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09.08.22 - 17:33
Aggiornamento: 17:59

Sommaruga in viaggio per festeggiare i 175 anni delle Ffs

La consigliera federale è partita da Baden su un treno a vapore storico. Cerimonia ufficiale in corso alla stazione principale di Zurigo

Ats, a cura di Red.Svizzera
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Keystone
Sommaruga in partenza da Baden

Berna – Un treno a vapore storico è partito questo pomeriggio da Baden (AG) in direzione di Zurigo per sottolineare ufficialmente i 175 anni della prima linea ferroviaria aperta al traffico interamente su suolo svizzero. A bordo la consigliera federale Simonetta Sommaruga e 150 ospiti, rappresentanti del settore del trasporto pubblico, dell’economia e della politica.

Il treno – con due storiche locomotive costruite per la linea del San Gottardo, la celebre "Coccodrillo" e quella a vapore C 5/6 "Elefant", nonché otto vecchie carrozze – ha lasciato il binario 1 della città argoviese alle 16.02 e il viaggio commemorativo è durato circa 45 minuti.

I festeggiamenti ufficiali sono iniziati poi verso le 17.30 alla stazione principale di Zurigo con discorsi di Sommaruga, del capo delle FFS Vincent Ducrot e del direttore della Ferrovia retica Renato Fasciati, che è anche presidente dell’Unione dei trasporti pubblici (UTP).

A Baden, il direttore dell’UFP Ueli Stückelberger ha sottolineato come il trasporto pubblico elvetico sia una storia di successo da 175 anni a questa a parte.

‘Spanisch-Brötli-Bahn’

La prima linea interamente in territorio svizzero fu infatti aperta al traffico tra la località argoviese e Zurigo il 7 agosto 1847. Il traffico regolare iniziò due giorni dopo.

All’epoca il convoglio percorreva in 38 minuti i 22,5 chilometri fra le due città, quattro volte al giorno (cinque volte la domenica ed i giorni festivi). Il biglietto costava 1,60 franchi in prima classe e 80 centesimi in terza. Quattro locomotive a vapore – "Aare", "Rhein", "Reuss" e "Limmat" – trainavano sbuffando i 33 vagoni per i passeggeri, i tre previsti per i bagagli ed altri quattro per le merci. L’ultima locomotiva di questo tipo in servizio è stata la "Limmat" sostituita nel 1882 da nuovi modelli più moderni.

La ferrovia venne quasi subito ribattezzata "Spanisch-Brötli-Bahn". Il treno prese il nome dai panini appena sfornati che un panettiere di Baden inviava ogni mattina a Zurigo.

Oltre alla cerimonia ufficiale odierna, sono previsti festeggiamenti popolari per cinque fine settimana durante tutto il 2022. Le prime celebrazioni hanno avuto luogo il 21-22 maggio nella Regione Nord, le ultime sono previste il 22-23 ottobre nella Regione Svizzera Centrale/Ticino. I visitatori potranno andare alla scoperta della galleria del San Gottardo, partecipare alle porte aperte alle Officine FFS di Bellinzona, nonché visitare la sala comando della Centrale d’esercizio Sud a Pollegio, la centrale idroelettrica del Ritom a Piotta – nel comune di Quinto – o l’impianto di servizio dei TILO a Bellinzona.

Primi binari nel 1844

Sebbene oggi si festeggi il 175esimo delle ferrovie svizzere, i primi treni giunsero nel nostro Paese già tre anni prima: il 15 giugno 1844 le ferrovie francesi inaugurarono un collegamento da St. Louis (F) a Basilea. La prima legge sulle ferrovie fu da parte sua promulgata il 28 luglio 1852 con l’obiettivo di regolare le modalità dello sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria.

Due anni prima il Consiglio federale aveva affidato ai due esperti britannici Robert Stephenson e Henry Swinburne l’incarico di elaborare un modello per la rete ferroviaria elvetica. Questi proposero una struttura a croce fra il lago di Costanza e il Lemano con un punto nodale ad Olten (SO): una struttura sopravvissuta fino ai nostri giorni.

Il governo federale era fin dall’inizio propenso a dar vita ad una società ferroviaria statale, ma l’idea sollevò accesi dibattiti in Parlamento: il radicale bernese Jakob Stämpfli era alla testa dei fautori delle ferrovie di Stato, mentre il liberale zurighese Alfred Escher guidava i sostenitori delle ferrovie private.

L’idea di lasciare l’iniziativa ai privati finì con l’avere la meglio: al Consiglio nazionale passò con 68 voti contro 22 e anche gli Stati l’approvarono con 19 voti contro 9. La nuova legge lasciava ai Cantoni la competenza di rilasciare concessioni e non prevedeva nessuna regolamentazione sui tracciati, sugli aspetti tecnici o sulla politica dei prezzi.

Ferrovie finanziate dai privati

L’idea predominante era che le ferrovie dovevano essere finanziate dai privati, con il sostegno dei Comuni e dei Cantoni, e che grazie alla concorrenza le varie società sarebbero state costrette ad offrire prestazioni al miglior prezzo e a generare profitti.

Quattro grandi società ferroviarie videro la luce: la "Schweizerische Centralbahn" (SCB), la "Schweizerische Nordostbahn" (NOB), le "Vereinigten Schweizerbahnen" (VSB) e la "Jura-Simplon-Bahn" (JS). I primi progetti interessarono in particolare la regione dell’Altipiano: le compagnie iniziarono a costruire e a gestire tracciati che in parte scorrevano uno di fianco all’altro.

Ben presto ci si accorse che i Cantoni non erano in grado di tenere sotto controllo e coordinare lo sviluppo della rete ferroviaria. Nel 1872 fu promulgata la seconda legge ferroviaria che affidava alla Confederazione la competenza di rilasciare le concessione e di controllare i tracciati, la gestione delle società e le tariffe. Fu così lanciato il dibattito sulla statalizzazione delle ferrovie.

La crisi industriale e gli investimenti speculativi delle società ferroviarie fecero precipitare la situazione: alla fine del XIX secolo le ferrovie private si trovarono sull’orlo del fallimento. Si registrarono inoltre diversi spettacolari incidenti, dovuti alla mancanza di soldi per la manutenzione delle strade ferrate.

Nascono le FFS

Nel 1891 si tenne la prima votazione popolare per la statalizzazione delle ferrovie, ma il Consiglio federale non riuscì a far passare la proposta. Nel 1898 un referendum contro una legge che proponeva il riscatto delle ferrovie private da parte dello Stato fu invece bocciato con una maggioranza dei due terzi.

Nacquero così le Ferrovie federali svizzere, che nel 1902 rilevarono le quattro maggiori società ferroviarie private. Per risanare le infrastrutture ferroviarie si dovette investire più di un miliardo di franchi dell’epoca. E i debiti provocati dalla statalizzazione gravarono sui conti delle FFS fino verso la metà del XX secolo.

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