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Brunschwig
21.07.21 - 18:04

Locarno, nasce un Film Festival tutto su prenotazione

Fra le grosse novità l'obbligo di riservare i posti. Piazza Grande (senza mascherina) e Fevi (con) a massima capienza. Ma lì si entra solo col certificato Covid

Necessità di prenotazione dei posti, tramite app o sito web, per tutte le proiezioni. Piazza Grande e il Fevi al massimo della capienza o quasi, con obbligo di certificato Covid. Una sala in più – La Sala (senza certificato Covid) – per i film di Piazza Grande, ma senza la possibilità di “emigrare” da un luogo all’altro in caso di pioggia. In più, mascherina obbligatoria al Fevi, ma non in Piazza. E poi un centro per test antigenici rapidi alla Peschiera, grazie all'iniziativa di privati. 

Sono alcuni dei pilastri che sorreggono l’edizione numero 74 del Locarno Film Festival. Un’edizione che Raphaël Brunschwig, direttore operativo della rassegna, sembra affrontare con il piglio del decathleta preparato sia per il cimento di resistenza, sia per quello in cui tutto si gioca nell’esplosività di uno sprint, se consideriamo i 10 giorni di Festival come l’apice di un lavoro svolto durante un’annata di preparativi condizionata sia dai postumi anche psicologici della versione parziale dell’anno scorso, sia dai molti ostacoli costituiti dalle incertezze sugli sviluppi della pandemia. 

Raphaël Brunschwig, proprio oggi la rassegna apre per così dire le danze con l’agibilità della biglietteria, la disponibilità dell’ormai imprescindibile app Locarno74 e una campagna informativa – anche tramite newsletter – i cui temi si trovano in un’infografica… a rischio assembramenti, tali e tante sono le indicazioni fornite a pubblico e addetti ai lavori. Ci aiuti a orientarci. 

Sarò molto schematico: obbligo di prenotazione ovunque, certificato Covid necessario solo per Piazza Grande e il Fevi e mascherina obbligatoria in tutte le sale, Fevi compreso (dove legalmente, dal profilo delle misure, non sarebbe necessario, ma vista la capienza massima consentita non vi sarà la possibilità di un distanziamento). Se parliamo di capienza, la massima teorica potrà essere raggiunta anche in Piazza, la quale potrà comunque accogliere qualche centinaio di spettatori in meno rispetto alle annate normali poiché sono stati allargati i corridoi di passaggio.

Quindi, un pienone come se non ci fosse un domani?

Sarei prudente e soprattutto realista: la situazione attuale ci induce a credere che vi sarà in generale una diminuzione di pubblico, e il discorso varrà presumibilmente anche per Piazza Grande. La grande sala a cielo aperto sarà in ogni caso supportata, oltre che dal Fevi, anche da una terza ubicazione per una proiezione aggiuntiva concomitante. Sarà alla Sala – e questa è una novità importante – per permettere di accedere a chi non ha il certificato Covid, ma con mascherina obbligatoria. Le sedie potranno venire occupate al massimo in misura dei due terzi della capienza. La modalità “massimo due terzi” varrà anche per tutte le altre sale minori, ovverosia Palacinema 1, 2 e 3, GranRex, Palavideo, Kursaal, Rialto 1,2 e 3 e L’altra Sala.

Certificato Covid salvatutto, dunque. Ma chi non ce l’ha?

Il certificato Covid è per chi è vaccinato, guarito o testato. Chi non l'ha potrà farsi testare. Oltre alle farmacie e ai centri medici che già abitualmente effettuano i test antigenici rapidi, sarà operativo un Centro test alla Peschiera, in zona Fevi, realizzato su iniziativa di privati in risposta alle accresciute necessità di Locarno in quel periodo. Non sarà comunque ad uso esclusivo dei festivalieri, ma aperto anche ad utilizzi esterni e avrà una capacità di circa mille persone. 

Poi c’è la Rotonda, che torna con una inedita doppia funzione. Come sarà fruibile?

In effetti, di giorno la Rotonda sarà l’equivalente dello Spazio Cinema e sarà accessibile senza presentare il certificato Covid. Certificato che invece verrà richiesto per la sera, dalle 18 in poi, per le varie animazioni in cartellone. Attenzione però: sia di giorno, sia di sera sarà richiesto un check-in preventivo sull’applicazione gratuita Mindful (la stessa già molto in uso in Svizzera per i ristoranti e per gli eventi); non sarebbe richiesto, ma vogliamo essere prudenti e in caso di necessità e/o emergenza dà il “tracing” delle persone per sapere chi era dove in un dato momento. Il concetto in Rotonda è pensato per circa 1’500 persone e lì di principio ci fermeremo. La capienza massima potrà essere raggiunta da un pubblico che non dovrà indossare la mascherina. Il motivo è semplice: laddove viene richiesto il certificato Covid cadono le limitazioni perché il presupposto è che siano tutti sani, anche se convengo che è brutto dirlo in termini così netti.

