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04.05.21 - 20:48

A Chiasso ci si vota al teleriscaldamento

Stretta un'alleanza pubblico-privato, si investe su una alternativa energetica efficiente. Obiettivo: ridurre le emissioni di CO2

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Dal tetto di casa Giardino al quartiere (Ti-Press/F. Agosta)

A prima vista la missione appare se non impossibile, di sicuro impegnativa. Nella cittadina di confine, però, si sono messi in testa un duplice obiettivo: aumentare l'efficienza energetica e ridurre il carico ambientale di anidride carbonica (CO2). Se lo si centrerà, quel traguardo, l'operazione risulterà doppiamente virtuosa. Sta tutto in una parola: teleriscaldamento. A Chiasso, infatti, ci si ripromette di convertire gli impianti di riscaldamento (non solo pubblici) a nafta e a gas a un sistema di produzione di calore (quindi di energia termica e rinnovabile) centralizzato, capace poi di ridistribuirlo in modo capillare sul territorio grazie all'acqua. Certo, ci vorrà del tempo a diffondere il 'modello'. Si confida, però, nel buon esempio e nel passaparola. Anche perché a crederci e a investirci per prima è l'Age, l'Azienda acqua, gas ed elettricità; che non si imbarca nel progetto da sola. Anzi, per promuovere e diffondere il teleriscaldamento si è costituita una società ad hoc, la Agere Efficienza Energetica. Come ormai diciotto anni fa con il fotovoltaico, l'Age ha deciso di stringere un'alleanza con un privato, la Agere, entrando così a far parte della nuova Sa come azionista al 30 per cento.

Una scelta motivata (anche dalle leggi)

Corrado Noseda, direttore di Age, scopre subito le carte. «Con Agere - ci ricorda - collaboriamo da anni. Adesso, però, abbiamo deciso fosse il momento di imprimere un altro impulso nel segno dell'efficienza energetica». Le condizioni, del resto, sono favorevoli, si fa capire. «Le virtù del teleriscaldamento - esplicita Noseda - sono riconosciute tanto dalla politica che dalle autorità». In più c'è una coincidenza strategica: il 13 giugno prossimo saremo chiamati, come cittadini, a dire la nostra sulla Legge federale sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (la cosiddetta Legge sul CO2). E comunque andrà, gli enti locali dovranno misurarsi con l'abbandono dei combustibili fossili (e del nucleare) e la messa a norma degli impianti di riscaldamento: persino il gas naturale, richiama Noseda, è, considerato un vettore di transizione. Tant'è che Oscar Piffaretti e Claudio Zanini di Agere, stretta l'intesa, sono convinti di aver dato una mano al Comune. D'altro canto, senza un accordo fra pubblico e privato non sarebbe possibile realizzare una rete di teleriscaldamento. Certo, si precisa, serve una unità di intenti e di strategie.

Quell'impianto nello scantinato di Palazzo civico

La cittadina di Chiasso, d'altro canto, non è nuova a impianti del genere. Ce lo svela lo stesso direttore dell'Age. Sessanta anni orsono, infatti, nello scantinato del Municipio si è realizzato un sistema simile - in passato a nafta, da circa cinque anni a gas, dopo le opere di rinnovamento -, capace di riscaldare altri sette edifici nelle vicinanze, attorno alla piazza, sfruttando così al meglio il 'combustibile' a disposizione.

Ecco che la centrale di teleriscaldamento istallata sul tetto (e nei sotterranei) della casa anziani Giardino rappresenta un po' una risposta all'avanguardia, oltre che una delle vie, con il biogas - è il caso del progetto di Stabio -, percorse oggi da chi cerca delle alternative energetiche. La settimana prossima l'impianto verrà consegnato nelle mani di Age (che se ne prenderà cura), riuscendo, come tengono a far notare Piffaretti, presidente di Agere Efficienza Energetica, e Zanini, a restituire «energia elettrica, acqua sanitaria, calore e aria fresca oltre che alla struttura, anche alle palestre e alle scuole a poca distanza».

L'incentivo? 'Niente tassa di allacciamento'

Questo, in ogni caso, si chiarisce, non è che l'inizio. Di fatto, spiega Noseda, «al momento l'impianto viene sfruttato al 45 per cento, rivelando un evidente potenziale per l'allacciamento di altri stabili». L'intento? Moltiplicare le centrali sul territorio, anche in ambito privato. E qualche proprietario, fanno sapere Piffaretti e Zanini, si è già fatti avanti. Un interesse che la società si ripromette di 'premiare' rinunciando a riscuotere le tasse di collegamento, a mo' di «incentivo». Tasse, annotano, altrove non proprio economiche.

Quanto alle tariffe? «Saranno competitive - si assicura - e comunque saranno al livello dei costi di nafta e gas». I vantaggi proposti, si rilancia, sono pure altri a fronte di contratti trentennali. «Non solo ci si ritrova - motivano Piffaretti e Zanini - con consumi inferiori del 20-25 per cento, ma con il teleriscaldamento non ci sarà più bisogno di caldaie e camini, inoltre si annulla la manutenzione».

Per ora si punta su Chiasso

Il raggio d'azione? Per ora si concentrerà su Chiasso. Anche se, confidano i due promotori, si è bussato pure alla porta dei Comuni della cintura cittadina, «senza un riscontro, per il momento», informano. Non si sottace neppure che la società sin qui ha investito oltre quattro milioni di franchi, 'incassando', però, un partner finanziario come BancaStato. Non c'è dubbio, si mira a far quadrare i conti. Sebbene la priorità sia risparmiarci le emissioni di CO2. All'Age sanno, in ogni caso, che per fare attecchire gli impianti di teleriscaldamento ci vorrà pazienza e tenacia, come è successo per il fotovoltaico o la fibra ottica. I margini per crescere a Chiasso ci sono: tra i medio-piccoli consumatori cittadini vi sono ancora non poche caldaie a nafta. Poi una ulteriore spinta la darà, per finire, la politica federale.

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