Bellinzonese

Vandalizzato un altro vigneto: 500 ceppi tagliati ad Artore

La Parrocchia di Daro, proprietaria del terreno, ha sporto denuncia contro ignoti. Salve stranamente 50 barbatelle

Il bel vigneto, preso di mira da ignoti, si estende ai piedi della chiesa (Ti-Press)
3 agosto 2020
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Sale di un'unità il triste elenco di vigneti vandalizzati da mano ignota negli ultimi anni nel Bellinzonese. Questa volta a farne le spese sono stati i circa 500 ceppi di Merlot che davano ottima uva nel caratteristico terrazzamento situato ai piedi della chiesa di Artore, mappale di proprietà della Parrocchia di Daro che questa mattina ha sporto denuncia contro ignoti. Giunta sul posto, una pattuglia della Polizia cantonale ha effettuato i rilievi del caso. L'utensile usato pare essere una cesoia per la potatura di alberi, con la quale il taglio netto dei tralci a un'altezza di 50 centimetri dal suolo è avvenuta nel silenzio più assoluto, certamente nottetempo durante la scorsa settimana dopo l'ultimo trattamento fitosanitario effettuato nella giornata di lunedì da un addetto della Cantina Chiericati di Bellinzona, la quale gestisce il vigneto sin dal 2004. Il danno si è manifestato fra ieri e oggi quando si sono notate le prime foglie rinsecchite. Se l'è per contro stranamente cavata la cinquantina di barbatelle posate di recente. Un danno considerevole considerato che l'impianto di un nuovo vigneto (non si sa bene se i tralci mozzati potranno nuovamente germogliare l'anno prossimo) richiederà almeno tre anni di tempo prima di rivedere una produzione d'uva a pieno regime. Da valutare pure l'aspetto assicurativo.

Un triste elenco di vendette e/o invidia

L'ultimo caso in ordine di tempo nella nostra regione risale all'aprile dell'anno scorso quando ignoti hanno razziato un vigneto di Gudo rubando cento barbatelle.  In quell'occasione il titolare Giovanni Antognini, della locale tenuta Sasso Chierico, aveva spiegato alla 'Regione' di aver già subìto in passato analoghe ruberie, sia nel primo decennio del 2000, sia nel 2014: «E, temo, succederà ancora. Perché, purtroppo, è anche questa la realtà in cui viviamo e lavoriamo. Se ho presentato denuncia è anche perché qualcuno si ostina a rovinare il lavoro svolto con passione da braccia volenterose impegnate nella cura e nel mantenimento del territorio». A pochi metri di distanza, nel maggio 2017, era stato preso di mira il vigneto sperimentale fino ad allora gestito dal Centro di ricerca Agroscope di Cadenazzo: troncate di netto alcune centinaia di ceppi; di lì a pochi mesi, come previsto da tempo, la gestione sarebbe passata nelle mani dello stesso Antognini. Più a nord, un episodio eclatante è quello dei 650 ceppi – alcuni dei quali con ben 90 anni di onorata carriera alle spalle – tagliati nel marzo 2019 in due vigneti privati situati nella frazione Rongie di Malvaglia, Comune di Serravalle.

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