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Meno ratti a Bellinzona. Ora esche nelle canalizzazioni

A due anni dall'inizio della derattizzazione la popolazione di roditori è in calo. In arrivo un nuovo tipo esche che verranno interrate

27 dicembre 2020
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A Bellinzona la presenza di ratti è considerevolmente diminuita. È quanto emerge dai dati raccolti dalla ditta che da due anni si occupa della derattizzazione in Città. Il problema non è tuttavia risolto e l’operazione continuerà almeno fino alla fine dell’anno prossimo, quando scadrà il contratto con l’azienda che se ne occupa, ma potrà comunque essere rinnovato qualora ve ne fosse bisogno. Le esche, un’ottantina in tutto, sono state posate a Bellinzona, una piccola parte a Giubiasco e all’ecocentro di Claro. In Città, le zone più colpite sono il centro storico (soprattutto tra piazza Nosetto e Collegiata), la zona delle Semine e Prato Carasso-Golena. L’azione di derattizzazione, che comprende la posa delle scatole, il lavoro di manutenzione, di verifica e i rapporti, costa 45mila franchi all’anno. L’intento non è di sterminare i roditori ma di tenere sotto controllo la situazione, evitando che la popolazione di ratti cresca a dismisura.

Nuove scatole in arrivo

Prossimamente la Città si doterà di nuove scatole ermetiche che verranno installate direttamente nelle canalizzazioni. Come spiega contattato dalla ‘Regione’ il municipale Christian Paglia, capo del Settore servizi urbani e ambiente del Dicastero opere pubbliche e ambiente della Città, questo tipo di esca è una prima Svizzera. Un sistema all’avanguardia nella lotta alla riproduzione incontrollata dei ratti che è già diffuso in Germania da diversi anni. Le esche dunque, non saranno più posate a margine di stradine e marciapiedi ma verranno interrate. Un cambiamento che verrà apportato poiché è proprio nelle canalizzazioni che si registra la presenza di ratti più massiccia.

Si tratta infatti di un ambiente ideale per questi animali, con buona disponibilità di cibo, temperature più elevate rispetto all’esterno e senza l’elemento di disturbo della presenza dell’uomo.

Le scatole sono ermetiche e sicure, non è quindi possibile che il veleno entri in contatto con le acque luride delle canalizzazioni. Ciò che sarebbe peraltro vietato dalle normative svizzere e cantonali per la protezione dell’aria, acqua e suolo. Fino a una decina di anni fa, accadeva che gli addetti comunali utilizzassero un po’ di veleno per topi anche all’interno delle canalizzazioni, pratica poi abbandonata quando è stata proibita. All’interno delle scatole che verranno interrate, oltre al mangime velenoso è presente anche un rilevatore che permette di registrare i passaggi dei roditori, in modo che si possa stabilire esattamente quanti animali entrano nel box. Questi dati verranno comunicati al Comune tramite un’applicazione che permetterà così di sapere ogni giorno quanti ratti entrano nelle scatole. Questo sistema di rilevazione permette di capire anche se una determinata scatola si trova nel luogo adatto o se debba essere spostata in un punto dove circolano più ratti.

Nel corso di questi due anni, spiega Paglia, un box è stato danneggiato per vandalismo, ma non si sono verificati altri problemi. Ogni due mesi la ditta addetta alla derattizzazione effettua dei controlli, fa un monitoraggio delle scatole, per verificare quanto veleno è stato mangiato e quanto bisogna aggiungerne. Dai dati raccolti risulta che questo novembre la presenza dei ratti è sensibilmente diminuita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il momento di maggiore presenza dei ratti è in estate, tra luglio e agosto, quando si verifica un aumento della popolazione. Va rimarcato che le trappole non sono pericolose per l’uomo, e dato che il mangime velenoso si trova al centro non è possibile entrarci in contatto. Le esche si presentano come delle scatole su cui è apposta un’etichetta che invita a non spostarle. L’apposito mangime attira il ratto, che entra, mangia, esce dalla scatola e muore entro una settimana. Lo stesso principio vale per il nuovo tipo di esca interrata.

Una questione di igiene

La ditta specializzata che ha fornito i box rispetta le direttive degli uffici competenti in ambito di protezione animali per attività di disinfestazione. L’azione intende contenere il numero di animali che, come è noto, sono poco igienici e portatori di malattie anche gravi.

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