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28.02.22 - 19:35

Casa anziani di Losone, arrivano i primi ospiti

Visita in anteprima della ‘Residenza ai noci’, con sessanta camere singole. Sarà al completo verso fine maggio

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La facciata verso il giardino
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I primi due ospiti della nuova casa medicalizzata per anziani di Losone verranno accolti mercoledì 2 marzo. Poi, un po’ per volta, secondo un programma prestabilito che garantisce un’accoglienza graduale di tutti i futuri occupanti, arriveranno gli altri. «La struttura – conferma il direttore Daniele Mazzoleni – sarà al completo già a partire da fine maggio o al più tardi a inizio giugno».

Dopo anni di progettazione e di lavori di costruzioni, la "Residenza ai noci" (così è stata battezzata) arriva a completare quello che è il Policentro per anziani, aggiungendosi all’esistente Casa Patrizia, sull’altro lato di via Cesura. La prima mette a disposizione 60 letti medicalizzati (di cui 12 in un’unità abitativa protetta, destinata ai malati di Alzheimer), mentre la seconda offre 39 posti per persone ancora autosufficienti. Attorno alle due palazzine ampi spazi verdi, un nuovo parco giochi (realizzato dal Comune) e una vasta area pedonale su quella che fino a poco tempo fa era una strada aperta al traffico motorizzato. «L’obiettivo – ricorda Corrado Bianda, presidente della Fondazione Patrizia che gestisce le due strutture – è quello di mettere in sicurezza la zona, permettendo ai pedoni e agli utenti delle due residenze di muoversi senza pericoli. Anche perché tra le strutture del Policentro non mancheranno le sinergie, sia dal punto di vista dei servizi medici, sia per quanto riguarda le animazioni e altre proposte».

Lavori, costi e architettura

Abbiamo visitato in anteprima la nuova "Residenza ai noci", edificata su progetto dello studio dell’architetto Michele Arnaboldi, con un investimento globale di 23 milioni di franchi (escluso il valore del terreno di oltre 5’000 metri quadrati). La posa della prima pietra, giunta dopo un lungo periodo di progettazione e una fase preparatoria non scevra da ricorsi, era avvenuta nel febbraio del 2019: «Il cantiere si è protratto un po’ più del previsto, soprattutto a causa dei periodi di confinamento per la pandemia da Covid-19, ma ora siamo arrivati alla conclusione», ricorda Bianda.

Luce naturale e semplicità

Le sorprese all’interno dell’edificio non mancano. Prima fra tutte l’abbondanza di luce naturale che inonda gli spazi interni. Da quelli comuni al piano terreno (ingresso, salotto, salone da pranzo) alle camere degli ospiti: ampie vetrate si affacciano sui due lati principali dello stabile, con vista sul giardino o sulle aree pedonali arredate, offrendo anche scorci dei dintorni. «Uno degli "atout" delle due residenze è la collocazione centrale – continua Bianda –. Ciò permette agli ospiti di non essere, e di non sentirsi, isolati. Inoltre, pensando soprattutto a quelli autosufficienti e che non hanno difficoltà a muoversi, a pochi metri si trovano bar, farmacia, negozio di alimentari e altri servizi».

Le ultime camere a venir occupate saranno quelle dell’unità abitativa protetta, che ha pure un suo spazio esterno rialzato.

La lista per ottenere una delle sessanta camere (tutte singole) è lunga e le richieste, ad oggi, sono già 180, molte delle quali rimarranno per ora inevase. Gli anziani, oltre ai locali comuni del pianterreno (salone da pranzo, bar, salotto e parco), potranno usufruire di locali d’incontro ai piani, come i salottini (illuminati dai lucernari) e lo spazio dall’aspetto domestico e con una cucina su misura dove sarà servita la colazione. Non mancheranno studi terapeutici, salone da parrucchiera, servizio lavanderia per gli indumenti privati degli ospiti (il servizio per la biancheria dell’istituto, invece, viene svolto da un partner esterno) e le aree destinate al personale alberghiero e infermieristico. In totale, contando anche l’amministrazione, il settore terapie e quello per l’animazione, saranno impiegate circa 80-90 persone (alcune a tempo pieno, altre a tempo parziale).

Le moderne cucine, situate al piano terra, quando funzioneranno a pieno regime saranno in grado di confezionare fino a 120 pasti per volta, servendo sia gli ospiti della "Residenza ai noci", sia quelli della vicina Casa Patrizia, come pure il personale. Prevista anche la distribuzione di pasti a domicilio per la terza età.

Per ora il collaudo dei diversi settori della struttura sta funzionando e la direzione, con la collaborazione degli impiegati già in attività, sta sistemando gli ultimi dettagli.

Tra gli spazi comuni, infine, vanno annoverati la camera ardente al piano interrato – che potrà pure essere utilizzata in alternativa a quella del cimitero comunale, quando quest’ultima non sarà disponibile – e la sala multiuso, che servirà sia per le funzioni religiose, sia per altri scopi (formazione del personale, colloqui interdisciplinari o momenti di animazione per gli ospiti).

L’inaugurazione ufficiale, che giunge dopo quasi tre anni di cantiere e che sarà proposta al momento in cui la residenza sarà quasi al completo, è prevista il prossimo 7 maggio.

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