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Svizzera
20.11.17 - 11:540

A Zurigo il controllo di polizia deve essere spiegato

L’istinto non è un criterio valido per eseguire un controllo d’identità. Da inizio novembre la polizia di Zurigo utilizza chiari parametri. L’obiettivo è di evitare controlli dovuti a caratteristiche estetiche, come il colore della pelle, ovvero la cosiddetta profilazione razziale (o racial profiling).

I poliziotti della città sulla Limmat devono indicare alla persona implicata le ragioni per il controllo. Non devono però per ora consegnare una "ricevuta", come alcuni chiedevano. Non è infatti ancora chiaro se l’onere amministrativo supplementare sia giustificato, informa oggi il dicastero della sicurezza di Zurigo. L’emissione delle ricevute causerebbe inoltre la registrazione dei dati di tutte le persone di cui si è verificata l’identità e non solo di quelle denunciate o arrestate.

Sia il municipale Richard Wolff, esponente della formazione di estrema sinistra "Lista alternativa" (AL) e responsabile della sicurezza di Zurigo, che il comandante della polizia cittadina Daniel Blumer ritengono problematiche queste iscrizioni nella banca dati della polizia. I due hanno presentato oggi i primi risultati del progetto "Lavoro della polizia in aree di tensione" (PIUS).

Tra le novità emerge l’introduzione di un’applicazione web in cui registrare luogo, ora e motivo del controllo, se a quest’ultimo segue una denuncia o un arresto. Ciò permetterà, con il tempo, di avere una panoramica statistica dei controlli di persona.

Inoltre, l’argomento controlli d’identità verrà ampliato nell’istruzione e saranno redatti documenti formativi vincolanti, per ampliare la conoscenza nel racial profiling. È anche prevista la sensibilizzazione della popolazione e la polizia cittadina intende recarsi nelle scuole per informare sui controlli di persona e sul giusto comportamento da tenere da entrambe le parti.

Non sarà creata invece un’ulteriore divisione per reclami in materia di polizia, ma si informerà maggiormente su quelle già esistenti e verrà migliorata la gestione delle lamentele.

Il legislativo della città aveva deciso con due postulati di impedire il racial profiling e di verificare se la polizia dovesse rilasciare ricevute dei controlli di persona. In particolare era stato criticato il fatto che non vi fosse alcuna autorità di ricorso indipendente.

Il Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU) ha esaminato il lavoro della polizia cittadina, per conto di Wolff e Blumer, ed è giunto alla conclusione che non esistono controlli sistematici razzisti. Tuttavia, non è possibile escludere che la profilazione razziale avvenga in singoli casi per errata condotta.

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