Bellinzonese

La polemica sul 5G si estende all'elettrosmog

Un'interpellanza Ppd a Bellinzona chiede al Municipio lo spostamento degli elettrodotti in galleria

Ti-Press
16 giugno 2019
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Non c'è pace in diversi Comuni ticinesi sull'aggiornamento degli impianti telefonici con la nuova tecnologia 5G. Il gruppo Ppd in Consiglio comunale di Bellinzona ha inoltrato al Municipio un'interpellanza sul 5G (la seconda sul tema) che si estende in questo caso anche all'elettrosmog. Alla luce del fatto che la competenza sulle licenze edilizie delle antenne non compete al Comune, il gruppo Ppd chiede in particolare al Comune di estendere le regole per la gestione delle antenne (come prevede l'articolo 19ter nelle Norme di attuazione del Piano regolatore della vecchia Bellinzona) a tutti i quartieri della città aggregata.

D'altro canto, i pipidini chiedono che diventi prioritario per il Municipio attivarsi a proposito della presenza di elettrodotti sul fondovalle – “spesso a ridosso di enti sportivi e aree di svago – e sui monti di Gorduno e Carasso. Come anticipato dalla 'Regione', recenti rilevamenti da parte delle Supsi hanno infatti dimostrato che le immissioni degli elettrodotti misurate in collina e sul fondovalle di Gorduno sono superiori ai parametri consentiti.

L'obiettivo, si legge nell'interpellanza, dovrebbe essere quello di “riposizionare gli attuali tracciati dove sono meno dannosi e cogliere l'occasione della galleria di aggiramento del Bellinzonese per far passare l'elettrodotto a cielo aperto tra Gnosca e Monte Carasso". Musica del futuro quindi essendo tale galleria non prevista a breve termine. Per il momento viene comunque chiesto all'esecutivo se non intenda sostenere l'associazione di cittadini costituita per una nuova gestione dei tracciati degli eletrodotti nella Riviera, come fatto in passato da alcuni ex Comuni.

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