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Alessandro Haber e Giorgio Colangeli in ‘Il profumo delle stelle’, in programma nella seconda serata
Locarnese
22.02.18 - 15:240

Un'agave per il miglior 'corto': è l'Ascona Film Festival

Da giovedì 1° marzo a sabato 3 si tiene la settima edizione del concorso cinematografico

Arrivano da Stati Uniti, Francia, Canada, Belgio, Russia, Italia, Spagna, Turchia, India. Sono in tutto 26 piccoli film in gara per un award che ha la forma di un’agave. Film piccoli, ma solo per durata, ai quali si aggiungono 2 documentari fuori concorso. Si va dal minuto e otto secondi di ‘Head over heels’, mini-short film russo di Leonid Grigurko, ai 24 minuti di ‘Les Bigorneaux’, commedia della francese Alice Vial. Tutto questo è l’Ascona Film Festival (www.asconafilmfestival.ch), concorso nato 7 anni fa e che ad oggi «conta più di 18mila candidature da 125 Paesi». Parola di Andrea Biasca-Caroni, responsabile unico delle opere in concorso, da lui scelte dalla prima all’ultima. «Dalla prima all’ultima forse è una parola grossa» esordisce il direttore artistico. «Arrivano circa tremila film, dei quali capisco subito quando è il caso di andare fino in fondo. Se il livello della recitazione e la qualità della fotografia sono garantiti, allora la mia visione è completa. Diciamo che sono avvantaggiato dal fatto che sono dei corti...».

Uno sguardo ai contenuti della nuova edizione che si apre giovedì primo marzo con il pluripremiato ‘Cinecittà on wheels’ di Inti Carboni, per concludersi sabato 3 con ‘New neighbors’ di E.G. Bailey. «Sono opere diverse tra loro» spiega Biasca-Caroni. «Il film d’apertura mostra le evoluzioni di un gruppo di skater all’interno di Cinecittà, con un montaggio ‘clip’ veloce. ‘Pochette surprise’ è un film francese con la star Marie-Christine Adam. ‘Caronte’ è un film di fantascienza, dal budget alto e con effetti speciali notevoli. ‘Mum’ è un film indiano di sentimenti non-Bollywood, girato col cuore». Molti di questi lavori arrivano ad Ascona con almeno un premio all’attivo. «‘Cinecittà on wheels’, per esempio, ha già vinto 11 festival internazionali». Grandi nomi dall’Italia, come Alessandro Haber, «che intervisteremo in Skype, in quanto è in tournée».

Fuori concorso, «Luigi Pericle, discovery of a secret master», prodotto dallo stesso Biasca-Caroni con la moglie Greta. «All’interno di una casa che abbiamo acquistato – prosegue il direttore artistico – abbiamo trovato una collezione di questo maestro sconosciuto che si ritirò dal mondo dopo il successo riscosso in Inghilterra negli anni 60. Abbiamo mostrato i quadri a Philippe Daverio (noto critico d’arte italiano, ndr), che si è mostrato interessato». Da qui, il cortometraggio, diretto dal figlio di Daverio, Sebastiano.

Uno sforzo lungo un anno

«Andrea è l’ideatore e fondatore. Lo seguo a tempo pieno da tre anni» ci racconta Greta Biasca-Caroni, moglie del direttore artistico e trait d’union di un festival, a suo modo, a conduzione familiare. «È uno sforzo annuale. A parte il paio di mesi durante i quali ci occupiamo dei soli aspetti organizzativi, le candidature sono aperte per 10 mesi durante i quali i film arrivano a migliaia. Andrea li seleziona, poi io contatto le case di produzione, curo le interviste via Skype con attori e registi, mi occupo delle pubblicazioni e della comunicazione. Si può definire a conduzione familiare, sì. Ma è un grosso lavoro che non pesa, perché siamo un team affiatatissimo». L’Ascona Film Festival affida 3 premi al pubblico e uno alla giuria, quest’anno composta da 12 unità. L’award ha la forma di un’agave, elemento rappresentativo dell’Hotel Ascona, nel quale l’evento si tiene. «L’agave è il segno della mediterraneità, e di tutto quanto comporta questo fiore meraviglioso» conclude Greta.

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