Il baillamme di regole, misure, accorgimenti e “step” da fare per selezionare il pubblico e cosentirgli di fruire del Festival non è indifferente. C’è motivo di preoccupazione riguardo all’applicazione di questo quasi ipertrofico prontuario?

Preoccupazione non direi, nella misura in cui quello che possiamo controllare è sotto controllo, le cose sono chiare e stiamo cercando di semplificare al massimo le informazioni che vanno al pubblico. L’obiettivo è naturalmente rendere comprensibili in modo semplice le misure di sicurezza sanitaria per le diverse situazioni. È chiaro che quest’insieme di regole di sicurezza sanitaria andrà osservato in maniera impeccabile, e da noi per primi, anche per una fondamentale questione di sicurezza sanitaria e di reputazione. Personalmente la considero una grande sfida e ritengo che siamo pronti per affrontarla, sempre mantenendo un dialogo costante con il Cantone. Ma la grossa domanda è un’altra.

Se la faccia e si risponda, come direbbe qualcuno.

Quale sarà la risposta del pubblico? I primi dati riguardanti la vendita degli abbonamenti sono promettenti, anche rispetto al passato. Ma la biglietteria apre oggi e determina un’altra grossa novità: quella secondo cui l’accredito o l’abbonamento non bastano più perché appunto la prenotazione è obbligatoria per tutti; in Piazza e al Fevi di un posto, ma non del posto 7B o 15A, mentre in tutte le sale fai proprio quello, riservi la tua singola poltrona. Aprendo adesso la biglietteria è comunque difficile fare previsioni, se non probabilistiche e legate al fatto che molte persone, turisti compresi, saranno comunque a Locarno.

Il polso riguardo alla gestione del “dietro le quinte”?

Con le delegazioni dei film siamo confrontati a una casistica variegata, fra vaccinati e no, Paesi di provenienza, eccetera. In ogni caso, la grande maggioranza di chi ha fatto i film ci sarà e noi continueremo ad adoperarci affinché tutto vada come deve. Più in generale è vero che il Festival sarà il primo grande evento in Svizzera da quando c’è la pandemia. In più, il primo anno di un nuovo direttore artistico porta una forte curiosità. Le variabili non mancano.

Se da qui al 4 agosto dovessimo assistere ad una netta recrudescenza dei casi, fino a che punto il grande meccanismo del Festival potrebbe incepparsi?

Dubito che accadrà qualcosa che possa determinare dei cambiamenti sostanziali e lo dico sulla base del fatto che sia Berna, sia Bellinzona tendono ad escludere cambiamenti nelle misure di sicurezza da adottare. La cosa più clamorosa che posso immaginare riguarda forse un’eventuale obbligatorietà dell’uso del certificato Covid, come succede a partire da queste ore in Francia. Se accadesse, ci adatteremmo. Indirettamente, questo discorso porta anche alle eventuali rinunce da parte dei professionisti accreditati, che nel caso decidessero di non venire a Locarno potrebbero in pratica fruire integralmente del Festival da casa loro, grazie ad alcune attivazioni digitali.

Quanto costa, e non solo in termini finanziari, una versione del Festival come quella che ci accingiamo a seguire?

In soldi, qualche centinaia di migliaia di franchi. Ma il tema è soprattutto la sfida data dall’enorme aumento di complessità. Tutti i Festival sono difficili, ma in genere, continuando a migliorarsi e a crescere anno dopo anno, i processi sono consolidati. L’anno scorso e poi ancora quest’anno abbiamo invece dovuto smontare tutto e poi rimontarlo, sollecitando la struttura molto di più rispetto a quanto (ed è tanto) non lo sia già abitualmente. Per fortuna possiamo contare sul supporto di tutti i nostri partner pubblici e privati. È comunque previsto un deficit di 750mila franchi dato da un’ipotetica diminuzione del 30% della biglietteria. Vedremo se il dato, ipotizzato un mese fa per metterlo a bilancio, sarà confermato o meno.

È dunque partita la campagna informativa. Il rischio è forse di ritrovarsi con la “sindrome da Ikea” di fronte al mobiletto da montare in 48 passaggi.

Da subito parte l’informazione agli accreditati riguardo l’apertura della biglietteria, con la newsletter e tanto di infografica riassuntiva che in effetti necessita di un attimo di attenzione, ma per la quale è anche prevista una campagna di comunicazione. Gli strumenti principali saranno l’applicazione Locarno Film Festival App (scaricabile da subito) e il sito web del Festival (www.locarnofestival.ch). Per altro, essendo obbligatoria la prenotazione, è impossibile non passare dalle informazioni utili. Fra le altre, quella importante, che ribadirei, secondo cui per le proiezioni della Piazza, proposte anche al Fevi e alla Sala, non è più possibile spostarsi: dove si è si rimane. A livello informativo nessuno rimarrà comunque senza risposte. Dal 30 luglio al 14 agosto saranno attivi una Hotline (0041 91 756 21 61) e ben tre Infopoints: due in Piazza Grande e uno al Fevi.

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