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La strada verso un nuovo contratto nazionale mantello è... un cantiere aperto
01.03.22 - 12:50
Aggiornamento: 14:35
ATS, a cura di Moreno Invernizzi

Lavoratori edili vogliono migliori protezione e salario

All’indomani dell’avvio delle trattative contrattuali, Syna e Unia scendono in campo per presentare le richieste dei loro associati

I muratori vogliono essere meglio protetti e non essere più ‘derubati’ del tempo di viaggio o di maltempo. Le loro richieste vengono presentate oggi durante una conferenza stampa dai sindacati Syna e Unia, mentre le trattative contrattuali con la Società svizzera degli impresari costruttori (Ssic) hanno preso avvio ieri.

Il contratto nazionale mantello (Cnm), che regola le condizioni di lavoro minime scade alla fine dell’anno, ha ricordato oggi in un comunicato il responsabile dei negoziati del settore della costruzione di Unia Nico Lutz. "Senza Cnm tutto sarebbe permesso: nessun salario minimo, nessuna tredicesima, una settimana di 50 ore e nessuna protezione contro il licenziamento in caso di malattia", sottolinea Lutz ribadendo l’importanza dei negoziati.

I lavoratori edili hanno definito le loro rivendicazioni prima dei negoziati: più di 17’500 di loro hanno partecipato a un grande sondaggio condotto nei cantieri lo scorso autunno. Chiedono una migliore protezione contro il licenziamento e in caso di intemperie: i lavoratori edili – viene sottolineato – non devono né subire riduzioni salariali, né farsi carico da soli del rischio e recuperare tutte le ore di lavoro perse. Ci devono essere criteri chiari per interrompere il lavoro.

Per il riconoscimento delle trasferte

I lavoratori edili chiedono anche che, in futuro, il tempo di viaggio dall’azienda al cantiere venga interamente pagato. "Attualmente, mezz’ora al giorno non viene retribuita, il che è illegale", sostengono i sindacati.

I muratori chiedono anche giornate lavorative più corte, pause retribuite e più vacanze. Essi considerano tali misure come essenziali per contrastare "la pressione crescente dei tempi e dei termini di consegna". I lavoratori edili esigono inoltre che vengano installati più servizi igienici nei cantieri.

Un lavoratore edile su due prima o poi abbandona la professione e cambia ramo professionale, constatano i sindacati. Questi reputano necessario agire tempestivamente per rendere più attrattive le condizioni di lavoro in quanto si accentua una carenza di personale qualificato "a tutti i livelli": apprendisti, operai, quadri, capioperai, capimuratori o direttori dei lavori.

Nell’attuale buona situazione congiunturale, i datori di lavoro devono investire nel miglioramento delle condizioni di lavoro, ha detto Johann Tscherrig, responsabile del ramo edilizia del sindacato Syna, citato nel comunicato. "Purtroppo, i lavoratori edili approfittano ben poco dei vantaggi delle buone prospettive congiunturali, anzi. Con il boom delle costruzioni cresce la necessità di personale nell’edilizia principale. Sul breve periodo, l’attuale carenza di personale qualificato si accentuerà pertanto ulteriormente. Per i dipendenti ciò significa ancora più lavoro in tempi ancora più brevi", ammonisce Tscherrig.

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