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07.10.22 - 08:42
Aggiornamento: 21:01

Disoccupazione Seco stabile al 2,4% in Ticino

Il tasso di iscritti negli Uffici regionali di collocamento a livello nazionale è sceso sotto il 2% per la prima volta dal 2001

Ats, a cura di Red.Web
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Disoccupazione sotto il 2% in Svizzera, per la prima volta dal 2001: in settembre il tasso dei senza lavoro si è attestato all’1,9%, in lieve calo rispetto al 2,0% di agosto e in flessione di 0,7 punti su base annua. Stando ai dati diffusi oggi dalla Segreteria di Stato dell’economia (Seco) il numero delle persone senza impiego iscritte agli uffici regionali di collocamento (Urc) è sceso a 89’526, in contrazione di 1’846 rispetto al mese prima e di 30’768 nel confronto con settembre 2021. Si tratta inoltre del numero più basso dal dicembre 2001, mentre per il tasso fa stato l’1,7% dell’ottobre dello stesso anno.

A titolo di confronto, nel momento più critico della pandemia (gennaio 2021) era stata sfiorata quota 170’000 disoccupati, con un tasso al 3,7%. Le quote di senza lavoro registrate dalla Seco sono comunque tradizionalmente basse: negli ultimi 20 anni il valore mensile più elevato è stato del 4,3%, osservato nel gennaio 2004. Va anche sottolineato come i dati sulla disoccupazione non tengano conto di coloro che hanno esaurito il diritto a ricevere le prestazioni e che ad esempio vivono di risparmi o si trovano a beneficio dell’assistenza.

In Ticino nel mese di settembre appena archiviato il tasso dei senza lavoro si è attestato al 2,4% (invariato rispetto ad agosto, -0,4 su base annua), nei Grigioni allo 0,7% (+0,1 e -0,2). I cantoni romandi rimangono i più colpiti dalla disoccupazione, pur restando tutti ampiamente sotto la soglia psicologica del 4%. Con un tasso del 3,8% il primato negativo spetta a Ginevra; seguono Giura (3,5%), Vaud (3,1%) e Neuchâtel (2,8%), a cui si accoda poi Basilea Città (2,8%). Con un tasso dello 0,4%, Appenzello interno è invece il cantone con meno disoccupati. Il motore economico della nazione, Zurigo, è all’1,6%, meno della media nazionale.

Il Ticino è al sesto posto fra i più toccati dal problema, mentre i Grigioni sono al quinto rango nella graduatoria dei meno colpiti. In termini assoluti, da Airolo a Chiasso si contano 3’999 disoccupati (+77 mensile, -664 annuo), mentre nel cantone con capoluogo Coira la cifra è di 722 (+84 e -271). Tornando all’ambito nazionale, il tasso si attesta al 2,1% fra i giovani (15-24 anni), con rispettivamente una flessione di 0,1 punti (mese) e di 0,7 punti (anno). I lavoratori ultra 50enni sono all’1,9% (pure -0,1 e -0,7). I disoccupati di lunga durata (cioè quelli iscritti agli Urc da oltre un anno) erano 17’076, il 5,9% in meno di agosto e il 47,0% in meno di dodici mesi prima: 138 giovani, 7’659 25-49enni e 9’197 ultra 50enni.

Leggendo i dati in base alla nazionalità, gli svizzeri presentano una quota di senza lavoro dell’1,4% (-0,1 mensile, -0,5 annuo), gli stranieri del 3,4% (-0,1 e -1,1). Per Paese di provenienza, i tassi sono più elevati per i bulgari (5,7%) e gli africani (6,5%), che la Seco considera nel loro insieme. L’Ue è al 2,8%. Riguardo ai principali Paesi confinanti, la Francia è al 3,8%, l’Italia al 2,9% e la Germania all’1,9%.

Complessivamente, afferma ancora la Seco, le persone in cerca d’impiego registrate nel mese scorso erano 159’399, l’1,2% in meno rispetto ad agosto e il 23,5% in meno di dodici mesi prima. Tale cifra comprende, oltre ai disoccupati iscritti, le persone che frequentano corsi di riconversione o di perfezionamento, che seguono programmi occupazionali o che conseguono un guadagno intermedio. Il numero dei posti vacanti annunciati presso gli uffici di collocamento era pari a 69’842 (+1’580 mensile e +9’254 annuo).

I funzionari di Berna hanno pubblicato anche i dati relativi al lavoro ridotto per il mese di luglio (ultimo dato disponibile): ha colpito 1’992 persone, ovvero 901 in meno rispetto al mese precedente. Il numero delle aziende interessate è sceso di 304 unità (-47%) portandosi a 348. Il numero delle ore di lavoro perse è calato del 44% a 73’095.

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