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24.01.23 - 19:02
Aggiornamento: 26.01.23 - 16:07

Quartiere Officine: meno edifici, posteggi e appartamenti

La variante di Piano regolatore prevede spazi dedicati all’aggregazione, alla cultura, alla formazione, alla ricerca, al commercio e alle abitazioni

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Città di Bellinzona
Ecco come dovrebbero essere occupati i 100mila metri quadrati che si libereranno

Meno posteggi, meno edifici e meno appartamenti. In questi ambiti il progetto del nuovo Quartiere Officine a Bellinzona è stato leggermente ridimensionato. Un quartiere polivalente (con spazi dedicati alla cultura, all’aggregazione, alla ricerca, alla formazione, al commercio e all’accoglienza), orientato alla mobilità lenta e sostenibile e alle energie rinnovabili nel quale abiteranno tra le 500 e le 1’000 persone e che offrirà fra i 1’000 e i 1’500 impieghi. È questa in estrema sintesi il contenuto della variante di Piano regolatore (Pr) che sarà ora sottoposta al Consiglio comunale per approvazione. Una variante di Pr che è quindi stata «ricalibrata» rispetto alla visione iniziale, scaturita dal concorso internazionale di alcuni anni fa, denominata ‘Porta del Ticino - Urban Living Lab’, ha affermato oggi durante una conferenza stampa a Palazzo civico il capodicastero Territorio e mobilità di Bellinzona Simone Gianini, aggiungendo che è il «risultato di un iter laborioso, lungo e complesso». Il nuovo quartiere rappresenta «un’area preziosa e strategica per il futuro sviluppo della città», ha detto da parte sua il sindaco Mario Branda.

Dallo sciopero a un nuovo comparto

Tutto ebbe inizio nel 2008, quando le Ffs decisero di tagliare posti di lavoro alle Officine di Bellinzona. Una decisione che portò i collaboratori di Bellinzona a scioperare, inducendo, dopo un mese, la direzione delle Ferrovie federali di ritirare il piano di ristrutturazione, garantendo il proseguimento delle attività almeno fino al 2012. Negli anni successivi le discussioni sul futuro delle Officine non si placarono. Una tappa importante fu poi l’accordo raggiunto nel 2017 fra Comune di Bellinzona, Cantone e Ffs: in una dichiarazione d’intenti si prevedeva da un lato la realizzazione di un nuovo stabilimento industriale all’avanguardia da parte delle Ffs, mentre dall’altra il recupero urbanistico dell’area attualmente occupata dalle Officine. Anche questo accordo, tuttavia, fece sorgere preoccupazioni fra i collaboratori visto che erano previsti solamente fra i 200 e i 230 posti di lavoro, quando nello stabilimento erano impiegate oltre 400 persone. In parallelo partì l’iter per la pianificazione del nuovo quartiere: nel 2019-2020 vi fu il concorso internazionale nella forma del mandato di studio in parallelo che portò alla fine del 2020 a un’esposizione pubblica in Piazza del Sole (visitata da circa 4’500 persone) della visione scelta e a un sondaggio fra la popolazione (circa 500 risposte, di cui il 65% favorevoli al progetto).

‘Piccoli negozi, ma non centri commerciali’

Dopo un primo affinamento del progetto urbanistico, a fine 2021 partì l’iter pianificatorio. Nell’aprile dell’anno scorso il Cantone diede un preavviso sostanzialmente positivo, chiedendo tuttavia alcuni approfondimenti (ad esempio in merito alle potenzialità pianificatorie dei primi 15 anni). A giugno fu poi svolta una consultazione pubblica: il gruppo Verdi/Mps/Fa criticò ad esempio la presenza di troppi contenuti abitativi e posteggi, così come la possibile concorrenza delle attività economiche con i commerci del centro storico. Il Municipio affinò quindi ulteriormente il progetto, presentando ora la variante di Pr definitiva. A questo proposito, Gianini, a margine della conferenza stampa, ci ha spiegato che sono previsti «piccoli negozi al servizio del quartiere, ma non grandi centri commerciali. In secondo luogo è previsto che il nuovo quartiere dialoghi con il centro storico. Terzo: in questo comparto si insedieranno abitanti dei quali potranno beneficiare anche i commerci del centro storico».

Non va poi dimenticato che, d’altra parte, fu anche deciso che il nuovo stabilimento industriale sarebbe stato realizzato a Castione con un investimento di circa 580 milioni di franchi (inizialmente erano 360) per un totale di almeno 400 posti di lavoro a tempo pieno più 80 apprendisti. Insomma, un’evoluzione positiva pure di questa situazione: in prospettiva «il nuovo stabilimento potrebbe raggiungere l’occupazione attuale e forse anche superarla», ha affermato Branda.

Edificazione a tappe

Ma concretamente quali elementi caratterizzano la variante di Pr presentata, sotto forma di messaggio, dal Municipio? Nella parte verso viale Officina sono previsti in particolare edifici privati (che saranno delle Ffs) con all’interno appartamenti, attività alberghiere, amministrative, commerciali, formative e piccole attività artigianali. In sostanza non ci saranno solo appartamenti, i quali occuperanno però almeno il 50% degli spazi. Questo per far sì che «il quartiere resti vivo anche la sera», quando chiudono i negozi e la maggior parte delle persone non lavora, ha sottolineato Branda. Va poi precisato che l’edificazione avverrà a tappe: si potrà costruire nuovamente solo quando la parte residenziale edificata nei lotti precedenti sarà stata occupata almeno in misura del 75%. Sempre da quel lato del comparto è anche prevista una cooperativa d’abitazione intergenerazionale con servizi pubblici sociali e sanitari di prossimità. In generale, tutte le nuove edificazioni dovranno sottostare all’obbligo di concorsi di architettura.

