laRegione
il-mancato-riconoscimento-dei-vaccinati-di-stati-terzi-preoccupa
Viaggiatori già vaccinati non possono accedere a luoghi dove è richiesto il Covid pass (Ti-Press)
16.09.21 - 16:50
Aggiornamento: 17:12
Ats, a cura de laRegione

Il mancato riconoscimento dei vaccinati di Stati terzi preoccupa

Udc, Plr e Alleanza del Centro temono effetti negativi per il turismo e per la piazza finanziaria elvetica

Il certificato Covid rischia di mettere in pericolo la reputazione della Svizzera: turisti extra-europei e viaggiatori d’affari internazionali vaccinati rischiano di essere limitati durante il loro soggiorno nella Confederazione a causa del mancato riconoscimento degli attestati di vaccinazione in Stati terzi. È la critica sollevata da alcuni partiti – in particolare da Udc, Plr e Alleanza del Centro – che temono effetti negativi per il turismo e per la piazza finanziaria elvetica.

Anche con Pfizer o Moderna, nessun accesso al ristorante

Attualmente la Svizzera riconosce il green pass europeo, ma non gli attestati da parte di Paesi terzi (anche se vaccinati con i preparati approvati in Svizzera come quelli di Pfizer e Moderna). Ciò significa che alcuni viaggiatori – già completamente vaccinati – provenienti ad esempio da Stati Uniti, India e Cina non possono accedere nei luoghi dove è obbligatorio esibire il certificato Covid. Niente sale interne di bar e ristoranti, né visite ai musei dunque per gli ospiti extra-europei, a meno che non facciano un tampone per ottenere il Covid pass in Svizzera. Una sorta di discriminazione che i partiti di centro e di destra definiscono “irragionevole”. Ciò riguarda attualmente circa 50’000 ospiti che soggiornano in Svizzera, ha detto il consigliere nazionale Albert Rösti (Udc/Be) all’agenzia di stampa Keystone-Ats. Per l’ex presidente dell’Udc tutto ciò non è corretto: le persone che arrivavano da Paesi terzi hanno già dovuto dimostrare all’aeroporto di non essere vettori del virus, pertanto i certificati rilasciati dai loro Paesi d’origine dovrebbero essere riconosciuti il più presto possibile.

Decisione del Consiglio federale attesa per domani

Lo scorso 8 settembre il Consiglio federale ha posto in consultazione – fino allo scorso martedì – una proposta che riguarda il certificato Covid per le persone vaccinate all’estero. La decisione è attesa per domani, 17 settembre. Attualmente, soltanto i certificati rilasciati da Paesi che hanno adottato il certificato Covid digitale dell’Unione europea sono tecnicamente compatibili con il sistema svizzero. In futuro tutte le persone a cui è stato somministrato all’estero un vaccino omologato dall’Agenzia europea per i medicinali che risiedono o desiderano entrare in Svizzera potranno ottenere il certificato elvetico. Come nei Paesi limitrofi, ha proposto il Governo, l’accesso al certificato non sarà esteso a tutti i vaccini approvati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Ciascun Cantone dovrà definire un organo di contatto cui potranno rivolgersi le persone vaccinate all’estero e l’elenco di questi organi dovrà essere pubblicato su un sito internet della Confederazione.

‘Accettare tutti i preparati riconosciuti dall’Oms’

L’esponente Udc si è detto scettico sulla proposta del Consiglio federale, poiché ciò escluderebbe i vaccinati di Paesi terzi che hanno ricevuto altri preparati. Rösti – così come altri esponenti della stessa Udc, del Plr e del Centro – chiede pertanto che la Confederazione accetti tutti i vaccini riconosciuti dall’Oms. Una richiesta espressa anche da Ariane Rustichelli, direttrice dell’Organizzazione degli svizzeri all’estero (Ose), contattata dall’emittente svizzerotedesca Srf.

I Cantoni – ad esempio Zurigo e Basilea Città – sono invece scettici sul ruolo di controllo che devono assumere. In un comunicato, il governo zurighese ha affermato che il rischio di frode nell’acquisizione di un certificato svizzero sarebbe troppo alto, poiché il Cantone sarebbe tenuto a verificare l’idoneità del certificato – e l’identità – del viaggiatore di uno Stato terzo. Lo sforzo richiesto per l’esame, il rilascio, l’identificazione personale e la consegna dei certificati è estremamente grande, ha ribadito l’esecutivo di Basilea Città.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
certificato covid stati terzi svizzera vaccino
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Svizzera
Svizzera
19 min
Grigioni, individuato un ottavo branco di lupi
È stato chiamato ‘Wannaspitz’. Attualmente si aggira fra i comuni di Vals, Lumnezia e Ilanz
Svizzera
38 min
Detenuto evade dal carcere bernese di Witzwil
L’uomo, un cittadino algerino di 41 anni, non è considerato pericoloso. Stava scontando la pena in regime aperto
Svizzera
1 ora
L’Altopiano svizzero si sta ‘toscanizzando’
Ciò è dovuto ai periodi sempre più lunghi di caldo e siccità. Lo segnala la Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio
Svizzera
2 ore
Ginevra, trovato il corpo di un uomo nel lago
Stando ai primi accertamenti la causa della morte è l’annegamento
Svizzera
2 ore
‘Expat stanno scacciando il ceto medio-basso da Zurigo’
Lo afferma il quotidiano zurighese Tages-Anzeiger dopo aver analizzato un rapporto dell’Ufficio comunale delle imposte
Svizzera
3 ore
Istruzione: ‘Mancano insegnanti qualificati’
Il mondo scolastico della Svizzera tedesca e francese è confrontato con la penuria di personale qualificato e l’integrazione degli allievi ucraini
Svizzera
3 ore
Corpo recuperato nelle acque dell’Aare
Si tratta di un 44enne georgiano. La pista privilegiata dagli inquirenti è quella dell’incidente
Svizzera
4 ore
Travail.Suisse esige aumenti salariali fra il 3 e il 5%
L’organizzazione sindacale chiede l’incremento per compensare l’attuale forte aumento del costo della vita e gli incrementi di produttività delle aziende
Svizzera
5 ore
Il futuro sistema di voto online alla prova degli hacker etici
La Posta ha chiesto di effettuare dei test di intrusione pubblici per scovare falle sul sistema che dal 2023 dovrebbe essere a disposizione dei Cantoni
Svizzera
7 ore
‘Sulla cybersicurezza servono regole più forti’
Secondo lo specialista Stéphane Koch, le aziende andrebbero obbligate a garantire la propria sicurezza pena essere ritenute responsabili per gli attacchi
© Regiopress, All rights reserved