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I colori sgargianti e intensi delle farfalle lasciano senza parole © Daniël Nelson
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25.05.19 - 10:000

Farfalle: esseri eccezionali

Maschere e colori sgargianti

Le farfalle, simbolo della metamorfosi e del cambiamento. Cerchiamo di conoscerle un po’ meglio, visto che si stima esistano oltre 170mila specie (suddivise in 127 famiglie) di lepidotteri (farfalle e falene).

Come e cosa mangiano? Sono dotate di una spiritromba, una specie di proboscide aspirante con cui suggono il dolce nettare dei fiori. Insomma: una sorta di cannuccia, al posto della bocca, da poter usare al momento opportuno. Il cibo delle farfalle varia secondo lo stadio di sviluppo. Alcune farfalle adulte non si nutrono affatto. La maggior parte si nutre invece del nettare dei fiori, della linfa delle piante, dei succhi di frutta matura o marcita. I bruchi mangiano in genere sostanze vegetali (fanno eccezione alcuni che si cibano di tessuti, pellicce o piume, come le tignole) o di altri insetti. I bruchi che si nutrono di piante coltivate (di ortaggi ad esempio) possono causare gravi danni alle coltivazioni se scompaiono dalle campagne i loro predatori naturali: uccelli, anfibi, piccoli mammiferi, che tenevano sotto controllo le popolazioni. I pesticidi usati per combattere i bruchi causano un danno ancora maggiore degli insetti, mentre si potrebbero usare efficaci sistemi di lotta biologica.

Come vedono e sentono gli odori e i sapori? Vedono con gli occhi, situati al lato del capo e di forma emisferica. Per mezzo degli occhi riconoscono i colori dei fiori preferiti e delle ali del compagno. Per le farfalle notturne la vista è meno importante, comunque riescono a orientarsi e a percepire le fonti luminose. Il gusto ha sede nelle zampe, con cui percepiscono le secrezioni zuccherine e anche le sostanze particolarmente disgustose. Gli organi timpanici, costituiti da membrane che entrano in oscillazione se colpite dalle onde sonore, sono situati nel torace o all’inizio dell’addome. Infine, le antenne poste sulla sommità del capo sono importanti organi di senso, in particolare dell’olfatto, senso fondamentale per trovare cibo e compagno.

Quanto vive una farfalla? La durata della vita dell’insetto adulto è variabile da specie a specie: tra le farfalle che non si nutrono allo stadio adulto, i maschi muoiono al termine dell’accoppiamento, le femmine dopo aver deposto le uova, quindi vivono pochi giorni o poche ore. Quelle che si nutrono allo stadio adulto vivono in media 2-4 settimane. Se infine intercalano al periodo di vita attiva una fase di diapausa, e ciò si verifica con particolare frequenza in inverno, vivono ancora alcuni mesi. La farfalla monarca, per esempio, può vivere fino a otto mesi, visto che deve affrontare un viaggio che dal Canada la porta in Messico.

Colori e maschere

Se si prendesse una farfalla per le ali, rimarrebbe sulle dita un po’ di polverina colorata. Questa è una caratteristica che distingue le farfalle da tutti gli altri insetti e da cui deriva il loro nome scientifico. Lepidotteri, infatti, significa “ali a scaglie”, e le scaglie sono proprio quella polverina. Ma a cosa serve?

Ad alcune serve per trovare un compagno: molti maschi di farfalla attirano la femmina emanando un profumo a cui la femmina non sa resistere e così le loro scaglie profumano di rosa selvatica, di eliotropio, di altri fiori e perfino di cioccolata. Purtroppo, questi odori noi non riusciamo a percepirli! Ma le scaglie hanno un’altra funzione, percepibile anche da noi: sono infatti esse a dare il colore alle ali delle farfalle. La colorazione può essere dovuta a fattori chimici, cioè ai pigmenti contenuti nelle scaglie, e allora avremo il rosso, il nero, il giallo e il bruno. Oppure può essere dovuta a fattori fisici: le scaglie possono essere solcate da microscopiche lamelle che infrangono la luce che le colpisce causando fenomeni di rifrazione, diffrazione e interferenza: avremo così il grigio e l’azzurro metallizzato, l’oro e l’argento. La disposizione del colore sulle ali, o la sua mancanza, aiuta le farfalle a sfuggire ai loro nemici, può cioè rappresentare la differenza tra la vita e la morte.

Alcune farfalle utilizzano un altro sistema per sfuggire agli attacchi del nemico. Prendiamo un uccelletto, oramai disperato perché non trova niente da mettere sotto il becco. Se vede una farfalla si lancia su di essa per papparsela. Ma all’improvviso appaiono due occhi che lo fissano con aria minacciosa facendogli prendere uno spavento. Ma cosa è successo? La spiegazione è molto semplice: la farfalla, accortasi dell’arrivo del nemico, ha aperto le ali e messo in mostra due “macchie ocellari” fatte apposta per spaventarlo e metterlo in fuga.

Questi falsi occhi sono usati sia dagli insetti adulti che dai bruchi o per spaventare il nemico o per disorientarlo e fargli beccare così un’altra parte del corpo meno vitale della testa. Alcune specie simulano perfino una falsa testa, addirittura completa di antenne, mentre quella vera, in condizione di riposo, rimane parzialmente nascosta dalle ali anteriori. Ma non finisce qui: alcune farfalle hanno un sapore disgustoso (lo stesso vale per alcuni bruchi) o sono addirittura tossiche, tanto che i predatori, con il tempo, hanno imparato a riconoscerle ed evitare. E invece alcune altre, perfettamente innocue e di sapore gustosissimo, sapete che hanno fatto? Hanno assunto l’aspetto delle prime in modo che i predatori eviteranno accuratamente di includerle nella loro dieta.

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