Rinuncia alla pianificazione del comparto Pedemonte

Nella parte lungo la ferrovia sono poi previste la sede ticinese del Parco svizzero dell’innovazione, attività legate alla formazione superiore (è prevista una sede della Supsi), così come una cosiddetta zona di mantenimento degli edifici esistenti. In quest’ultima area erano infatti annunciate nuove edificazioni da parte delle Ffs che saranno però posticipate a una futura variante di Pr. Si è anche rinunciato alla pianificazione del comparto Pedemonte, dall’altro lato della linea ferroviaria, visto che non vi era la necessità d’inserirvi contenuti diversi da quelli attuali.

Attività ricreative e culturali

La zona centrale del comparto sarà invece dedicata principalmente allo svago e al tempo libero: è infatti previsto un grande parco (l’Almenda) attraverso il quale scorrerà nuovamente a cielo aperto il riale Riganella (attualmente intubato in discesa dal pendio di Daro). Sul parco si affaccerà la Cattedrale, già definita il cuore pulsante del comparto, dove saranno inseriti spazi aggregativi, culturali, espositivi e d’interesse pubblico, commerciali ed esercizi pubblici. Dietro quest’ultima è poi prevista, in un secondo tempo, la realizzazione di un edificio dedicato a scuole medie e/o elementari, così come ad altre attività a scopo pubblico cantonali e comunali.

Saranno mantenuti altri edifici storici

Oltre alla Cattedrale, già in via di protezione come bene culturale d’interesse cantonale, la variante di Pr prevede il mantenimento di altri quattro edifici per i quali si propone una tutela a livello locale secondo la Legge cantonale sui beni culturali. Si tratta dello ‘Stabile amministrativo’ (che oggi funge da entrata principale allo stabilimento industriale su viale Officina), la ‘Forgia’ e la ‘Salderia’ (che gli stanno di fronte all’interno del comparto) e il ‘Padiglione della stazione caricabatterie’ su via Ludovico il Moro. Edifici nei quali troveranno spazio attività amministrative, commerciali, formative, di servizio, di interesse pubblico, commerciali e artigianali.

Nessun peggioramento del traffico

Per quanto riguarda la mobilità, è stato deciso di ridurre sensibilmente il numero di posteggi: al posto di circa 1’200 ve ne saranno a disposizione circa 500 completamente interrati. Per ogni lotto è anche stato deciso l’obbligo (attualmente non previsto dalla legge) di soddisfare il fabbisogno di stalli per biciclette. L’importante orientamento alla mobilità lenta e sostenibile è supportato dal fatto che il comparto si trova direttamente accanto alla stazione Ffs e che è di conseguenza molto ben servito dai trasporti pubblici. Proprio in ambito viario, a seguito della consultazione pubblica erano emerse preoccupazioni in merito al possibile aumento del traffico. Tuttavia, gli studi effettuati «hanno indicato che il nuovo quartiere non porterà un carico negativo supplementare rispetto a quella che sarebbe la situazione viaria senza la realizzazione del comparto», ha spiegato Gianini. In altre parole il nuovo quartiere non inciderà sulla qualità della viabilità.

Copertura in loco del fabbisogno elettrico

Proprio in questo contesto, si metterà un accento particolare sull’ambiente e sulle energie rinnovabili: sono infatti previsti la rinuncia a fonti fossili per il riscaldamento, l’obbligo di predisposizione alla mobilità elettrica con la posa di colonnine di ricarica e l’integrazione in ogni lotto di un concetto di recupero del calore di scarto (che includa per esempio il calore residuo da raffrescamento e il calore delle acque di scarico). Inoltre la produzione di energia elettrica dovrà essere ottimizzata con l’obiettivo di raggiungere la copertura in loco del fabbisogno elettrico: i tetti dovranno essere di principio ricoperti da pannelli fotovoltaici e vegetalizzati per le parti rimanenti. A ciò va poi aggiunto che la rete energetica prevista si baserà su un sistema innovativo che prevede l’utilizzo dell’acqua di falda come fonte energetica per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici. Non da ultimo, per ogni nuovo edificio sarà obbligatorio rispettare lo standard Snbs (Standard Costruzioni Sostenibili Svizzera) che garantisce un’ecologia della costruzione sull’intero ciclo di vita.

La variante di Pr prevede infine l’istituzione da parte del Municipio di una commissione consultiva che avrà il compito di verificare e supportare lo sviluppo del nuovo quartiere conformemente agli obiettivi qualitativi posti.

I prossimi passi

Come detto, ora toccherà (verosimilmente nei prossimi mesi) al Consiglio comunale decidere se approvare o meno la variante di Piano regolatore presentata che, una volta cresciuta in giudicato, verrà poi pubblicata. In seguito toccherà al Consiglio di Stato approvarla a sua volta ed evadere eventuali ricorsi. Nel 2027, quando le Officine saranno state trasferite a Castione e i sedimi liberati ed eventualmente bonificati, si potrà partire con la realizzazione del nuovo quartiere, partendo dall’Almenda e dalla ristrutturazione della Cattedrale. A questo proposito Città, Cantone e Ffs stanno già elaborando un accordo sulla realizzazione in particolare delle parti di uso comune, con l’intenzione, subito dopo, di iniziare già a elaborare la procedura di concorso per la progettazione dell’Almenda. Parallelamente il Municipio ha intenzione di sottoporre già nei prossimi mesi una richiesta di credito al Consiglio comunale per la procedura concorsuale con oggetto la Cattedrale.

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