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10.10.19 - 08:38
Aggiornamento: 02.09.21 - 14:17

Quartiere Rivapiana: 'Pensare globale, agire locale'

L’Associazione di Minusio da trent’anni anima, stimola e salvaguarda il territorio

a cura de laRegione
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Un momento di teatro per tutti
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“Pensare globale, agire locale” è il motto cui risponde da anni l’Associazione Quartiere Rivapiana (Aqr) di Minusio. «Ogni problema locale è trasponibile su un piano più grande e generale, e ognuno può fare la sua parte». E le problematiche sono disparate: inquinamento, mobilità lenta, pianificazione territoriale, ma anche rispetto per il cittadino e sviluppo socio-culturale della comunità. LAqr, che taglia il traguardo dei 30 anni, è un esempio d’impegno e lavoro costanti a favore del tessuto sociale.


Marcella Snider-Salazar da dieci anni è presidente di comitato dell’Aqr, che oltre a chinarsi sulla questione della salvaguardia del territorio, si preoccupa di contribuire al consolidamento del tessuto sociale e alla vita comunitaria, redigendo un bollettino informativo e proponendo un calendario di attività molto varie e aperte a tutti.

La scintilla generatrice è stata nel 1988, «con la pubblicazione da parte del Municipio del nuovo piano viario che prevedeva allargamenti sconsiderati delle strade – racconta l’intervistata –. Già agli inzi degli anni Ottanta c’erano state invano delle petizioni di cittadini che si opponavano all’allargamento delle storiche vie S. Quirico e via Rivapiana, che avrebbe portato maggior traffico e quindi meno vivibilità per adulti e bambini della zona. Nacque quindi un forte movimento di protesta spontaneo che portò prima alla costituzione di un “Comitato per un nuovo piano viario” e quindi alla necessità di aggregarsi in un’associazione per salvaguardare i propri diritti.” Ricordiamo che l’Aqr si occupa della lingua di terra minusiense racchiusa tra lago e via Simen, tra Muralto e Tenero-Mappo».


‘Vivere il proprio territorio per riconoscervisi e farlo vivere’


Da quella prima esperienza è nata l’Associazione (aprile 1989), scaturita dal desiderio propulsore di «contribuire in modo attivo alla vita comunitaria, agendo miratamente, nei limiti delle proprie forze, a favore degli spazi pubblici e dei loro fruitori, salvaguardando gli interessi comunitari, promuovendone altresì lo sviluppo», facendosi interprete dei bisogni dei cittadini nei confronti di enti pubblici e privati, in particolare ponendo l’accento su cultura, società, storia, economia, edificazione e sicurezza. «Far incontrare e far partecipare la gente è uno dei nostri obiettivi. Oggi risulta sempre più difficile». È essenziale «vivere il proprio territorio per riconoscervisi e farlo così vivere».


L’Associazione negli anni è cresciuta e si è sviluppata basandosi unicamente dal punto di vista finanziario sulle tasse sociali, senza alcun contributo pubblico e basandosi sul volontariato. Va sottolineata l’indipendenza dall’autorità politica; caratteristica che la contraddistingue da alcune associazioni di quartiere nate più recentemente. A questo proposito, la presidente, sollecitata sul peso politico dell’Associazione quale attrice nella vita cittadina, si rammarica, rispondendo che «questo è il punto dolens: da 30 anni attivi sul territorio, nonostante il lavoro serio, non abbiamo ancora ottenuto dall’autorità quel riconoscimento del nostro ruolo d’interlocutore che avremmo desiderato.

Ci siamo sempre mossi nell’ambito degli strumenti giuridici che la legge ci conferisce, anche recentemente nei confronti di questo boom edilizio che tutti notano, per far sentire la nostra voce come contributo a un dibattito per uno sviluppo più sostenibile».I dossier dell’Associazione sono molteplici, le sue battaglie si muovono su più fronti: dal traffico all’inquinamento, dalla pianificazione alla mobilità lenta, dalla pedonalizzazione alla fruizione delle rive lacuali. Fra le ultime battaglie vinte («i buoni risultati non sempre si ottengono»), quella contro la costruzione da parte di un albergo di un pontile privato, che avrebbe impedito l’utilizzo pubblico della riva in quella zona.


In occasione dell’anniversario, sabato 12 ottobre, verrà proposta una festa a Villa San Quirico dalle 17, curata dal Teatro Zigoia, con la partecipazione di Marco Zappa, accompagnato dal figlio Mattia, Sara Osenda con ‘Il sapore della danze tradizionali’ e un concerto folk-rock dei Voices Beyond Silence. Informazioni su www.rivapiana.net.

Chiudiamo con i versi che il cantautore Marco Zappa dedicò a Rivapiana: “Profumi che si fondono/ gente e case che si incontrano,/ amici che si rivedono,/ in mezzo a qualche faccia nuova,/ è la piazza che rivive,/ è la festa del quartiere”, [da: ‘La piazza che non c’è’, scritta e cantata per l’Associazione nel 1995].

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