale competente per decretare le aggregazioni, ossia il Gran Consiglio. Gli aiuti cantonali a suo tempo promessi per l’aggregazione completa sono stati adattati all’aggregazione ridotta e consistono in: - 1,4 milioni di franchi per contributi alla riorganizzazione amministrativa e/o investimenti di sviluppo (per l’aggregazione completa erano previsti 1,7 mio franchi); - conferma del supporto alla realizzazione di nuovi servizi a carattere sociale, ad es. asilo nido e/o centro diurno per anziani, fino a 1,0 milione di franchi (riconoscimento dell’applicazione dei tassi massimi di sussidio), come per l’aggregazione completa; - conferma degli impegni riguardo la pista ciclabile pedonale della Valle della Tresa e la nuova struttura per la gestione del territorio; - a seguito dell’assenza di Sessa, il contributo di livellamento del nuovo Comune risulta sostanzialmente equivalente a quello calcolato separatamente; viene quindi a cadere la necessità di mantenere il calcolo separato, come a suo tempo prospettato”.

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