Bellinzonese

Quartiere Officine: ampio sostegno nelle commissioni

Nella Gestione e nella Piano regolatore del Consiglio comunale la maggioranza sostiene la variante di Pr presentata dal Municipio di Bellinzona

Una nuova vita per la ‘Cattedrale’
(Città di Bellinzona)
22 marzo 2023
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Sembra essere spianata la via verso l'approvazione in Consiglio comunale della variante di Piano regolatore (Pr) del futuro Quartiere Officine a Bellinzona. "La maggioranza della Commissione della gestione valuta positivamente quanto presentato nel messaggio municipale e auspica che il tutto possa concretizzarsi nei tempi stabiliti e con la qualità da sempre evidenziata negli interventi istituzionali e pubblici", si legge nel relativo rapporto che vede quali relatori Tiziano Zanetti (Plr) e Sacha Gobbi (Lega/Udc). Stando a nostre informazioni anche nella Commissione del Piano regolatore, ambiente ed energia – anch'essa incaricata di valutare il dossier – vi sarebbe ampio sostegno alla variante di Pr. I soli a non aver aderito ai rapporti di maggioranza sono Brenno Martignoni Polti (Lega/Udc) e Giuseppe Sergi (Verdi-Fa-Mps-Pop) nella Gestione, così come Lorenza Röhrenbach (Verdi-Fa-Mps-Pop) nella Piano regolatore. Questi due ultimi commissari dovrebbero presentare un rapporto di minoranza nelle rispettive commissioni. Anche Martignoni Polti, da noi raggiunto, non esclude di redigere un rapporto di minoranza, ritenendo che per un dossier così importante per la Città sarebbero necessari ulteriori approfondimenti. Rapporti di minoranza che, tuttavia, verosimilmente non metteranno in discussione l'esito della votazione durante la prossima seduta di Consiglio comunale in programma a inizio aprile.

I prossimi passi

In ogni caso la strada verso la realizzazione del nuovo Quartiere Officine – i lavori dovrebbero iniziare nel 2027, dopo l'inaugurazione del nuovo stabilimento industriale delle Ffs a Castione – è ancora lunga: dopo la probabile decisione positiva del Consiglio comunale (e la crescita in giudicato), la variante sarà messa in pubblicazione. Toccherà poi al Consiglio di Stato approvarla ed evadere eventuali ricorsi. Se tutto andrà bene, si procederà poi allo sgombero del sedime e al lancio di concorsi internazionali di architettura per la costruzione di nuovi edifici a tappe che dovranno ovviamente ottenere la rispettiva licenza edilizia. Inizialmente la priorità sarà data all'Almenda (il grande parco) e alla ristrutturazione della cosiddetta ‘Cattedrale’. A questo proposito Città, Cantone e Ffs stanno già elaborando un accordo sulla realizzazione in particolare delle parti di uso comune, con l’intenzione di elaborare la procedura di concorso per la progettazione dell’Almenda. Parallelamente il Municipio sottoporrà prossimamente una richiesta di credito al Consiglio comunale per la procedura concorsuale con oggetto la Cattedrale.

Tempi e costi devono essere ‘confermati dai fatti’

Proprio per quanto riguarda i tempi dell'iter la maggioranza della Gestione auspica che "siano, nel limite del possibile, confermati dai fatti". Lo stesso vale per i costi a carico della Città che sono attualmente stimati (senza considerare la deduzione dei contributi e sussidi di terzi) a circa 56,5 milioni di franchi. Pur essendo consapevoli di "eventuali ricorsi che potrebbero ritardare alcune fasi", i commissari auspicano "che il progetto nel suo complesso venga gestito in maniera proattiva, in particolare per quanto riguarda gli uffici dell’Amministrazione comunale". Si augurano inoltre "che quanto prima il Municipio si determini sui tempi di realizzazione ragionevoli e sull’impatto economico degli investimenti previsti nel breve-medio periodo".

Attesa ‘grande qualità’ per i nuovi edifici

Nell'ambito delle nuove costruzioni, "la Commissione della gestione si attende edifici di grande qualità, in particolare dal punto di vista architettonico". Inoltre, "ad eccezione degli edifici protetti, i nuovi insediamenti dovranno integrarsi bene tra loro" e bisognerà "prestare particolare attenzione alle aree urbane adiacenti". Ricordiamo infatti che, oltre alla Cattedrale, altri quattro edifici storici saranno mantenuti: lo ‘Stabile amministrativo’, la ‘Forgia’, la ‘Salderia’ e il ‘Padiglione della stazione caricabatterie’. La "valorizzazione di edifici storici" comporta di conseguenza "la rinuncia a una nuova edificazione nei medesimi spazi", sottolinea la Gestione.

‘Non si può rinunciare ai posteggi’

Un tema che recentemente ha fatto discutere riguarda il numero di posteggi: per i Verdi circa 500 sono ancora troppi (inizialmente ne erano previsti 1’200), mentre l'Ata aveva chiesto di rinunciare completamente agli stalli ad eccezione di alcuni strettamente necessari. Secondo la Gestione non si potrà tuttavia "rinunciare alla realizzazione di un numero di parcheggi adeguato ai molteplici indirizzi del nuovo quartiere", ovvero tra i 488 e i 520 stalli, come indicato dal Municipio.

‘Particolare attenzione all'aspetto ambientale’

In ogni caso nel nuovo comparto "sarà prestata particolare attenzione all'aspetto ambientale". E questo non solo promuovendo la mobilità lenta e sostenibile (ad esempio con stalli per bici e colonnine di ricarica), ma anche dal punto di vista energetico. I commissari sottolineano infatti nel rapporto che "non potrà essere usata nessuna fonte fossile per il riscaldamento" e che l'obiettivo sarà quello di "raggiungere la copertura del fabbisogno elettrico", grazie ad esempio al recupero del calore di scarto e a pannelli fotovoltaici installati sui tetti. In questo contesto ricordano che ogni nuovo edificio dovrà rispettare uno standard "che garantisce un’ecologia della costruzione sull’intero ciclo di vita".

Promovimento economico e marketing territoriale

Non da ultimo la Gestione ritiene che "questo progetto non può prescindere da un promovimento economico di qualità, rispettivamente da un marketing territoriale che sappia sfruttare questa imperdibile occasione". E ciò nell'ottica del possibile insediamento "di differenti e importanti realtà che valorizzerebbero il progetto e porterebbero qualità e visibilità alla città".

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