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(Ti-Press)
Svizzera
06.09.18 - 19:470
Aggiornamento 20:12

In Svizzera i giovani lo fanno protetto

Lo conferma un sondaggio delle uni di Losanna e Zurigo. Molte donne hanno avuto rapporti indesiderati e subito abusi

Mediamente i giovani in Svizzera hanno il loro primo rapporto sessuale a 16 anni. La buona notizia è che nella maggior parte dei casi avviene in modo protetto. Quella meno buona è che molte ragazze affermano di aver avuto esperienze sessuali non desiderate e di aver subito abusi. È quanto emerge da un sondaggio effettuato dagli ospedali universitari di Losanna e Zurigo, il primo nel suo genere dopo più di venti anni.
Negli ultimi due decenni sono cambiate molte cose, in particolare con l’avvento di internet: le applicazioni o i siti web per combinare appuntamenti, il sexting (ovvero l’invio di messaggi elettronici molto espliciti) e l’accesso a materiale pornografico in rete sono solo alcuni esempi. Per capire come questi cambiamenti influenzano la vita sessuale dei giovani, i ricercatori dell’Istituto di medicina sociale e preventiva (Iumsp) di Losanna e del Polo di ricerca nazionale Lives delle Università di Losanna e Zurigo hanno contattato per il loro studio circa 40mila giovani adulti fra i 24 e i 27 anni, di cui 7’142 hanno partecipato al sondaggio. Dall’inchiesta emerge che il 75% degli intervistati ha dichiarato di vivere in una relazione stabile iniziata verso i 22 anni. Il 95% ha dichiarato di avere già avuto una o un partner e una maggioranza ne ha avuti tra i due e i sette.
In media il primo rapporto sessuale avviene poco prima dei 17 anni e nel 93% dei casi in modo protetto, soprattutto con l’uso del preservativo (54%) o della pillola anticoncezionale (45%). “È positivo che così tanti giovani adulti si proteggano, anche se sarebbe auspicabile raggiungere una quota del 100%”, ha precisato Brigitte Leeners dell’Università di Zurigo. Quasi la metà delle giovani donne ha inoltre dichiarato di avere già fatto ricorso alla ‘pillola del giorno dopo’.  
Malgrado l’uso diffuso del preservativo,  circa il 10% dei giovani ha già contratto una infezione sessualmente trasmissibile (in particolare la clamidia). Il 45% dei giovani adulti ha inoltre già fatto un test del virus Hiv, che nella quasi totalità dei casi è risultato negativo. 

L’importante ruolo di internet

Il sondaggio evidenza pure che internet svolge in effetti un ruolo determinante tra i giovani svizzeri: il 62% dei ragazzi e il 44% delle ragazze hanno già consultato un sito o una applicazione per incontri. Il 48% dei giovani adulti (il 43% fra le donne) hanno già avuto un appuntamento con una persona conosciuta su internet. E il 35% dei maschi (il 22% delle femmine) hanno avuto una relazione sessuale con un persona incontrata in rete. Quasi tre quarti degli intervistati ha poi affermato di aver già inviato testi, foto o video con contenuti espliciti. Il 22% (soprattutto ragazzi) ha poi ammesso di averli condivisi con terze persone.

Ancora troppe ragazze maltrattate

Il risultato più preoccupante riguarda le relazioni sessuali non volute: Il 53% delle giovani donne (e il 23% dei ragazzi) ha dichiarato di avere avuto almeno un rapporto senza veramente volerlo. Il motivo principale indicato è quello di volere mantenere una buona relazione con il partner. Diverse ragazze (16%) e pure alcuni uomini (2,3%) hanno poi dichiarato di aver subito abusi sessuali o stupri. Una minoranza (il 3,7% delle donne e il 2,8% degli uomini) ha inoltre affermato di avere avuto rapporti sessuali in cambio di soldi, regali o altri vantaggi. Il 56% dei maschi e il 46% delle femmine hanno pure dichiarato di avere avuto un rapporto sessuale mentre erano sotto l’influsso di alcool. Infine, l’11% delle ragazze ha ammesso di essere rimasta incinta e l’8% dei ragazzi ha detto di avere avuto una partner incinta.
Secondo il professor Joan-Carles Suris, dell’Iumps – l’autore principale dello studio – questi dati permetteranno di realizzare programmi di prevenzione tagliati su misura su vari sottogruppi di giovani. Resta ancora molto da fare in particolare in merito ai rapporti non desiderati e agli abusi commessi sulle giovani donne: i dati, da questo punto di vista, “non sono molto rallegranti”, ha affermato.

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