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27.05.21 - 16:56
Aggiornamento: 17:47

A tutta birra col teleriscaldamento nel Sopraceneri

Da gennaio 2022 sarà attiva a Bellinzona una nuova società di servizi costituita da Amb, Acr, Eet e Ses: previsti investimenti per 250 milioni di franchi

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Il termovalorizzatore di Giubiasco (Ti-Press)

Si chiamerà presumibilmente Servizi Calore Sa, avrà sede a Bellinzona e conterà su di un capitale azionario di un milione di franchi portato in parti uguali dalle quattro società costituenti che sono l'Azienda multiservizi di Bellinzona (Amb), l'Azienda cantonale dei rifiuti (Acr), l’Azienda elettrica ticinese (Aet) e la Società elettrica sopracenerina (Ses). Insieme dal prossimo anno uniranno le forze negli ambiti della produzione e della distribuzione di calore per dare vita a una nuova società di servizi che opererà a livello regionale con un centro di competenze. Avanti dunque col teleriscaldamento partendo dall'esempio virtuoso del termovalorizzatore di Giubiasco (gestito dall'Acr) che invia il proprio calore nella rete della Teris Sa (60% azionariato Aet, 40% Acr) estesa dal Piano di Magadino fino a Bellinzona. Aet e Ses sono inoltre azioniste (50% ciascuna) della Calore Sa che ha sviluppato diversi impianti di produzione soprattutto nel Locarnese. Ses dal canto suo ha sviluppato un importante progetto di teleriscaldamento insieme al Comune di Losone. Al di fuori di questa cerchia, di buoni esempi nell'Alto Ticino ce ne sono cinque, partendo del precursore Faido al quale negli anni si sono aggiunti i Comuni di Biasca, Quinto, Blenio e Acquarossa, tutti con tecnologia che sfrutta il cippato di legna.

Dalla Città 250mila franchi

Le direzioni delle quattro aziende promotrici hanno per ora firmato una lettera d’intenti e gettato le basi per costituire la nuova società partecipata in parti uguali. Nel frattempo i Consigli di amministrazione di Aet, Acr e Ses hanno già avallato il progetto; mentre l'Amb, specifica il direttore Mauro Suà, operando in regime di ente autonomo di diritto comunale necessiterà dell'avallo del Legislativo sulla base del messaggio municipale, firmato ieri, che chiede lo stanziamento di 250mila franchi. La partnership, viene specificato in un comunicato, “ha quale obiettivo la promozione del teleriscaldamento attraverso la creazione di nuove reti e lo sviluppo di quelle esistenti”. Come detto, Teris è un solido punto di partenza, cui si è nel frattempo aggiunta in città la nuova centrale a termopompa sorta nei pressi dello Stadio comunale dove vengono sfruttati i vecchi pozzi dell'acqua potabile dismessi. «L'obiettivo – aggiunge Suà – è puntare sulle energie rinnovabili, in primis cippato e sistemi con termopompe». Rimane per contro ancora in sospeso la prevista, ma finora mai realizzata, centrale a gas con la quale Amb sfrutterebbe la lavorazione dei rifiuti vegetali. 

Politica energetica

I sistemi di riscaldamento e di produzione di calore industriale sono oggi responsabili del 42% delle emissioni di CO2 prodotte in Svizzera; il rinnovo dei sistemi di fornitura del calore “sarà quindi un tassello indispensabile al raggiungimento dell’obiettivo di azzeramento delle emissioni entro il 2050” in base alla Strategia energetica varata dalla Confederazione. Le reti di teleriscaldamento alimentate da fonti rinnovabili “sono pertanto destinate a crescere in maniera importante nei prossimi decenni”.

Investimenti per 250 milioni fino al 2050

La nuova società fornirà risorse, competenze e strumenti necessari allo sviluppo di questa tecnologia in Ticino. Fungerà insomma da centro di competenze e fornirà servizi negli ambiti dello studio, progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione di reti di teleriscaldamento. I servizi verranno offerti alle stesse aziende partner e ad altri enti o aziende interessati a implementare questa tecnologia. Nei prossimi anni i quattro partner prevedono di promuovere investimenti nello sviluppo di reti di teleriscaldamento nell’ordine dei 250 milioni di franchi: 100 milioni fino al 2035 e ulteriori 150 entro il 2050, che rapportato agli investimenti totali attuali delle quattro aziende madri (solo Amb ha investito negli ultimi anni tra i 15 e i 20 milioni all’anno sul territorio) risulta prudente (circa 8 milioni/anno). In un secondo tempo la società potrebbe essere aperta anche ad altri attori operanti sul territorio cantonale.

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