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Sabato sera ha ucciso un 29enne portoghese (Ti-Press)
Svizzera
16.09.20 - 17:130
Aggiornamento : 18:26

Omicidio a Morges, 'la mia vendetta contro la Svizzera'

Il sospettato, un 26enne svizzero-turco, era già noto al Sic dal 2017 per consumo e divulgazione di propaganda terroristica

In relazione all'omicidio di un 29enne portoghese sabato sera a Morges (VD), il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) rende noto oggi che sospettato dell'accoltellamento è un 26enne con doppia cittadinanza svizzero-turca noto al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) dal 2017, tra l'altro per consumo e divulgazione di propaganda jihadista. Secondo il sito internet della radiotelevisione romanda RTS, che cita una fonte vicina all'inchiesta, il sospettato avrebbe confessato l'omicidio e giustificato il suo gesto con la "vendetta contro lo Stato svizzero" prendendosela con una persona qualsiasi che lo rappresenta. Il giovane - che soffrirebbe di disturbi mentali - avrebbe inoltre detto che si trattava di "vendicare il profeta".

Nell'aprile 2019 il ministero pubblico del Canton Vaud ha aperto un procedimento penale nei confronti dell'interessato per sospetto di incendio intenzionale in una stazione di servizio a Prilly (VD). Nel corso delle indagini la procura vodese ha scoperto indizi di possibili legami jihadisti del giovane, che collimavano con le informazioni del SIC.

Per questo motivo - si legge in un comunicato diramato oggi - nell'ottobre dello scorso anno il MPC ha assunto il procedimento penale quale autorità competente e lo ha esteso all'articolo 2 della Legge federale che vieta i gruppi "Al-Qaida" e "Stato islamico" nonché le organizzazioni associate, al sostegno rispettivamente alla partecipazione a un'organizzazione criminale e alla rappresentazione di atti di cruda violenza.

Dal presunto incendio intenzionale alla stazione di servizio dell'aprile 2019 l'uomo si trovava in detenzione preventiva. La carcerazione era stata più volte prolungata dal giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC), prima su richiesta del ministero pubblico del Canton Vaud e, dopo l'assunzione del procedimento da parte del MPC, su richiesta di quest'ultimo.

Nel luglio 2020 il GPC competente ha ordinato la scarcerazione dell'interessato in seguito a un'istanza del MPC, che si basava in particolare su una perizia psichiatrica. La scarcerazione era condizionata a diverse misure sostitutive tra cui il divieto di uscita notturna, l'obbligo di annunciarsi e il divieto di porto d'armi.

Il 26enne è stato provvisoriamente arrestato domenica

Fino a sabato scorso, data dell'omicidio per strada a Morges, il MPC non è venuto a conoscenza di alcuna violazione delle misure sostitutive imposte, che avrebbe giustificato una nuova incarcerazione. In seguito ai fatti dello scorso fine settimana, la procura federale ha esteso il procedimento penale aperto nell'aprile 2019 alle fattispecie di omicidio intenzionale e assassinio. Il 26enne è stato provvisoriamente arrestato domenica; il MPC ha presentato una domanda di carcerazione preventiva al GPC competente.

Come già comunicato, non si può escludere un movente terroristico per il crimine di Morges. Pertanto sulla vicenda indaga ora il MPC in collaborazione con le autorità competenti del Canton Vaud, dell'Ufficio federale di polizia (fedpol) e del SIC, indica la procura federale, precisando che per ora non fornirà ulteriori informazioni e che tornerà ad esprimersi sul procedimento penale nel momento opportuno.

 

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